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Recensione – Collateral Beauty

di Francesca Torre

Pubblicato il

Collateral Beauty. Un film di David Frankel. Con Will Smith, Edward Norton, Keira Knightley, Kate Winslet, Michael Peña, Hellen Mirren. 

Amore, tempo, morte.

Si, queste tre astrazioni collegano ogni singolo essere umano sulla terra. Ogni cosa che vogliamo, ogni cosa che abbiamo paura di non avere, ogni cosa che alla fine decidiamo di comprare è perché in realtà, a conti fatti, noi desideriamo l’amore, vorremmo avere più tempo e temiamo la morte.

Amore, tempo, morte…iniziamo –

Howard ha perso la figlia di 6 anni. Sono passati tre anni, ma il suo dolore sembra infinito. Si è separato dalla moglie, vive in un appartamento spoglio, non si occupa più dei clienti della società di cui è a capo insieme al suo migliore amico, ha perso la voglia di vivere. Sfoga la sua frustrazione scrivendo delle lettere a tre astrazioni che, come definisce lui, fanno parte della vita di ogni uomo: tempo, amore, morte. Nel frattempo, i suoi amici e colleghi, assumono un’investigatrice privata per verificare le facoltà mentali di Howard, e per cercare di salvare la società in cui lavorano. Scoprono dell’esistenza di queste lettere, e decidono quindi di assumere tre attori di teatro, che dovranno interpretare le tre astrazioni e contattare Howard. Lui nel frattempo, trova il coraggio di iniziare a frequentare un gruppo di sostegno, dove conosce una mamma nella sua identica situazione.

Film che divide la critica. C’è chi lo ha trovato molto bello, e chi lo paragona ad un “Canto di Natale” in stile dickesiano, confusionario, con troppe cose sul fuoco, dove i tre angeli sarebbe sostituiti dai tre attori. Potrei pensarla così effettivamente, se il “lavoro sporco” fosse stato fatto solo su Howard, e se, soprattutto lo avesse aiutato in qualche modo. La storia ovviamente è incentrata molto sul personaggio di Howard e su tutto il suo dolore, e i tre personaggi che interpretano tempo, amore e morte, devono cercare di aiutarlo a superare la tragedia che lo ha colpito.

Ma siamo sicuri che sia lui l’unico ad aver bisogno di aiuto? Ogni amico cerca di istruire sulle abitudine di Howard, uno dei tre attori. Chissà perché però, ognuno si ritrova ad interagire con l’astrazione di cui ha più bisogno in quel momento. C’è Claire che data l’età si sta rendendo conto che il suo tempo per avere un figlio sta scadendo, c’è Whit che da padre separato non riesce a trovare un modo per farsi perdonare ed amare da sua figlia, ed infine c’è Simon che si sta arrendendo alla malattia che è tornata e che lo aveva già colpito quando era molto giovane, e quindi alla morte.

A me questo film ha sorpreso. Subito all’inizio devo dire un po’ negativamente, perché dopo aver visto il trailer, come succede la maggior parte delle volte, mi ero fatta un’idea tutta mia del film che avrei visto. La cosa sembrava abbastanza chiara: Howard soffriva, indirizzava delle lettere a delle cose astratte, e queste in qualche modo si materializzavano per aiutarlo a superare il suo dolore, mentre gli amici preoccupati per lui, cercavano a loro volta di aiutarlo. In realtà le cose non vanno proprio così, come già vi ho svelato con la trama, ma non approfondirò troppo per lasciarvi il gusto della sorpresa, come me la sono gustata io. Con il passare del tempo comunque, il film si riprende alla grande, e ci fa intuire che le cose non sono mai come sembrano. Ed anche se forse, la parte centrare stenta un po’ lenta a partire, ci regala un finale pieno di emozioni, e sorprese.

La durata del film, 97 minuti, effettivamente lo ha un po’ penalizzato, perché non lascia il giusto spazio a tutte le storie che ci vengono raccontate. Sarebbe stato bello approfondire un pochino di più le vite e le situazioni che affrontano i colleghi/amici, questo anche per darci la possibilità di capire meglio la definizione di “Bellezza Collaterale“, titolo del film che ci viene spiegato ma che in realtà non trova granché significato in quello che ci viene mostrato.

CI E’ PIACIUTO: Le emozioni che il film ci ha regalato. La storia ha come protagonista la morte, il lutto di una padre che ha dovuto dire addio alla figlia di 6 anni. E’ un argomento difficile da trattare, che poteva rendere il film stesso un lungo fiume di lacrime. E devo dire, che le lacrime ci sono state, erano presenti, però non sempre erano malinconiche o tristi, ma a tratti piene di quel sentimento che la trama è riuscita a trasmetterci.

NON CI E’ PIACIUTO: Una cosa mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Non tanto a livello di film ma quanto a livello di trama. Quando gli amici organizzano la recita per Howard, credevo lo facessero per aiutarlo a uscire dal tunnel di disperazione che si era scavato attorno, per dargli un motivo di reagire alla vita, per tornare a vivere! Invece, il tutto viene presentato più dal lato economico che da quello dell’emozioni. Loro vogliono che la società per cui lavorano, e di cui Howard possiede la maggioranza, non affondi insieme a lui. E può essere anche giusto fare un pensiero del genere, soprattutto per chi sta per perdere tutto, ma non credo debba essere il motivo principale.

SE VI E’ PIACIUTO: Mi vengono in mente due film che possono essere collegati a questo: Sette Anime e Alla ricerca della Felicità. Entrambi con protagonista Will Smith. Il genere è sempre quello, drammatico, e il fatto che il protagonista sia lo stesso, li fa assomigliare quasi ad una trilogia.

PER APPROFONDIRE: Se il dialogo tra l’uomo e tre dei principali fili conduttori della vita, che ci collegano ad ogni cosa, vi ha interessato, Leopardi tra il 1827 e il 1831 ha scritto ha scritto le Operette Morali, una raccolta di componimenti in prosa dallo stile medio e ironico. Una delle più conosciute è per esempio il Dialogo della Moda e della Morte.

UNA CURIOSITA’: Due piccole curiosità. Durante le riprese, Will Smith ha perso suo padre. L’attore ha dichiarato che la recitazione nel film ha avuto un effetto fortemente terapeutico, così proprio come il personaggio che interpreta. Ed ora un piccolo Easter Egg:  in una scena, Hellen Mirren si trova in un negozio di alimentari e viene inquadrata vicino ad un’etichetta con scritto “Pure Elisabeth“. L’attrice infatti ha interpretato per ben due volte la regina Elisabetta in due film diversi.

Non ci resta che lasciarvi al trailer!

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