Rubriche

Recensione – Civiltà Perduta

di Paola Cecchini

Pubblicato il

Civiltà Perduta. Un film di James Gray, con Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland e Angus Macfadyen.

Poster italiano di Civiltà perduta

Si dice che oggi tutto quello che c’era da scoprire è già stato scoperto. Questo è certamente falso, basta non solo alzare gli occhi al cielo ma anche abbassarli a terra. Sappiamo più di quello che c’è nell’Universo rispetto a quanto sappiamo di quello che c’è negli abissi marini o nel centro della Terra. Ad ogni modo è sicuramente vero che le grandi esplorazioni siano avvenute all’inizio del Novecento. Gli scavi in Egitto, le esplorazioni in Sud America e al Polo.

E come una grande esplorazione antica, anche Civiltà Perduta, l’ultimo film di James Gray con protagonista Charlie Hunnam prende spunto dal passato, e si rifà ai ritmi lunghi e lenti del cinema sull’esplorazione anni Ottanta. Non è un caso, perciò, se la scena iniziale dei titoli di coda ci ricordi così fortemente Mission

Civiltà Perduta è sicuramente un film lento e un po’ lungo, forse troppo, e per questo non adatto a tutti, ma per chi ama il genere storico e le grandi esplorazioni è sicuramente un film molto interessante e aperto a molteplici letture.

 

La trama di Civiltà Perduta.

Una scena di civiltà perdutaTratto dal libro  Z la città perduta di David Grann, il film racconta la storia vera di Percy Farrett (Charlie Hunnan), militare al servizio di sua maestà, che non riesce a fare carriera a causa del disonore del padre alcolizzato. Per potersi riscattare accetta l’incarico della Royal Geographical Socety di effettuare delle rilevazioni geografiche nel Rio delle Amazzoni tra Brasile e Bolivia, zona contesa  tra Spagna e Portogallo perché ricca di albero della gomma.

Tra tanti pericoli naturali e popolazioni native più o meno accoglienti, Farrett scoprirà alcuni cocci di terracotta, dimostrazione dell’esistenza di un’antica civiltà che diventerà la sua ossessione, e quella della sua famiglia, per tutta la vita.

 

Emancipazione, ossessione e rispetto della bellezza.

Sono tre le tematiche più interessanti all’interno del film.

Civiltà perduta, la moglieUno dei personaggi più particolari del film, infatti, è quello della moglie di Farrett, donna indipendente e che lo supporta totalmente nelle sue scelte ma, al contempo, donna frustrata dal proprio ruolo nella società perché ha anche delle proprie ambizioni come persona oltre che come donna. Se all’interno della coppia marito e moglie credono nella parità intellettuale tra uomo e donna (e un aiuto prezioso nel trovare indizi sull’esistenza della civiltà perduta di Z siano arrivati proprio dalla moglie) è anche vero che non è del tutto così e infatti, quando lei propone di accompagnarlo nel suo secondo viaggio, lui le risponde che il suo posto è a casa a prendersi cura dei loro figli.

L’ossessione di Farrett è quindi diventata anche quella della moglie e quella del figlio maggiore, che lo seguirà nel suo ultimo viaggio. Un’ossessione che non ha mai varcato i confini della pazzia, come talvolta accade, ma che comunque ha condizionato tutta la sua vita e quella delle persone accanto a lui.

Infine l’ultimo tema importante del film è quello del rispetto del diverso e della bellezza. Da uomo illuminato quale è Farrett riesce a comprendere l0importanza del rispetto di chi ha una cultura diversa dalla nostra (in questo caso gli Indios) e sa che anche suo dovere proteggerli da chi vuole andare lì con le armi in mano a distruggere tutto. Al tempo stesso Farrett è anche consapevole che diverso non voglia necessariamente dire inferiore e che la mentalità egocentrica dei bianchi è un grosso limite all’umanità.

Che esista o meno una civiltà perduta (e la scoperta di Machu Picchu in Perù negli stessi anni ne è comunque una dimostrazione) la domanda non è chi sia più avanzato per i propri standard, ma chi sia migliore. E, spesso, la risposta a questa domanda non è noi.

 

Vi lasciamo al trailer di Civiltà Perduta.

 

 

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: