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GRAN PREMIO DI SPAGNA F1 2017: Hamilton vince, ma Vettel resiste!

di Andrea Vittorio

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Presso il circuito del Montmelò, a Barcellona, Hamilton batte un indomito Vettel, davanti a un fortunato Ricciardo, unico superstite tra i restanti piloti “big”. La sentenza del Gran Premio di Spagna? la Mercedes ha sfruttato meglio le gomme, ma la Ferrari c’è.

LA PARTENZA

Al via, Vettel sorprende Hamilton (anche l’anno scorso si era fatto sorprendere alla partenza, quella volta dall’altro tedesco, Rosberg), infilandolo a metà rettilineo e prendendosi subito la testa della corsa. Dietro di loro, Bottas, Raikkonen e Verstappen affrontano appaiati la prima curva, ma è sufficiente una sbandata della Mercedes di Bottas per creare un domino: Raikkonen viene colpito al posteriore, andando a colpire la Red Bull dell’olandese. Morale: Raikkonen e Verstappen con le sospensioni anteriori rotte, mentre Bottas continua la sua gara. Anche Massa e Alonso si toccano, ma, fortunatamente, senza conseguenze gravi (l’asturiano è costretto solo ad un polverosissimo fuoripista).

LA DURATA DELLE GOMME E’ DECISIVA

 

La Pirelli aveva annunciato che le gomme Soft sarebbero durante una ventina di giri. Vettel e la Ferrari, basandosi sul parametro indicato dal costruttore e temendo un undercut di Hamilton, accorciavano il primo stint di gara, compiendo il pit stop dopo soli 16 giri. Questa mossa ha consentito alla Mercedes di prendere le dovute contromisure, azzeccando una strategia migliore: Hamilton, infatti, allungava la durata delle gomme Soft fino a 30 giri, permettendogli di restare sempre in controllo su Vettel. Certamente, il pilota inglese è stato anche aiutato da due episodi: l’uno è il “tappo” creato dal suo compagno di squadra su Vettel (con il ferrarista che per scavalcarlo ha dovuto mettere due ruote sull’erba!), l’altro è stato l’intervento della Virtual Safety Car, causato da un contatto di gara tra Vandoorne e Massa (il belga ha commesso un grave errore di guida dato che ha compiuto la curva senza accorgersi del tentativo di sorpasso del brasiliano della Williams).

                       

BILANCI

 

Gli aggiornamenti aerodinamici della Mercedes hanno consentito alle Frecce d’Argento di spiccare un balzo in avanti nella gestione delle gomme: l’azzardo di tenere le gomme oltre la durata consigliata dalla Pirelli si è rivelata perfetta. Tuttavia, per il team tedesco, la rottura della PU sull’auto di Bottas suona come un campanello d’allarme per l’affidabilità (anche se si trattava di un propulsore a fine vita), segno che, ora, la Mercedes deve ricorrere a tutte le risorse possibili per stare davanti.

La Ferrari dal canto suo ha ben poco da recriminare, dato che ha fatto “quasi” tutto bene: Vettel ha girato come un forsennato, regalando spettacolo sia alla partenza che durante la gara, Raikkonen è stato incolpevolmente eliminato da Bottas alla prima curva. Forse la strategia è stata troppo “conservativa”, ma in ogni caso la scuderia del cavallino rampante sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per dare del grosso filo da torcere ad Hamilton e alla Mercedes.

Piccola curiosità: poco dopo l’incidente che ha eliminato Raikkonen, la regia aveva inquadrato un bambino, tifoso Ferrari, (il piccolo Thomas di Amiens) che piangeva per l’eliminazione di Kimi; la vera sorpresa è accaduta a metà gara, quando lo stesso bambino è stato inquadrato nell’hospitality Ferrari in compagnia del suo idolo, con tanto di foto e cappellino!

 

PAGELLE DEL GRAN PREMIO DI SPAGNA 2017

 

HAMILTON: l’inglese disputa la gara che a Sochi non abbiamo visto. Pole, vittoria e giro veloce. Con questa Mercedes, Lewis può permettersi di superare “di potenza” perfino Vettel. Oggi tutto ha girato nel verso giusto, ma certamente gli episodi caratterizzeranno il mondiale fino al resto della stagione. Sempre se questo equilibrio viene mantenuto. Ha annientato la concorrenza, con una leggera dose di fortuna. VOTO 10: PIEDE CALIENTE

                          

VETTEL: Sebastian sfodera partenza da antologia, ritmo forsennato e sorpassi da cineteca. Ma non è bastato per battere Hamilton. La sua determinazione è una carica per il team. La macchina c’è, lui pure, ma la strategia oggi “ha ragionato troppo”. Rimarcabile il sorpasso su Bottas con due ruote sull’erba. VOTO 9: TORERO ROSSO

