Rubriche

Sbocciano le serie TV: le novità della primavera

di Paulina Szczepanska

Pubblicato il

Da ieri possiamo dire ufficialmente: “È primavera!“. Insieme al caldo, al sole e alle giornate che si allungano, arriva immancabilmente anche la nuova stagione televisiva e con lei diverse novità, un po’ per tutti i gusti. Scopriamo alcune di loro!

 

Shots Fired
(dal 22 marzo su Fox)

In una piccola cittadina del Tennessee, un poliziotto afroamericano apre il fuoco e uccide un ragazzo bianco.
L’investigatrice Ashe Akino (Sanaa Lathan, “Love & Basketball”) e il procuratore speciale Preston Terry (Stephan James, “Selma”), inviato dal Dipartimento di Giustizia, iniziano un’indagine durante la quale scoprono che la polizia sta completamente ignorando il caso di uccisione di un adolescente afroamericano.
Tra l’attenzione dei media, il dibattito pubblico e il disagio sociale che i casi come questo portano, comincia la corsa contro il tempo alla ricerca della verità e della giustizia prima che la città si divida sotto forti tensioni di ordine razziale.
Questo mystery-thriller creato da Gina Prince-Bythewood (“Love & Basketball”, “La vita segreta delle api”) e Reggie Rock Bythewood (“Notorious”) e prodotto da Imagine Television e 20th Century Fox Television, prende l’ispirazione dai recenti fatti di cronaca americana e costituisce un commuovente ritratto di un problema molto attuale e sensibile.
Tra il cast potremo ammirare anche la pluripremiata Helen Hunt (“Qualcosa è cambiato”, “Cast Away”) come Patricia Eamons – la Governatrice del North Carolina; Richard Dreyfuss (“Madoff”) nei panni di Arlen Cox – un magnate immobiliare e proprietario di una prigione privatizzata strettamente coinvolta nelle sparatorie; e Stephen Moyer (“True Blood”) come l’agente Breeland – un veterano del Dipartimento dello Sceriffo che si ritrova nel bel mezzo delle indagini.

Ingobernable
(dal 24 marzo su Netflix)

L’America Latina sbarca su Netflix con una nuova serie drammatico-politica sulle vicende di una famiglia presidenziale del Messico odierno.
La First Lady Emilia Urquiza (Kate del Castilo) ha molte idee per migliorare le condizioni del suo Paese e una forte volontà di combattere per la pace.
L’omicidio di suo marito, il presidente Diego Nava (Erik Hayser), la costringe a mettersi in fuga. Emilia aveva chiesto il divorzio prima del drammatico evento e ora viene indagata con l’accusa di aver ucciso il consorte.

Harlots
(dal 29 marzo su Hulu)

Londra gregoriana del XVIII secolo. Charlotte (Jessica Brown Findlay, “Downton Abbey”) e Lucy (Eloise Smyth) sono prostitute in un bordello gestito dalla loro madre Margaret Wells (Samantha Morton, “Accordi e disaccordi”, “Animali fantastici e dove trovarli”) che si trova in difficoltà a conciliare i due aspetti così diversi della propria vita.
Quando il suo business si troverà sotto l’attacco di una “Madame” rivale – Lydia Quigley (Lesley Manville, “Maleficent”), Margaret farà di tutto per combattere la minaccia, anche a costo di mettere a repentaglio la sua famiglia.
La serie – scritta, diretta e prodotto da sole donne – si incentrata interamente sulle donne e sul loro mondo, raccontando la vita e la gestione di una casa dei piaceri attraverso il punto di vista delle prostitute, senza alcun sguardo maschile. I creatori rivelano di essersi ispirati alla “Harri’s List of Covent Garden Ladies”, una guida sulle prostitute di Londra che è stata un bestseller per quarant’anni alla fine del ‘700.

Tredici (13 Reasons Why)
(dal 31 marzo su Netflix)

Clay Jensen (Dylan Minnette) è un timido liceale. Un giorno, al ritorno da scuola, trova davanti al portone di casa una misteriosa scatola con il suo nome scritto sopra. Al suo interno trova delle cassette registrate da Hannah Baker (Katherine Langford), una sua compagna di classe per cui aveva una cotta e che due settimane prima si è tolta la vita. Tredici puntate, tredici storie, tredici nastri che parlano di tredici persone diverse che hanno giocato un ruolo sostanziale nei tredici motivi che hanno spinto la ragazza al suicidio. E se Clay fosse uno di loro?
La serie è un adattamento televisivo del bestseller “13” di Jay Asher, ideato da Brian Yorkey e prodotto da niente meno che Tom McCarthy e Selena Gomez. Quest’ultima era stata scelta come protagonista per la mai nata versione cinematografica di “13 Reasons Why”, per la quale nel 2011 la Universal Pictures acquistò i diritti, recuperati poi nel 2015 da Netflix per la produzione di un telefilm, con la Gomez come produttrice esecutiva.
Tra il cast potremo vedere Kate Wlash (“Grey’s Anatomy”, “Private Practice”) nei panni di mamma di Hannah.

Guerrilla
(dal 16 aprile su Showtime)

Marcus (Babou Ceesay) e Jas Mitra (Freida Pinto, “The Millionaire”) sono una coppia di attivisti nell’ambiente politico londinese degli anni ’70, uno dei periodi storici più esplosivi della storia dell’Inghilterra. La loro storia d’amore e i loro valori vengono messi alla prova quando riescono ad organizzare con successo la liberazione di Kent (Idris Elba, il Golden Globe per “Luther“) – un prigioniero politico, e formano un movimento radicale clandestino. Il loro obiettivo è il Black Power Desk, una branca segreta del contro-spionaggio volta a schiacciare ogni forma di attivismo di colore.
La serie, composta da sei episodi, è stata scritta, diretta e prodotta dal premio Oscar John Ridley, sceneggiatore di “12 anni schiavo”, in co-produzione con Showtime e Sky Atlantic.

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: