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Silent books che superano confini

di Giada Magnani

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C’è un momento speciale, che fa paura e che sorprende al tempo stesso. Quando ci troviamo nudi, in silenzio, di fronte a qualcun altro. A guardarci la pelle l’attimo prima di avvicinarci per poi cercare di oltrepassarci. Superato questo confine, ci si mischia tra fantasia, creatività, ombre, conflitti e paure. Si arriva poi ad armonizzarsi e se ne esce cresciuti, un po’ nuovi. L’altro è entrato a far parte della nostra realtà. Dal numero di confini superati e da quanto di noi stessi mettiamo in questo scambio, dipende la nostra crescita e il nostro cambiamento.

Così è quando leggiamo i silent books. Così è per le bambine nei libri di Suzy Lee.
Suzy Lee nei suoi tre capolavori “Mirror”, “l’Onda” e “Ombra” editi da Corraini, indaga proprio il confine, utilizzando il libro come oggetto fisico. Il confine che usa è la linea tra la doppia pagina, la rilegatura. L’autrice non solo sovverte la regola editoriale di non disegnarci sopra, ma usa questa linea per narrare la storia stessa.

Diventa infatti il confine che ad un certo punto verrà superato dalla bambina protagonista. Solo così  sperimenterà  il coraggio, la fantasia e la ricerca di un’identità. Suzy Lee, che vive e lavora a Singapore, è una delle più influenti e innovative illustratrici di oggi. Ha dimostrato come il silent book sia tutt’altro che “roba da bambini”, bensì opera universale e immortale grazie alla potenza delle immagini. Non a caso troviamo i suoi libri anche nella biblioteca di Lampedusa. Tra questi scaffali i silent books sono protagonisti indiscussi, per la loro capacità di comunicare a bambini e ragazzi di qualsiasi cultura ed origine.

 In “L’Onda”, sviluppato in orizzontale, una bambina si trova alle prese col mare, una forza della natura che spaventa e richiama a sé. Prima incuriosita ma impaurita, solo oltrepassando la linea di confine tra le pagine la protagonista riuscirà a vivere e sperimentare la liquidità del mare e della propria fantasia insieme. La gioia e la novità, poi un’onda travolgente che spaventa ed infine la scoperta delle meraviglie che quell’onda ha portato. Sfogliando intuiamo che la parola “illustrazione” non rende onore a questi piccoli capolavori, perché ciò che illustra è per definizione in secondo piano rispetto ad un testo. Non qui, dove l’immagine è illustrazione e storia insieme, porta messaggi immortali e suggestioni che rimbalzano e smuovono le corde profonde di chi osserva.

In “Ombra” ci si ritrova a girarsi e rigirarsi il libro tra le mani. Ad esplorarlo per confrontare la realtà con la fantasia. In una cantina una bambina vede la propria ombra e quella degli oggetti accatastati intorno a sé. Sono ombre proiettate nella pagina sotto, poiché il libro è sviluppato in verticale. La bambina si diverte con le mani a fare un’ombra a forma di aquila e  l’uccello prende vita e inizia a volare. Le ombre degli oggetti reali diventano pian piano animali e piante. Ombre fantastiche che prendono il sopravvento, sono vive. Sono compagne di giochi, di emozioni forti e di esperienze. Finchè un lontano “LA CENA E’ PRONTA!” non congela tutto quanto; il lupo torna ad essere uno scarpone, il serpente una gomma per innaffiare. E’ di nuovo realtà e la cantina è adesso un caos cosmico. “Ombre” è un libro sulla fantasia che parla a tutti quanti, come solo i silent books sanno fare.

Il terzo libro di Suzy Lee è Mirror. Anche qui il confine tra una pagina e l’altra è necessario alla narrazione. Ci troviamo di fronte alla scoperta dell’identità di una bambina, davanti allo specchio. Percepiamo la sua paura nel vedere un’altra se stessa. La osserviamo toccare, giocare, fare boccacce e partecipiamo a questa scoperta grazie agli schizzi di colore che esplodono sulla carta. Momenti di gioia incontaminata nel riconoscersi in quell’immagine riflessa, nel trovarci qualcosa di vero. C’è molto di non detto, che possiamo trovare dentro di noi incantandoci davanti allo stupore di queste immagini. Anche in questo silent book, come succede spesso nella mente dei bambini, la forma ed il senso si fondono insieme. E il tempo non esiste perché le immagini  hanno un ritmo tutto loro. Chiedono di soffermarsi e tornare indietro, meravigliano, interrogano, toccano corde di poesia ed incanto.

In molti le hanno chiesto se in “l’Onda”, l’immagine tagliata al centro della doppia pagina fosse un errore. Suzy Lee ha risposto pubblicando il libro la “Trilogia del limite”, sempre edito da Corraini. Pagine che fanno leggere questi capolavori sotto una nuova luce. Che spiegano come ogni sua illustrazione nasconda scelte e riflessioni cariche di significato.
Con questa trilogia di silent books scopriamo che, sebbene il limite ci definisca, è solo oltrepassandolo che ci trasformiamo. Ogni limite superato è esperienza. Ed è solo con l’esperienza fantastica e reale insieme, che si torna alla realtà più arricchiti. Varcare, mettersi in gioco, soffrire un po’ e poi meravigliarsi, armonizzarsi e amicarsi le ombre. La cantina resta in disordine, il mare è entrato a far parte del nostro mondo e il riflesso ci ha fatto scoprire di essere reali. E ci chiediamo: cosa sarebbe la realtà se non venisse esplorata con la fantasia?
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