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La notte dei Deadpool viventi, tra battute e apocalisse zombie

di Enrico Mambelli

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Cosa succederebbe se un virus mortale trasformasse tutti gli esseri umani in non morti e l’ultimo supereroe rimasto sulla Terra fosse Deadpool? Succederebbe La notte dei Deadpool viventi.La notte dei Deadpool viventi

E sarebbe un bel problema.

Da un esplicito tributo alla pietra miliare del cinema di George A. Romero, La notte dei morti viventi, nasce uno story arc assolutamente originale del mercenario chiacchierone.

Tributo che strizza entrambi gli occhi al genere apocalyptical horror, che in questi anni vive un periodo di rinnovato splendore grazie anche a titoli come Resident evil, The last of us e The walking dead, giusto per citare i più famosi.

Gli innumerevoli fan di questo sottogenere horror non si stancano mai di vedere o leggere storie riguardanti i “morti che camminano” o “non morti”, benché molte si somiglino tra loro e presentino spesso gli stessi stilemi narrativi.

Generalmente tutto nasce da un esperimento finito male e un virus che si diffonde tramite un morso trasformando chi viene infettato in un cadavere ambulante, spinto unicamente dal bisogno di divorare carne umana.

I pochi che riescono a scampare all’infezione sono costretti a fuggire continuamente e farsi largo come meglio possono in mezzo a orde di non morti nella speranza di trovare un luogo sicuro dove il virus non abbia attecchito o una cura che possa fermare la diffusione.

La notte dei Deadpool viventi non si discosta dai tanti cliché di questo genere, anche perché vuole esserne un sentito omaggio, costruito su misura per il personaggio più folle (e amato) di casa Marvel, l’unico in grado di rompere con disinvoltura la quarta parete.

La copertina della saga completa de La notte dei Deadpool viventi

La copertina della saga completa de La notte dei Deadpool viventi

Dopo avergli fatto uccidere tutti i supereroi, i classici della letteratura e anche se stesso in diverse miniserie, lo scrittore Cullen Bunn si diverte questa volta a mettere il mercenario chiacchierone di fronte ad un’altra situazione estrema, ovvero una apocalisse zombie.

I fan di The walking dead potranno godersi un classico racconto horror, visto però attreaverso l’ottica surreale, ironica e malata di Deadpool.

Il tutto condito con innumerevoli citazioni pop a getto continuo, che spaziano dal cinema alla tv, passando per la musica e ovviamente i fumetti.

L’umorismo demenziale e scorretto è da sempre un marchio di fabbrica del mercenario, come la violenza e il grilletto facile.

Per cui non pensate, leggendo questo fumetto, di ritrovarvi davanti ad una storia di zombie edulcorata o rivolta ad un pubblico di ragazzini.

Bunn riesce infatti a far trasparire comunque l’estrema drammaticità degli eventi, nonostante le battute del protagonista che si muove come una scheggia impazzita in una situazione che nemmeno lui riesce a gestire

La notte dei Deadpool viventi: Deadpool alle prese con uno zombie

Deadpool alle prese con uno zombie

Vedremo un Deadpool in estrema difficoltà, una difficoltà derivata non tanto dalla sfida fisica quanto quella mentale.

È naturale notare che le battute, i riferimenti e le citazioni sono un salvagente per Wade Wilson, un costante ricordarsi di quello che era il mondo nel quale viveva e che in fondo amava.

Deadpool costruisce un muro per le sue paure e un distopico metodo di autoconsolazione: in questo modo vuole farsi forza costantemente, cercando di sopravvivere in un mondo impazzito e malato.

Leggendo la storia scopriremo che, in realtà, la presenza di Deadpool e il suo ruolo nella vicenda non sono poi così casuali, e anche il finale non sarà banale né scontato come si potrebbe pensare.

Ecco perché questa miniserie – raccolta in un unico volume da Panini – si può considerare una delle migliori scritte sinora da Bunn, solitamente molto abile nell’imbastire trame scorrevoli e incalzanti, ma su basi spesso traballanti.

Questa volta al consueto ritmo serrato e a una narrazione fluida si accosta una sceneggiatura massiccia, ben strutturata e ragionata.

Anche il concept grafico gioca un ruolo fondamentale, in quanto rievoca le atmosfere tetre del film di Romero a cui si ispira il titolo, proponendo un suggestivo e fine bianco e nero su cui spicca come unica nota di colore proprio il mercenario dalla lingua lunga.

Questa scelta cromatica troverà poi un’ulteriore giustificazione verso la fine dell’opera, quando si comprenderà che il bianco e nero appartiene a un mondo e il colore a un altro.

Il merito è tutto da imputare a Ramon Rosanas, che si occupa di disegni e colori con risultati superlativi.

La notte dei Deadpool viventi: Deadpool realizza di essere rimasto solo durante l'apocalisse zombie

Deadpool realizza di essere rimasto solo durante l’apocalisse zombie

Le sue tavole, composte ma molti piani lunghi e qualche americano qua e là, sembrano degli storyboard già pronti per un film.

Questo grazie anche al tratto preciso e realistico che non eccede mai in virtuosismi, ma si attiene ad uno stile semplice e diretto conferendo maggiore credibilità a una storia dalle tinte horror e inquietanti.

La notte dei Deadpool viventi non è una saga fondamentale del mercenario chiacchierone, anche perché si tratta di un What if? che non fa parte della continuity ufficiale.

Ma resta comunque una lettura estremamente piacevole che di certo farà la gioia degli amanti e aficionados del genere zombie-splatter-horror.

 

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