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Il gazebo è la crosta depurata del sole

di Paolo Meneghetti

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Per l’Abate De Villars, per evocare gli spiriti che vagano, basta “depurarne” l’elemento principale: il fuoco. Tramite la concavità di più specchi, il raggio solare si farà concentrare, nella sfera di vetro. Così, il fuoco dello spirito libero avrà avuto la purificazione, armonizzandosi con la nostra interiorità (dove il corpo si percepirà nella sua “polverizzazione”). L’acqua ci sembra un meraviglioso “amante, per la ninfea. La prima potrà distillarsi, mediante la concavità della seconda. In questa fotografia, sei “amiche per la pelle” si mettono in posa, intorno allo storico pozzo di marmo. Ciascuna di loro sorride “liberamente”. La prospettiva dello scatto è quasi dal sotto in su, contribuendo virtualmente a rimpiazzare il verricello ormai perduto del pozzo. Alcune ragazze alzano le braccia, pure reggendo una sorta di “bacchetta magica”. Sarà la stessa configurazione d’un “alambicco”. Il gazebo del pozzo ha una sfera centrale, persino depurata da un’incrostazione “solare”, alla sua base. Ovviamente l’amicizia è un sentimento assai armonizzante. Ma il braccio a “bacchetta magica” avrà sortito l’effetto di “polverizzare” il cilindro del pozzo, in via fulminea? C’è una crepa sulla concavità.

crosta depurata

Bibliografia consultata:

G. BACHELARD, Psicanalisi delle acque, Red Edizioni, Milano 2006, pp. 162-163

 

Nota biografica sugli artisti recensiti:

Alessia Fabbri (P.S. dal suo autoscatto), Giulia Barsi, Tabata Berretti, Margherita Bertilotti, Elisabetta Puccetti e Beatrice Vita non sono modelle professioniste.

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