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L’udire in sella allo zoccolo – Hearing on horseback of a hoof

di Paolo Meneghetti

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Viaggiando da Alessandria d’Egitto a Parigi, sulla nave, Ungaretti vedrebbe essenzialmente la vaporosità del cielo, ovviamente complicata dall’ondeggiamento. C’è anche l’incertezza per il futuro, in un trasferimento. Si sente un clarinetto, a poppa, coi tacchi e le mani dei ballerini a scandirselo. Ci sarebbe allora una “vaporosità” positivamente di speranza? Oppure il clarinetto dovrà stridere, attraverso più ghirigori simili a quelli per l’ondeggiare? Il vaporoso è percepibile in via appena decorativa od inconcludente. Eliza posa quasi a “rintanarsi” sulla sedia, montandone “in sella”. La fotografia è in bianconero, ma emerge la “vaporosità” delle calze, dai motivi floreali. La mano sinistra stringe la fronte, favorendo la nostra percezione che il pensiero di Eliza “si rintani”, e mentre “l’onda” del palmo adombrerà gli occhi. Noi vediamo lo stivaletto col tacco. Questo diventerà uno “zoccolo”, ad ancorarsi stridendo sotto il “ponte” d’una sella. C’è anche un “tubo a clarinetto” del braccio sinistro, avente l’ancia “vaporosa” (per la compressione del proprio soffio, mentre il palmo adombra lo sguardo). Noi immaginiamo una “poppa” della testa, sopra l’orecchio destro. Forse l’ascolto renderà più “concludente” la vaporizzazione dello sguardo.

Travelling from Alexandria to Paris, on the boat, Ungaretti would see essentially the vaporousness of the sky, of course complicated by the undulation. There is also the uncertainty about the future, making a transfer. We hear a clarinet, on the poop, while the heels and the hands of dancers are telling it. So, would it be a “vaporousness” positively to hope? Or rather will the clarinet have to screech, through many squiggles similar to those in the undulation? Something vaporous can be perceived in a way barely decorative or inconclusive. Eliza poses almost “holing up” herself on the chair, there “saddling up”. The photography is in black and white, but the “vaporousness” of the socks, with the flower motifs, emerges. The left hand tightens the forehead, favouring our perception that the thought of Eliza “holes up” itself, while “the wave” of a palm will cast a shadow over the eyes. We see the ankle boot with heel. This one will become a “hoof”, anchoring itself strident under the “deck” of a saddle. There is also a “pipe for clarinet” on the left arm, which has a “vaporous” reed (by the compression of own blow, while the palm casts a shadow over the gaze). We imagine a “poop” of the head, over the right ear. Perhaps a listening will make the vaporization of the gaze more “conclusive”.

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

G. UNGARETTI, Vita d’un uomo: tutte le poesie, Mondadori, Milano 2005, p. 7

 

 

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

 

La modella Eliza Oynus nasce in Estonia. Lei ha studiato architettura, a Karlsruhe e Venezia. Eliza è anche un’artista, con qualche mostra all’attivo.

The model Eliza Oynus was born in Estonia. She studied architecture, in Karlsruhe and Venice. Eliza is also an artist, with some exhibitions under her belt.

 

Il fotografo professionista Karel Losenicky è nato in Repubblica Ceca. Egli ha studiato allo IED di Milano. Karel in passato era un modello.

The professional photographer Karel Losenicky was born in Czech Republic. He studied at IED in Milan. Karel in the past was a model.

www.karellosenicky.com

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