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Piume per linee sabbiose di fuoco – Feathers for sandy lines of fire

di Paolo Meneghetti

Pubblicato il

L’egiziano Youssef Ziedan immagina che si faccia un sogno frammentato: fra la sabbia, gli zoccoli d’asini, le fronde affastellate di palma, la borraccia dell’acqua, uno scorpione voglioso di pungere, sia un uccellino sia un rapace, le lingue di fuoco. Si percepirà l’ambientazione desertica, in cui tutto pare nervosamente labile, in condizioni di vita non agevolissime. Sarah è stata inquadrata sull’arenile. Si percepisce un ambiente fresco, in cui il vento però scompiglia i capelli ed i vestiti. Sarah regge la borraccia come se questa galleggiasse, dalla sua “boa”. La pettinatura ci sembrerebbe “chelata”, attorno al collo. C’è lo “zoccolo” della gonna, mossa quasi “a trapezio” dal forte vento. Alla gentilezza caratteriale di Sarah, s’accompagnerebbe dialetticamente il vigile “scatto” del volto, per guardarci. C’è anche un tessuto a piumaggio per linee sabbiose di fuoco, mediante principalmente il tono del giallo limone.

The Egyptian Youssef Ziedan imagines that somebody makes a fragmented dream: between the sand, the donkey’s hooves, the bundled leaflets of a palm tree, the water canteen, a scorpion which wants to sting, both a birdie and a bird of prey, the tongues of fire. We will perceive a desert surrounding, where all the things seem nervously ephemeral, for the living conditions of course not simple. Sarah was framed on the sandy shore. We perceive a fresh surrounding, where the wind however messes up the hair and the clothes. Sarah holds the canteen as if this one floats, by its “buoy”. The hairstyle would seem to us “with chelae”, around the neck. There is a “hoof” of the skirt, moved almost “from its trapezoid”, by the strong wind. The behavioral politeness of Sarah would be dialectically in companion with the awake “sprint” of the face, to watch us. There is also a woven at a plumage for sandy lines of fire, through principally a tone lemon yellow.

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

Y. ZIEDAN, Nabateo lo Scriba, Neri Pozza, Vicenza 2011

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

L’attrice, attivista ed imprenditrice Sarah Barlondo è francese. Da adolescente, lei faceva la tennista con ottimi risultati, sino a dover rinunciare, a causa d’un incidente stradale. Sarah studiò all’inizio regia e recitazione, quindi architettura e design (sia a New York sia a Londra). Nel 2016, lei fondò il Mood Board Magazine. Questo pubblica in digitale, per temi d’arte, design e fashion. Sarah, che studiò pure giornalismo, lavora molto per la televisione (specialmente in Messico, dove adesso sta presentando un talkshow). Lei parla francese, spagnolo, inglese e portoghese. Sarah ha anche fondato lo Studio GIMO, a Londra, il quale opera nel campo del talent management. Nel 2017 lei esporrà la sua prima linea di vestiti.

The actress, activist and entrepreneur Sarah Barlondo is French. In her teens, she played tennis having good very good results, until a car accident forced her to stop the career. Sarah studied at the beginning film-making and acting, then architecture and design (both in New York and in London). In 2016, she launched the Mood Board Magazine. This one publishes in digital, about arguments of art, design and fashion. Sarah, who studied also journalism, many times works for the television (especially in Mexico, where now she is presenting a talkshow). She speaks French, Spanish, English and Portuguese. Sarah also launched the Studio GIMO, in London, which works in the field of talent management. In 2017 she will expose her first clothing line.

www.sarahbarlondo.com

www.bysarahbarlondo.com

La fotografa, sceneggiatrice, produttrice ed art director Jocelyne Gimenez lavora nel team di Sarah Barlondo. Nel loro scatto, i vestiti sono di Steffen Schraut, ma il cappello di Sarah J. Curtis.

The photographer, screenwriter, producer and art director Jocelyne Gimenez works with the team of Sarah Barlondo. In their shoot, the clothes are designed by Steffen Schraut, but the hat by Sarah J. Curtis.

www.studiogimo.com

http://www.imdb.com/name/nm4428012/

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