RICCIARDO: l’australiano non partecipa a nessun duello, ma il destino gli regala un podio insperato. Prima Bottas che causa il contatto tra Raikkonen e Verstappen, poi lo stesso finlandese costretto a ritirarsi per il “barbecue” Mercedes…è l’unico rimasto per poter salire sul podio. La Red Bull si sta rivelando un po’ scarsa in termini di prestazione, nonostante voci dai box che annunciavano l’arrivo di nuovi aggiornamenti. VOTO 7: DANIEL “BRADBURY” RICCIARDO

PEREZ – OCON: i due della Force India girano appaiati, regalando tantissimi punti al proprio team. VOTO 8: FICHI DI (FORCE) INDIA

HULKENBERG: il tedescone arriva a punti e questo equivale ad una vittoria. Certamente i ritiri dei big (Bottas, Raikkonen, Verstappen) e i contatti vari (Massa e Alonso) hanno aiutato, ma Nico ha prevalso sia sulle Haas che sulle Toro Rosso. VOTO 9: LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI

SAINZ: “Fernandinho” esalta il pubblico spagnolo sulle gradinate, sciorinando sorpassi e spettacolo come il suo più famoso connazionale. Controverso il tentativo di sorpasso in pit lane sulla Haas di Magnussen, ma in ogni caso la sua gara è stata positiva. VOTO 8: PICADOR

WEHRLEIN: il tedesco regala un piazzamento importantissimo al suo team, equivalente ad una vittoria. La sua tattica votata ad una sosta soltanto (coadiuvata dalla Virtual Safety Car) ha premiato il buon Pascal, dimostrando per l’ennesima volta di meritare la F1. Avrà pure un caratteraccio, ma è un talento da lasciar libero di esprimersi. VOTO 9: PASCAL IN SALSA BRAVA

KVYAT: il russo arriva a punti quasi per caso. Lotta e dà sempre il massimo, ma Sainz gli arriva costantemente davanti. O la sfortuna si accanisce sulla sua auto oppure la deduzione è semplice. VOTO 7: RISULTATO INCORAGGIANTE

GROSJEAN: il transalpino “rema” con la sua Haas, ma sembra quasi un gambero. Ogni volta che avanza di due, c’è sempre qualcosa che lo fa tornare indietro. Almeno si è guadagnato un punto. VOTO 5: ROMAIN FA RIMA CON “CHAGRIN”

ERICSSON: lo svedese arriva a ridosso dei punti. Potremmo quasi dire che è stato bravo se non fosse per i ritiri di quelli davanti e per il compagno di squadra (lui sì) arrivato a punti. VOTO 4: LA PAELLA ALLA SVEDESE NON SI E’ MAI VISTA

ALONSO: Nando regala perle di classe che cadono, citando Blade Runner, come “lacrime nella pioggia”. La qualifica, settima piazza, è un capolavoro, considerando il mezzo “a pedali” che si ritrova. La gara è amara a causa del contatto con Massa, che lo spedisce nel ghiaione, imitando a tratti il connazionale Carlos Sainz (senior ovviamente). Almeno finisce la gara. VOTO 8: SERVIREBBERO DEI REPLICANTI DI FERNANDO

MASSA – MAGNUSSEN: forature per entrambi. La zona punti sarebbe stata alla loro portata. S.V.

PALMER – STROLL: non pervenuti. Guidavano, ma non sono mai stati protagonisti della gara. S.V.

BOTTAS: il finlandese della Mercedes torna a guidare con un mirino sul musetto: ogni volta che vede Raikkonen, gli caccia una bella ruotata per fargli capire chi assomiglia di più ad un iceberg. Al Montmelò, però, il Karma finlandese fa effetto: il fumo dal propulsore di Bottas deve essere stato causato dai pensieri “positivi” del suo connazionale. VOTO 6: BOTTAS DI NOME E DI FATTO

VANDOORNE: il belga stava per finire una gara, ma non si rende conto del sorpasso di Massa e si scontra. VOTO 2 COME IL SUO NUMERO DI GARA

VERSTAPPEN: l’olandese volante forse si crede un po’ troppo “fenomeno” e prova a passare in uno spazio inesistente, vicino al duo finlandese. Risultato? Sospensione rotta e occasione persa. S.V.

RAIKKONEN: parte bene, ma Bottas prima gli chiude la strada, poi lo spinge contro Verstappen. Almeno consola il piccolo Thomas. VOTO 10: CUORE DI PAPA’ ICEMAN

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