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Test di Formula 1 2017: la Mercedes chiama, la Ferrari risponde!

di Andrea Vittorio

Pubblicato il

TEST FORMULA 1 2017

A partire dal 6 marzo comincerà la seconda sessione di test di Formula 1 2017 presso il circuito del Montmelò, a Barcellona. E’ ancora presto per dire chi è pronto e chi no, ma certamente i risultati (da prendere assolutamente con beneficio d’inventario) sembrano delineare un quadro piuttosto sorprendente.

FERRARI

La SF70H ha cominciato col piede giusto, portando a casa tanti giri e buone prestazioni cronometriche (sul long run sembra giocarsela con Mercedes, mentre sul giro singolo è un po’ indietro). In quasi tutte le sessioni, Vettel e Raikkonen se non siglavano il miglior tempo, erano comunque in scia alle Frecce d’Argento. Stando a quanto dichiarato da Mattia Binotto, ingegnere a capo del progetto tecnico, quest’anno la Scuderia ha intenzione di velocizzare il periodo di “sviluppo” in modo tale da presentarsi a Melbourne con gran parte del lavoro preliminare già svolto. L’aerodinamica complessa della Ferrari sembra pagare, dato che, con gomme di mescola più dura rispetto a quelle che usavano i piloti Mercedes, la SF70H sembra essere performante e in grado di sprigionare una buona trazione (da diversi anni vero tallone d’Achille). Tant’è vero che molti altri team hanno copiato alcune soluzioni aerodinamiche del Cavallino (come l’appendice ad “ala” sulla coda del cofano motore): James Key, progettista della Toro Rosso, addirittura, ha elogiato la soluzione “a dir poco interessante” delle fiancate Ferrari, così confermando implicitamente la bontà del lavoro degli ingegneri italiani. Dal canto suo, Mercedes, per bocca di Niki Lauda, ha già dichiarato che la Ferrari girava “povera” di grossi quantitativi di carburante e che, in ogni caso, la vera Mercedes sarebbe stata svelata in Australia. Ad ogni modo, se il buongiorno si vede dal mattino, la Ferrari sembra aver fatto un’ottima colazione…Speriamo (per i tifosi e per lo spettacolo) che sia davvero così e non un bluff!

  

MERCEDES

La W08 dà l’impressione di essere ancora “DAS AUTO” da battere: inutile sottolineare come la squadra tedesca si sia verosimilmente “nascosta” durante i test, ma la reale impressione è che Hamilton e Bottas abbiano tra le mani un’auto veramente eccezionale. La scelta di imprimere linee pulite alla vettura sembra aver ripagato il team campione del mondo: l’unica speranza è che uno tra Red Bull e Ferrari riesca a spezzare l’egemonia degli ultimi tre anni. Da notare, un guasto sull’auto di Hamilton in simulazione gara e una “toccatina” contro le barriere per Bottas. Chissà che con un team “sul collo”, la Mercedes e i suoi piloti non commettano errori a profusione (2007 docet).

 

MCLAREN

Doveva essere l’anno del riscatto, il ritorno del Samurai (Alonso), il trampolino ideale per il giovane Stoffel Vandoorne, ma la Honda è riuscita a superarsi. L’anno scorso l’auto si rompeva in gara o in prova, costringendo Button e Nando a rimonte dalle retrovie piuttosto imbarazzanti. Quest’anno, nei test di Formula 1 2017 a Barcellona,  la situazione è perfino peggiorata dal momento che non riesce nemmeno a completare una sessione intera. I motoristi giapponesi, per ora, hanno realizzato un motore che a malapena riesce a restare acceso senza rompersi. O meglio: se si accende, tempo di fare qualche metro fuori dal garage e qualche imprecisato problema di natura elettronica si palesa, arrestandola senza tanti preavvisi; se, invece, riesce a fare qualche giro, la particolare conformazione del serbatoio ne impedisce il corretto pescaggio del carburante, “parzializzando” le prestazioni del motore (esempio evocativo può essere lo shaker di un barman). Gilles Simon, storico ex motorista della Ferrari, era il consulente della Honda per i propulsori ibridi, ma dopo questi primi test ha rassegnato le dimissioni, andandosene dalla McLaren sbattendo (anche) un po’ la porta: voci dei box dicono che, nonostante i suoi consigli, i giapponesi non l’abbiano ascoltato e, purtroppo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Alonso dev’essere la Furia delle Asturie!

RED BULL

Era l’auto più attesa, la più chiacchierata e per la quale si sprecavano le ipotesi più disparate su quale soluzione rivoluzionaria avesse partorito il genio di Newey. In realtà, a parte un vistoso foro sul musetto anteriore e una linea estremamente pulita, la Red Bull non ha per niente “sorpreso”. Anzi, lo spauracchio dell’inaffidabilità dei motori Renault/Tag Heuer è tornato più forte che mai, con diversi “problemini” di affidabilità durante la sessione dei test. Helmut Marko ha subito precisato che la Red Bull in Australia stupirà: per quello che si è visto, sembra piuttosto che il team inglese abbia compiuto un piccolo passo indietro rispetto alle prestazioni dell’anno scorso (è più vicina a Ferrari che a Mercedes, per ora).

WILLIAMS

L’auto si è vista poco perché il debuttante Stroll ha sapientemente provveduto a romperla per tre giorni di fila. Per fortuna che il padre è miliardario, altrimenti il team inglese avrebbe certamente “tuonato” contro il suo pupillo. Massa dovrà fare gli straordinari per consentire alla squadra di raccogliere quanti più dati possibile in vista della prima gara.

 

FORCE INDIA

La nuova VJM10 va, anzi va forte. Potrebbe essere la vera sorpresa del campionato.

 

RENAULT

Le soluzioni aerodinamiche sono molto particolari e uniche, dai deviatori di flusso sulle fiancate “ad S” all’attacco dell’alettone posteriore “a uncino” (poi bandito dalla FIA). L’auto potrebbe sorprendere e i piloti sono carichi, soprattutto Palmer: ha già insabbiato l’auto con un errore di guida! Assieme a Stroll, l’inglese potrebbe garantire grande spettacolo.

 

SAUBER, HAAS

Antonio Giovinazzi ha girato due giorni, sostituendo l’infortunato Pascal Wehrlein in Sauber: per lui tanta esperienza e la speranza di rimanere sui taccuini “giusti” per l’anno prossimo per un sedile da titolare (ndr: è terzo pilota Ferrari). I due team motorizzati Ferrari hanno girato moltissimo senza incappare in alcun problema (per ora): l’affidabilità sembra esserci, la prestazione per ora non è ancora quantificabile.

  

 

TORO ROSSO

L’auto assomiglia tantissimo alla Mercedes, perlomeno da fuori. Sì perché se all’esterno l’aerodinamica è molto simile al team tedesco (il musetto Toro Rosso, assieme a quello Mercedes, è l’unico privo di “protuberanza”), all’interno ha un motore Renault. Ergo, problemi di varia natura. Kvyat e Sainz dovrebbero comunque avere un’auto che dovrebbe ben figurare, perlomeno nei test di Formula 1 2017.

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