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GRAN PREMIO AZERBAIJAN F1 2017: polemiche furiose e detriti ovunque…

di Andrea Vittorio

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L’anno scorso la gara era stata piuttosto “tranquilla” (Baku 2016), ma quest’anno lo spettacolo è stato decisamente caotico e foriero di polemiche. Ricciardo vince davanti a Bottas e al 18enne Stroll, seguiti da Vettel ed Hamilton. Nel mondiale Vettel guadagna due punticini su Hamilton, mantenendo sostanzialmente inalterato il proprio distacco. Data la mole di episodi controversi accaduti durante il Gran Premo, mi limiterò ad analizzarne solo alcuni.

 

PARTENZA CAOTICA

In partenza, Bottas copre Hamilton e lo protegge dalle Ferrari, ponendosi così in scia dell’inglese, ma arriva a curva 1 con le ruote bloccate e fumanti (con i due piloti Ferrari che arrivano quasi al contatto per via dell’errore del finlandese). Di conseguenza, poco dopo, a curva 2, Raikkonen sfrutta la migliore accelerazione ed affianca all’esterno Bottas, ma il finlandese della Mercedes non ha spazio ed urta con la gomma posteriore sinistra il muretto: questo provoca il contatto con Raikkonen, che viene “spedito” contro le barriere, cagionandogli peraltro un “morso” sul lato sinistro del fondo della vettura. Dietro si piazzavano Verstappen, le Force India e Massa, con Bottas costretto al box per cambiare la propria gomma totalmente lacerata.

Al 12esimo giro Verstappen si ritira per guai al motore, con Hamilton saldamente al comando, con un paio di secondi di vantaggio su Vettel. Anche Palmer e Kvyat si ritirano per problemi alle loro vetture (Palmer alla PU, Kvyat ai freni).

 

LA DECISIONE DELLA DIREZIONE GARA

A causa dei numerosi detriti disseminati dai moltissimi contatti avvenuti (su tutti, quello di Raikkonen e Bottas), entra la Safety Car per consentire la raccolta degli stessi. I commissari di pista (piuttosto inesperti ed impacciati negli interventi) cominciano, quindi, a correre lungo la pista, raccogliendo a mano tutti i detriti indicati dalla direzione gara . Al momento della ripartenza, però, Hamilton frena improvvisamente, in curva, per distanziarsi dalla Safety Car: purtroppo, Vettel non se ne accorge in tempo e lo tampona leggermente, rompendo comunque il proprio alettone anteriore. Questo provoca la reazione del pilota tedesco che, stizzito, lo affianca e gli dà una ruotata sulla gomma dell’inglese della Mercedes.

    

Alla ripartenza, inoltre, i due della Force India, sempre a curva 2, si toccano e provocano nuovi detriti, ricostringendo la direzione gara, prima, a far rientrare la vettura di sicurezza in pista e, poi, a dichiarare bandiera rossa. Raikkonen, infatti, forava la propria gomma posteriore con un pezzo di carbonio volato via dalle Force India e lo costringeva a rientrare ai box con il fondo distrutto anche dal lato destro (il lato sinistro era già lesionato dal contatto con Bottas).

Alla luce di quanto accaduto, ci sarebbe da chiedersi chi abbia concesso l’autorizzazione a correre su una pista del genere: ad esempio, Imola non rientra nel calendario per presunti problemi di sicurezza (muretti del rettilineo troppo vicini alle tribune, senza adeguata via di fuga), ma il circuito di Baku, dove le vetture sfiorano i muretti (e le case con i balconi) anche a 350 km/h (secondi i dati ufficiosi forniti dalla Mercedes), sì. Se a questo si aggiungono le scene viste nel Gran Premio, con ben tre neutralizzazioni della corsa per detriti, allora il concetto di “sicurezza” è aleatorio e totalmente discrezionale.

E’ ridicolo assistere a delle scene del genere, con i commissari che devono ricorrere a bandiera rossa e a dei golf caddy per ripulire l’asfalto: la sicurezza viene prima di tutto, sempre e comunque, ma sarebbe opportuno prevedere tali scenari e formare adeguatamente i commissari di pista prima di correre su circuiti sì spettacolari, ma inadatti per vetture di F1 (a Baku c’è persino la curva “del Castello”, dove la sezione stradale è larga soltanto 7 metri). In altre parole, non ci vuole un genio (come disse Alonso a Monza) a capire che queste auto (più larghe dell’anno scorso), correndo su un circuito pieno di curve a gomito e lunghissimi rettilinei, avrebbero potuto causare molti incidenti: magari predisporre maggiori mezzi, uomini, piazzole e strumenti sarebbe stato meglio per lo spettacolo (come avviene a Monaco).

 

IL REGOLAMENTO VIENE APPLICATO CORRETTAMENTE?

Il contatto Hamilton – Vettel in regime di Safety Car sembrava finito con un “nulla di fatto”, con l’inglese non penalizzato per la sua frenata (il regolamento penalizza l’eccessivo distacco dalla Safety Car, fissato in un massimo di dieci vetture in fila) e Vettel non penalizzato per la sua ruotata “vendicativa” (che tra l’altro non aveva causato danni).

L’inglese della Mercedes, però, ha un problema al proteggi-collo: questo accessorio, presidio di sicurezza in caso di incidente, ha il compito di proteggere dagli urti laterali il collo del pilota, ma, nel caso di Hamilton, non era stato fissato saldamente al momento della ripartenza.

Dal momento che il muretto era costretto a richiamare l’inglese ai box per sistemarlo, nonostante le proteste e i tentativi di Hamilton di evitare lo stop proprio quando era in testa, la direzione gara comunicava, contemporaneamente, la decisione di infliggere 10 secondi di stop & go a Vettel per la manovra “da ragazzaccio” compiuta poco prima.

Anche qui, delle due l’una: o la penalità andava inflitta immediatamente a Vettel perché sancita dal regolamento oppure non si penalizzava né Hamilton né Vettel per quell’episodio controverso. Già, perché l’impressione è che la direzione gara, vedendo che Lewis Hamilton doveva fermarsi, abbia deciso di “pareggiare” la situazione con una penalità a Vettel. Solo che Vettel è stato penalizzato (giustamente) per la ruotata, mentre Hamilton no per la sua manovra dietro la Safety Car. La penalità di Vettel è stata applicata, verosimilmente, per equilibrare una sfortuna di Hamilton e questo non è sportivo: in altri termini, Vettel aveva certamente torto, ma Hamilton non era da meno (almeno moralmente) ed, in ogni caso, non si dovrebbe mai confondere e porre sullo stesso piano una condotta antisportiva con un episodio sfortunato.

La polemica è appena iniziata!

 

PAGELLE GRAN PREMIO AZERBAIJAN F1 2017:

 

RICCIARDO: l’australiano ha un rimorchio di fortuna attaccato all’alettone della sua Red Bull. Già, perché nonostante l’errore in qualifica e una partenza disastrosa, riesce non solo a portare l’auto a traguardo (a differenza del suo compagno di squadra), ma persino a vincere. E’ al quarto podio di fila ottenuto per “regali” altrui…ancora un po’ e va a finire come nel 2007…VOTO 9: AL POSTO GIUSTO, AL MOMENTO GIUSTO

BOTTAS: il finlandese fa una gara caparbia e per Mercedes avere un pilota così, che agguanta il secondo posto sul traguardo, beffando di pochi centesimi Stroll, è certamente utile. E’ altrettanto vero, però, che è da almeno quattro gare che è sempre autore/coinvolto in incidenti alla partenza, prediligendo in particolare le due Ferrari (più Raikkonen se possibile). La prossima volta sarebbe meglio dargli un giubbotto catarifrangente e un paio di medagliette di S. Cristoforo…VOTO 7: IMPUNITA’ SEMPRE E COMUNQUE

STROLL: il giovane canadese ha dato l’impressione di essere “in palla”, battendo in qualifica il suo compagno di squadra. A 12 giri dalla fine era secondo, davanti a Magnussen. Si fa superare in pieno rettilineo da Bottas e, a me perlomeno, rimane il dubbio che abbia perso il secondo posto per “salutare” il muretto box, non accorgendosi dell’arrivo di Bottas. Altri, più complottisti, potrebbero pensare che l’abbia fatto per agevolare il fornitore di motori…in ogni caso, è stato molto bravo a sfruttare le sfortune altrui e a non commettere errori. Anche i big ne hanno fatti e lui ne ha fatti meno di altri.  VOTO 9: NON HO L’ETA’

 

VETTEL: il tedesco della Ferrari prende uno “schiaffo” in qualifica dalle Mercedes (così come dichiarato durante le interviste), ma confida nel ritmo gara. Al primo giro è secondo dietro ad Hamilton e tutto sembra predisporsi nel verso migliore per il ferrarista, ma poi la frenata di Hamilton dietro la Safety lo fa imbestialire. La penalità (alcuni dicono che il regolamento imponesse una bandiera nera) è doverosa, ma certamente Hamilton è correo. Il quarto posto è una magra consolazione. VOTO 5: VENDETTA VERA!

HAMILTON: l’inglese stava dominando il week end, stava per andare a vincere un GP dove Vettel stava per prendersi una penalità “chiave” per il mondiale, ma, come spesso accade, la sfiga ci vede benissimo e si è avventata sul suo “paraspalle”. Dopo non ha dimostrato nulla di più, rimanendo dietro a Vettel. Le polemiche aumenteranno col passare dei giorni.  VOTO 5: CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE TEMPESTA

OCON: il francese combina un vero casino, distruggendo la vettura del proprio compagno di squadra, quando quest’ultimo era al terzo posto (e stava persino attaccando Vettel poco prima). Il sorpasso non ci stava e l’errore ha fatto perdere un sacco di punti mondiali al team. Saranno sicuramente volati i caschi nel retrobox della Force India. VOTO 6: NONOSTANTE TUTTO HA PRESO PUNTI

MAGNUSSEN: il danese fa un una gara superlativa, approfittando delle sfortune altrui e riuscendo a portare a traguardo l’auto. VOTO 7: CHI VA PIANO VA SANO E VA LONTANO

SAINZ: lo spagnolo sembra il fantasma del pilota di due gran premi fa. Ora sembra che abbia intrapreso una strana involuzione: l’erroraccio del Canada prima, la penalità in griglia e il testacoda in partenza denotano la voglia di (stra)fare, talvolta, del pilota spagnolo. Lui è bravo, ma non deve sempre mettersi in mostra. VOTO 6: LA CALMA E’ LA VIRTU’ DEI FORTI

ALONSO: lo spagnolo rompe il nuovo motore portato dalla Honda nelle prime prove libere. Per questo paga 70 (!) posizioni di penalità in griglia. In pratica, doveva partire in fondo al rettilineo di due km, ma nonostante questo riesce ad agguantare il nono posto e i primi due punti. Il suo consueto team radio “leggendario” di questo GP è stato a pochi giri dal termine quando al suo ingegnere è uscito con una frase tipo “che vergogna! Questo era un Gran Premio che avremmo potuto vincere”. Se soltanto avesse una Power Unit degna di questo nome. VOTO 10: UNO SU MILLE CE LA FA (DI MOTORI HONDA)

WEHRLEIN: il tedesco va a punti, chiedendo il permesso al team di superare Ericsson. Ovviamente, i due rischiano di schiantarsi, ma almeno Pascal arriva decimo e salva la baracca. VOTO 6: DATEMI UNA MERCEDES

ERICSSON – VANDOORNE: l’algido svedese e il belga della McLaren riescono a non andare a punti nella gara più pazza dell’anno. Da notare che il motore della McLaren va forte quanto il motore della Ferrari dell’anno scorso. VOTO 4: PRESTAZIONE ANONIMA

GROSJEAN: il francese distrugge i freni come al solito. S.V.

RAIKKONEN: ormai stava facendo la gara senza tre quarti di macchina. Metà dei detriti sulla pista vengono dalla sua Ferrari, perché sempre coinvolto da altri in contatti/incidenti. Avrebbe potuto sicuramente disputare una bella gara, se non fosse per il solito Bottas che gli rovina la gara (sempre impunito). Stavolta era davanti e non poteva lasciare più spazio di così! Encomiabile il lavoro dei meccanici della Ferrari che sono riusciti a rimetterlo in pista, riparando l’auto durante la bandiera rossa: peccato per la penalità inflittagli per aver lavorato dentro il box e non in pit lane come impone il regolamento, relegandolo nelle retrovie. Bello vederlo rivestirsi di corsa come un ragazzino che ha la smania di correre. VOTO 6: DRIVER IS OK

PEREZ: il messicano è stato per lungo tempo al terzo posto e considerando i guai a Vettel e a Hamilton, forse avrebbe potuto anche vincere. Sarebbe stata la prima vittoria per entrambi, team e pilota. Solo che il suo compagno di squadra, pur di sopravanzare il suo compagno di squadra, gli ha rovinato la gara. Il ritiro finale è stato causato dalla rottura del sedile. VOTO 8: FAIDA IN FAMIGLIA?

MASSA: il brasiliano stava disputando una gara eccellente, ma dopo la bandiera rossa ha accusato un problema ad un ammortizzatore. Peccato perché sul podio sarebbe salito lui e non Stroll. VOTO 6: PAOLINO PAPERINO

HULKENBERG: picchia con la ruota anteriore destra il muretto. Errore di guida che da uno come lui non ci si aspetta. Grave disattenzione. VOTO 5: I HIT THE WALL

VERSTAPPEN: l’olandese è l’opposto di Ricciardo: se c’è una ventilata possibilità che qualcosa si rompa, certamente accade all’olandese nei primi dieci giri. Quattro ritiri in sei gare. VOTO 6: LOURDES? FATIMA?

PALMER: rompe il motore. Un week end funesto. Il suo contributo alla squadra è nullo. S.V.

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Un commento per “GRAN PREMIO AZERBAIJAN F1 2017: polemiche furiose e detriti ovunque…

  • Luciano De Angelis ha detto:

    Questa chiara descrizione mi ha fatto rivivere le emozioni della Gara. Condivido anche i commenti e le valutazioni sui Piloti. La Commissione e Giuria, come troppe volte accade, hanno deluso. A mio avviso Hamilton era già sufficientemente distante e per quanto ho potuto valutare era a più di 10 auto dalla Safety Car ed inoltre frenare in curva non è né corretto né necessario per guadagnare spazio avendo un rettilineo davanti. Quindi doveva essere anche lui penalizzato.

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