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Il digiuno dell’Immacolata

di Francesca Torre

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Non sentite anche voi profumo di Natale, insieme a tutti i profumi che circondano le vostre cucine?

Ormai mancano veramente pochi giorni al Natale, esattamente 16 giorni! Se siete come me, pieni di spirito natalizio, è giunta l’ora di fare l’albero di natale, il presepe, appendere lucine colorate sui terrazzi delle proprie case, ed addobbare con decorazioni natalizie ogni angolo di casa propria!

E oltre a tutto ciò, bisogna anche pensare a cosa cucinare per il cenone del 24 dicembre, o il pranzo del 25. Nei prossimi giorni, vedremo cosa possiamo realizzare partendo dagli antipasti e andando fino al dolce. Per oggi invece, ci concentreremo su un’altra festa religiosa: l’Immacolata Concezione, che si festeggia, nella religione cattolica, proprio oggi 08 dicembre.

Nel 1853, il Papa Pio IX, ufficializza la pratica religiosa del digiuno per l’Immacolata, nata in origine nel 1628 nel paese di Manduria, in Puglia. Nel Sud Itala, questa pratica è ancora molto sentita, anche se con i tempi moderni si è andata un po’ a modificare, ed arricchire.

Vediamo insieme quindi, in quali posti esistono delle tradizioni culinarie per il giorno dell’Immacolata, iniziando proprio dalla Puglia.

puccia-2-495x400Nelle provincie di Taranto, Lecce e Brindisi, per esempio, il 7 dicembre viene sfornata la puccia, pane bianco e spugnoso, simbolo della purezza della Madonna. Esso viene servito durante un pranzo veloce che viene consumato in piedi, ed accompagnato da ingredienti locali disposti in tavola dentro contenitori di terracotta, come per esempio tonno sott’olio, pecorino, capperi, peperoni, melanzane. Oltre alla puccia, non possono mancare le pittole o pettole, frittelline di pasta che vengono fatte o classiche e vuote, oppure arricchite con patate, cavolfiore, alla pizzaiola, o ancora dolci con il miele.

A Matera, invece, la pratica del digiuno è un pochino più dura. La popolazione infatti, al suo risveglio salta la colazione, e per pranzo mangia solamente il tarallo dell’Immacolata, detto anche Pan di tarallo, un pane con semi di finocchio a forma di ciambella. Durante la cena invece, troviamo un menu ben preciso composto da baccalà in umido, Pan di tarallo, e spaghettata di aglio, olio e peperoncino.

cuddrurieddri

In Calabria, e più precisamente a Cosenza, troviamo delle ciambelle fritte nell’olio bollente a base di patate lesse, farina, lievito e sale, dette cuddrurieddri.

 

muffuletta

In Sicilia invece, sempre il 7 dicembre, viene impastata la muffuletta, pagnotta di grano aromatizzata e condita in modi differenti. Come dolci invece, troviamo la Petrafennula, una sorta di torrone preparato con miele, mandorle, bucce di arancio e cedro, di origine araba, e il Buccellato, un impasto di pasta frolla ripieno di fichi secchi, uva passa, mandorle, e scorze d’arancia.

sfincione_palermitanoPer ultimo, a Palermo preparano invece la ‘U Sfinciuni, una focaccia morbida condita con salsa di pomodoro, acciuga, cacio cavallo.

 

 

Di tutte queste leccornie, vi proponiamo la ricetta delle pettole.

Ingredienti per circa 45-50 pettole

BASE
        500 gr di Farina 00
        12 gr di lievito di birra
        ½ cucchiaino di sale grosso
        375 ml di acqua tiepida
        Olio di semi per friggere

SALATE
        Olive nere e verdi

DOLCI
        Zucchero o miele

Setacciate la farina in una ciotola, fate al centro una fontana e scioglieteci il lievito di birra con poca acqua tiepida.

Sciogliete nell’acqua rimanente il sale grosso e poi versatela a filo poco alla volta sulla farina.

Impastate con le mani per ottenere un impasto molto morbido e colloso.

Dividetelo ora in due parti.

A questo punto la base per le pettole è fatta. Adesso dovete procedere in maniera diversa se volete farle salate o dolci. Per le pettole dolci saltate direttamente al procedimento di lievitazione senza aggiungere altri ingredienti.

PETTOLE SALATE

Tagliate delle olive verdi e nere a rondelle e aggiungetele ad uno dei due impasti. Amalgamate bene gli ingredienti quindi mettete il tutto a lievitare in forno spento con la luce accesa per circa 2 ore  in una ciotola, coperta da un foglio di pellicola.

Quando l’impasto sarà raddoppiato di volume, mettete sul fuoco una pentola capiente con abbondante olio di semi per friggere le pettole.

Appena l’olio avrà raggiunto i 180° con un cucchiaio prelevate poco impasto alla volta, bagnate le dita con un po’ d’acqua e fate quindi scivolare dal cucchiaio la pallina di impasto direttamente nell’olio.

Continuate così fino a che non avrete terminato il o gli impasti. Le pettole devono essere belle dorate da entrambi i lati, quindi in cottura giratele con una pinza. Toglietele dall’olio e fatele scolare su carta assorbente. Quelle salate saranno pronte così per essere mangiate.

PETTOLE DOLCI

Rotolate le pettole nello zucchero semolato oppure cospargetele di miele, non appena tolte dall’olio bollente!

pettole-pugliesi-salate1

E nella vostra regione, esistono delle tradizioni culinarie per la festa dell’Immacolata? Se si, raccontatecelo!

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