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GRAN PREMIO BAHRAIN 2017: Vettel “doma” Hamilton

di Andrea Vittorio

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Nel circuito di Sakhir, terza tappa del campionato di F1 2017, si impone Sebastian Vettel con una vittoria autorevole, davanti alle duo Mercedes Hamilton – Bottas; menzione particolare per Hulkenberg, per il primo arrivo a punti, e Alonso che ha dimostrato di avere ancora uno stile di guida unico.

LA PARTENZA

Al via Vettel scatta benissimo e alla prima staccata sorpassa all’esterno Hamilton, incalzando subito il leader della corsa Bottas. Verstappen, Ricciardo e Massa scavalcano Raikkonen, mentre nelle retrovie divampa la lotta tra Force India, Renault, Toro Rosso e Alonso, unico alfiere rimasto del team McLaren dato che il suo compagno di squadra, Vandoorne, non riusciva a prendere parte alla gara per l’ennesimo problema alla propria power unit.

 

PRIMO STINT

Vettel si incolla negli scarichi di Bottas, ma non riesce a sopravanzarlo in pista nonostante il pilota finlandese si lamenti per l’eccessivo degrado (forse dovuto a pressioni sbagliate) delle gomme posteriori. Al decimo giro, quando si era formato un trenino di cinque auto (Bottas, Vettel, Hamilton, Verstappen e Ricciardo), Vettel anticipa nettamente la sosta per compiere l’undercut su Bottas, cosa che gli riesce benissimo. Tuttavia la Mercedes, forse perché aveva compreso che il sorpasso era già riuscito, non replica prontamente al pit stop del pilota Ferrari, verosimilmente nella speranza di prolungare quel tanto la vita delle gomme da evitare un secondo pit stop.

SAFETY CAR E PASSO GARA

La gara prende, però, una piega inaspettata a causa dell’incidente tra Stroll e Sainz (entrambi ritirati), avvenuto nello stesso giro del ritiro di Verstappen (per problema ai freni): i commissari sono, quindi, costretti a ricorrere alla Safety Car. La tattica Mercedes è stravolta: Hamilton, forse per ingenuità o forse con malizia, rallenta troppo in pit lane la Red Bull di Ricciardo per evitare di fermarsi in fila dietro al suo compagno di squadra ai box Bottas, prendendosi così una penalità di cinque secondi di penalità (che gli costerà tantissimo alla fine). La gara, poi, si dipana in un lunghissimo duello tra Vettel ed Hamilton, articolato tra giri veloci e gestione delle gomme, concluso con la vittoria del tedesco della Ferrari.

BILANCIO

La SF70H si conferma macchina competitiva, perlomeno con Vettel: la safety car ha indubbiamente modificato i piani strategici delle Mercedes, ma ha anche impedito che Vettel potesse prendere il largo. Al momento attuale Vettel è, con merito, primo in classifica generale, avendo battuto (in pista) Hamilton sia in Bahrain che in Australia. La Ferrari, se riesce a mantenere il proprio livello prestazionale e lo sviluppo costanti, potrebbe avere finalmente l’occasione di giocarsi qualcosa d’importante.

Da notare, il primo arrivo a punti di Hulkenberg con la Renault e la lotta, da vero samurai, di Alonso, autore di gare bellissime, ma rovinate dalle plurime rotture del motore Honda.

PAGELLE BAHRAIN 2017

 

VETTEL: Buona pasqua. Oggi la macchina è stato un piacere”. Con questo Team Radio, Seb festeggia la vittoria e la bontà della strategia Ferrari. Indubbiamente, lui è tornato ai livelli Red Bull, fiducioso di se stesso (vedi la difesa su Bottas alla ripartenza dopo la Safety Car) e del proprio mezzo (la gestione gomme – giri veloci sulla sua SF70H è stata encomiabile). Sul podio, oltre che canticchiare l’inno di Mameli, si distingue per un (poco elegante) gesto al momento dell’assaggio della gazzosa al gusto di rose che servono al posto dello champagne. Comprensibile e perdonato. VOTO 10: IL SAPORE DEL SUCCESSO

HAMILTON: forte del successo in Cina, vuole battere Vettel e dimostrare di essere imbattibile. La rimonta non gli riesce (arriverà a 6 secondi da Vettel) per un suo errore: rallentare nella corsia dei box per evitare di fare la fila dal benzinaio, costringendo Ricciardo a rimanere dietro. Anche lui sul podio sputa, come Vettel, la bevanda alle rose, ma c’è da credere che ci anche una buona dose di amarezza. Ciò che stona è la solita (mielosa) esaltazione del “nemico”: strano per uno che è stato battuto da Vettel. VOTO 8: BATTUTO. PUNTO.

