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It’s a classic! Classic Who e le sue questioni di stile

di Elisa Tomasi

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Tutto quello che un Time Lord può insegnarci in fatto di moda

 

È estate, abbiamo parlato di location ideali per le vacanze, di papabili companions vacanzieri, è ora di portare il discorso su ciò che conta: il costume e dato che il classico è uno stile che non passa mai di moda: Classic Who e i suoi consigli sul vestiario adatto per ogni clima ed occasione.

Avvertenza prima della prova costume: ogni mise appartenete all’universo Classic Who sottintende per la sua applicabilità una fisiologia alla Time Lord in quanto poco suscettibile a sbalzi di temperatura, unica spiegazione per passeggiate in Antartide muniti di leggero capotto o stanziamento in camere a temperatura infernale vestiti di tutto punto senza una goccia di sudore sulla fronte.

Quindi tutto quello che può insegnarci Classic Who in fatto di moda terrestre dalla singolare prospettiva di uno che non è di questo Pianeta.

1st Doctor, William Hartnell, (1963-1966)

Classic Who 1st DoctorSei in vacanza con la nipote, una vacanza prolungata in un tempo indefinito, in realtà a casa non ci puoi tornare ma è meglio vederla così, capiti sulla Terra a metà del xx secolo nel pieno della rivoluzione dei costumi della civiltà occidentale , ad un solo anno dalla Beatlesmania, perché non camuffarsi tra la popolazione con vestiti tardo vittoriani, da gentleman del secolo precedente con tanto di parrucca bianca per denotare una certa autorità, rapire due insegnati della suddetta nipote Susan e per non dare nell’occhio far risultare come domicilio per l’iscrizione alla scuola, a cui la giovane ha voluto partecipare, l’indirizzo della discarica più vicina. Nonostante un inizio un po’ostico, non che ve ne sia fondato motivo, l’adattamento ai costumi umani sembra attecchire, si riesce anche a far tendenza con una Dalekmania improvvisa.

2nd Doctor, Patrick Troughton, (1966-1969)

Classic Who 2nd Doctor

 

Ormai sei un cosmic hobo, lo dicono anche i giornali (Ann Lawrence, Morning Star,25 gennaio 1967), il tuo stile clownesco con pantaloni goffi e larghi, cravattino e giacca, un ricordo a quel altro vagabondo che ha fatto sognare sul grande schermo, il tuo umorismo disarmante e dissacrante a volte nei confronti dell’autorità ti inseriscono nella piena rivoluzione culturale, in più il tuo giocare ti porta ad acquisire fantastici oggetti: il flauto che suoni male e il cacciavite sonico.

 

3rd Doctor, Jon Pertwee, (1970-1974)

È il momento della maturità, la caduta/esilio sulla Classic Who 3rd DoctorTerra, impone stabilità, il tutto condito da una certa eleganza, ora ti vedono a colori, quindi bisogna avere un certo senso del gusto e tu intendi questo nella più tradizionale forma terrestre di oltremanica che ha catalizzato questa attenzione al taste: il Dandy, d’ora in poi solo giacche di velluto e camice a fronzoli. La tua è una figura ormai di autorità e di esperienza all’interno della U.N.I.T che non manchi a criticare quando si trasforma in un’istituzione di potere, d’altronde la Gran Bretagna del vicino, possibile futuro in cui ti trovi a vivere è anche quella messa in discussione dalle crisi istituzionali interne ed dal ricordo degli scandali internazionali delle figure del potere, Watergate è un termine d’uso comune.

4th Doctor, Tom Baker, (1974-1981)

Classic Who 4th Doctor

 

Lasciata alle spalle la gravità terrestre, lo spirito si libra negli spazi dell’allegoria e del fantastico, in modalità sperimentatore folle atto ad indagare mostruosità interiori esteriorizzate e a fare la parodia di se stesso. Lo spirito è libero anzi è bohémien anzi è scapigliato, è comunque vissuto nella tua sciarpa indomabile e anticonformista in ogni sua riutilizzazione al di fuori della norma, è lunga, è scomoda, ti appartiene e ci sta a pennello con il cappello sformato, il gilet cucito a maglia e giacca da studente universitario di quei particolari anni.

 

5th Doctor, Peter Davison, (1981-1984)

Classic Who 5th DoctorSi ritorna all’ordine ma ad un ordine di idee dalle forme nuove che guardando al passato, proprio e altrui, che permette di esprimersi in una maniera più compiuta, sei giovane e vulnerabile ma immerso in un eroismo antico non dei belli e dannati ma di quello dei belli d’animo. Nel senso di una ritrovata Englishness, di cui ormai tutti parlano in primis il Primo Ministro, nella sua oscura presenza di Iron Lady, questa tradizione, in te, prende solo le sembianze nostalgiche di un giocatore di cricket di eduardiana memoria, che ti rende molto trendy nella ritrovata estetica dell’heritage film tanto di moda ma la tua pasta è altra: i tuoi companions non sono mai stati così numerosi e così votati all’altruismo nel periodo della “disuguaglianza sociale come prezioso valore da conservare”.

 

6th Doctor, Colin Baker, (1984-1986)

Classic Who 6th Doctor

Stridente, strillante, ostico, irritabile, irritante, come il capotto multicolor che indossi, sei una figura di difficile digestione, sei un ritorno dei tuoi peggiori difetti ma lì a ricordare che sei pur sempre un corpo estraneo, un alieno sul nostro pianeta, e il tuo sentenziare e questo è un periodo di grandi sentenze, soprattutto lunghe nella durata di tutto il processo che ti vede protagonista e a cui assistiamo come spettatori estranei allo spettacolo di mostruosità di una civiltà che si è autodefinita elevata e razionale. Il tuo commento caustico è forse quello di cui il periodo ha bisogno e forse il motivo per cui vieni percepito come il Dangerous Doctor.

7th Doctor, Sylvester McCoy (1987-1989)

Classic Who 7th Doctor

 

È la fine di un’era (quella di Classic Who e non solo) e quel ’89 è un numero che rimane impresso nella memoria, ti vesti pieno di punti interrogativi e te ne vai a passeggio con tanto di ombrello con fare modesto e poco minaccioso ma sei un’eminenza grigia che si aggira per l’universo, che alla ricerca delle sue oscure origini manovra lo spazio e il tempo per fini non del tutto chiari. Sei ritornato al punto di partenza quello interrogativo, dal quale sei scaturito in una nota redazionale interna al Drama Group della BBC nel 1963:

“Doctor Who: a frail old man lost in space and time, They give him this name because they don’t know who he is. He seems not to remember where he has come from; he is suspicious and capable of sudden malignance; he seems to have some unidentified enemy; he is searching for something as well as fleeing from something. He has a “machine” which enables them to travel together through time, through space, and through matter.”

(“Doctor Who”: General notes on Background and Approach, BBC Written Archive Centre).

 

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