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L’assistenza psicologica è un diritto!

di Benedetta Giagnorio

Pubblicato il

WARNING: questo è un articolo polemico. Fatevene una ragione.

Provate a cercare su Google “diritto all’assistenza psicologica”. Dai, fatelo. Su su, servono solo due dita e 0,44 secondi. Trovato qualcosa? Vi dico cosa ho trovato io: un articolo dal sito dell’Ordine Nazionale degli Psicologi (http://www.psy.it/sancito-il-diritto-dei-cittadini-allassistenza-psicologica.html), un articolo dal blog del Movimento 5 stelle del 2012 e un paio di post privati di qualche psicologo privato scritti nel loro blog privati.

Ecco.

Questo è tutto quello che il web ha da dire su un Decreto Legislativo importantissimo. Vi starete chiedendo il perché di questo attacco improvviso di sindrome premestruale. Ve lo spiego.

Gazzetta Ufficiale

Anche lo Stato ha il suo magazine

Il 18 marzo 2017 esce nella Gazzetta Ufficiale (ovvero la fonte su cui vengono rese pubbliche le nuove leggi dello Stato) un decreto legge che aggiorna i cosiddetti LEA. Cosa sono questi LEA? Sono i livelli essenziali di assistenza e stabiliscono quali prestazioni e servizi il Servizio sanitario nazionale deve fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di ticket. È un documento importantissimo, perché è quello che ci permette di fare le analisi del sangue con poche decine di euro e di ricevere gratuitamente farmaci fondamentali per la sopravvivenza di molti malati cronici. Alla faccia vostra, Stati Uniti!

Insomma, nell’ultimo aggiornamento dei LEA possiamo trovare – ebbene sì – anche i servizi psicologici. Per la prima volta, compaiono le parole psicologia e psicoterapia e l’assistenza sanitaria gratuita non è più soltanto psichiatrica. Per la prima volta, la psicoterapia diventa un servizio sanitario di base. Cosa vuol dire tutto questo nella pratica? In sosanza, lo Stato Italiano ha finalmente riconosciuto che il disagio psicologico è un elemento importante che mina la salute dei cittadini. L’OMS, ormai qualche anno fa, ha deciso infatti che essere in salute non vuol dire soltanto non avere malattie ed essere in possesso di tutti gli arti, ma significa anche trovarsi in uno stato di benessere psicologico e sociale. Vedete anche voi che è un po’ una contraddizione dire che la salute mentale è importante e poi non offrire gratuitamente le prestazioni psicologiche ai cittadini. Ecco perché questo Decreto è fondamentale.

Noi psicologi, poi, in fondo siamo un po’ narcisi e facciamo la danza dei pavoni ogni qualvolta qualcuno con

psicopavone

Uno psicologo quando un ministro dice che la psicologia è una scienza.

una certa importanza riconosce il nostro ruolo professionale. Forse è il mio pavone-psicologo che mi porta ad essere così entusiasta per questo decreto e arrabbiata per il poco spazio che ha ottenuto nei media. In fondo, oltre ad essere un riconoscimento importante di un diritto alla salute che fin’ora era negato a molti, è anche un’opportunità di lavoro importante per noi psicologi. Una volta entrato a pieno regime, questo Decreto porterà (si spera) a nuove assunzioni nel pubblico: ci saranno più psicologi nel Servizio Sanitario Nazionale che potranno offrire questi nuovi servizi gratuiti.

Un’altra conseguenza positiva di questo decreto c’è, e riguarda l’immaginario collettivo degli psicologi. Finalmente, anche lo Stato Italiano riconosce che la psicologia è una professione sanitaria a tutto tondo, proprio perché si occupa della salute (psicologica e mentale) dei cittadini. Riflettiamo tutti insieme: se uno psicologo fosse davvero quello che incolpa vostra madre per ogni difetto caratteriale, legge nella mente e prevede il futuro, siamo sicuri che lo Stato avrebbe deciso di spendere milioni di euro in nuove assunzioni per questi psicosciamani? Probabilmente, avrebbe speso meno assumendo Vanna Marchi e Paolo Fox.

Ora che il mio rage* si è attenuato, devo precisare una cosa: se su Google cercate qualcosa di più specifico, “LEA psicologia” per esempio, trovate molti più risultati sul Decreto. Rimane il fatto che questa notizia è passata così inosservata che Google ha pensato che il blog di Beppe Grillo fosse più pertinente di un Decreto Legislativo.

Pensateci.

 

*per chi non sapesse cosa vuol dire, aggiornatevi su Urban Dictionary, su.

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