BOTTAS: il finlandese della Mercedes compie il primo stint di gara in testa, ma anziché scappare fa quasi da tappo, consentendo agli altri di ricompattarsi e farsi sotto. Nulla può contro il (neanche tanto) velato ordine di scuderia, che agevola la rimonta del compagno di squadra. Considerando che partiva in Pole e che nei primi dieci giri era in testa, il terzo posto non può accontentarlo. E il suo viso sul podio era eloquente. VOTO 8: OCCASIONE PERSA

RAIKKONEN: parte quinto, perde due posizioni, ma poi risale al quarto posto. Considerando tutto, il suo compito lo svolge correttamente, nel senso che ha sottratto punti alle Red Bull e ha mostrato un buon ritmo (alla fine). Forse questo Kimi non ha la possibilità (o la capacità) di restare nel gruppo di testa, però deve continuare a garantire punti in ottica costruttori. Chissà, magari in un week end perfetto, senza inconvenienti tecnici (la sostituzione del turbo per surriscaldamento), e con una buona partenza (da lui stesso definita una “m***a”), riesce anche a dire la sua. Per ora la Finlandia sta facendo da seconda guida. VOTO 7: POTEVA ANDARE PEGGIO

RICCIARDO: la sua Red Bull veleggia nelle posizioni di vertice, ma la prestazione è ben lontana da quelle di Ferrari e Mercedes. Al via si fa sorprendere da Verstappen, segno che l’australiano è frastornato dall’ingombrante compagno di squadra, ma la sua gara è costante. A Barcellona arriverà la versione B dell’auto. Preparatevi al ritorno. VOTO 7: STIAMO TORNANDO…

MASSA: il brasiliano risponde per le rime a Verstappen che lo aveva accusato di averlo rallentato in qualifica. Lui in gara lotta da leone e consegna un ottimo piazzamento al proprio team. VOTO 9: GARANZIA

PEREZ: il messicano è pilota di velocità, costanza e produttività. Arriva da tre gare a punti. Sta maturando e, a mio avviso, meriterebbe (al pari di piloti come Hulkenberg o Alonso) sedili più prestigiosi e competitivi. Si parla molto bene di Sainz, ma lui è davvero maturato ed è già una sicurezza. VOTO 9: A QUANDO UNO SCATTO DI CARRIERA?

GROSJEAN: il transalpino conduce il mezzo al traguardo, il che non è affatto scontato considerando la lunga lista di inconvenienti che ha dovuto affrontare. VOTO 7: TESTARDO A TRAGUARDO

HULKENBERG: il tedesco regala il primo arrivo a punti per la Renault nel 2017, staccandola così dall’ultimo posto, ora relegato a Sauber e McLaren. Indubbiamente riesce a fare temponi in qualifica, ma in gara l’auto perde competitività. In attesa dell’auto, si conferma Pilota con la P maiuscola. VOTO 8: BRAVISSIMO

OCON: Esteban da tre gare è abbonato al decimo posto. Altri piloti fanno errori, lui no. E piglia punti. VOTO 7: IL SOLITO, PER FAVORE

WEHRLEIN: è appena tornato e già l’ingegnere di Ocon consegna all’eternità team radio di “encomio” per lui (“neanche Wehrlein sa cosa fa Werhlein”). Tra ritiri e rimonta, lui comunque arriva undicesimo. Così, per far capire, che lui il piede ce l’ha. Anche se, dicono, con un brutto carattere. VOTO 7: SORPRESA DI PASQUA

KVYAT – PALMER: arrivano tra gli ultimi, fanno errori su errori, ma almeno regalano spettacolo. S.V.

ALONSO: il pilota asturiano realizza l’ennesima gara di sostanza, con sorpassi e staccate da urlo. Si vede chiaramente che il suo valore non è minimamente intaccato, i 35 milioni di euro all’anno sono spesi benissimo. Purtroppo Honda è allo sbando più totale, non riesce a venire a capo di questi motori: in molti team radio, Nando si lamenta del fatto che viene superato da Sauber e Renault dopo appena 300 m dall’inizio del rettilineo. Alcuni, infatti, accreditano la PU Honda di quasi 100 cavalli in meno, che si traducono in almeno 30 km/h di differenza. La situazione è tanto grave che Alonso ha perfino raccolto la sfida di correre la 500 miglia di Indianapolis per tentare il tris leggendario di vittorie Montecarlo – Le Mans – Indianapolis. La classe l’ha sempre avuta, le macchine utili alla vittoria, no. VOTO 10: SAMURAI

ERICSSON – MAGNUSSEN: si rompono entrambe le auto. Brutto segnale dato che sia Haas che Sauber montano motori Ferrari. S.V.

SAINZ – STROLL: lo spagnolo centra la fiancata della Williams del canadese. L’errore è grave. Il canadese non ha ancora finito un Gran Premio. S.V.

VERSTAPPEN: l’olandese è vittima del personaggio che la F1 gli ha ritagliato. Pecca di presunzione e accampa la scusa dell’ostruzionismo di Massa (con annessa superflua polemica) pur di non ammettere di essere stato battuto da Ricciardo. In gara, i freni lo abbandonano dopo pochi giri, ma la sua reazione stizzita non giova all’immagine di sé e della squadra. VOTO 4: RIMANDATO

VANDOORNE: il pilota belga non è riuscito nemmeno a partecipare alla gara. Considerando che l’anno scorso aveva sfoderato una prestazione maiuscola (con tanto di punti iridati), quest’anno la musica, suo malgrado, è cambiata. S.V.

Un commento per “GRAN PREMIO BAHRAIN 2017: Vettel “doma” Hamilton

  • Loris ha detto:

    Bravissimo Andrea,non sapevo di questo Blog.
    Del resto eri già un “fenomeno” da piccolo e quindi era scontata questa tua grande passione.
    Ancora complimenti. Un saluto e un abbraccio da un vecchio ferraristi. Loris

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