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Italia, serve più gioco e meno reazione

di Eugenio Petrillo

Pubblicato il

Carattere, rabbia e sofferenza. Questa è l’Italia targata Giampiero Ventura.
Contro la Spagna allo Juventus Stadium e contro la Macedonia all’Arena Filippo II di Skopje sono i due impegni della settimana dedicata alla nazionale.
La prima partita, quella con gli iberici, è senza dubbio quella più intrigante, un rematch di tre mesi fa ad Euro 2016 mentre la seconda, sulla carta, era considerata una bella trasferta da tre punti facili, facili.
Ecco, se con la Spagna ci sarebbe dovuta essere la conferma di quello visto a Parigi e con la Macedonia un dominio per 90′, ci si sbagliava completamente: le due sfide sono state quanto mai simili e insidiose.

PRIMA BLACK-OUT  Un brutto ‘vizio’ (enfatizzerei ulteriormente il virgolettato) che l’Italia di Giampiero Ventura sta dimostrando di avere in queste prime uscite è quello di avere momenti bui e di affanno totale.
Se contro le ‘Furie Rosse’ questo black-out è durato fino al 60′, la Macedonia ne ha giovato solo per una decina di minuti (dal 55′ al 65′ circa).
Questo atteggiamento non fa degli Azzurri una nazionale competitiva e solida, bensì un gruppo disunito con poca intesa.
L’ex mister del Torino non è riuscito a trovare un’identità a questa squadra: pecca importante se si pensa a quello che è stato il biennio sotto la guida di Antonio Conte.
Nel match dello Juventus Stadium, l’Italia è stata a guardare la Spagna per un’ora di gioco, rimandendo rintanata nella propria trequarti. Gli spagnoli non potevano chiedere di più, Giampiero Ventura e gli Azzurri hanno fatto e agevolato il gioco della ‘Roja‘.
Fortunatamente il tiki-taka della squadra di Lopetegui non ha fruttato molti tiri in porta e, ironia della sorte, il gol della Spagna, firmato Vitolo, è arrivato su un clamoroso svarione di Gianluigi Buffon.
Nel secondo caso invece, i dieci minuti di nero sono costati ben due reti subite: una dall’attaccante del Palermo Nestorovski e l’altra da Hasani. L’uno-due micidiale ribalta il vantaggio italiano di Belotti (primo gol con la maglia azzurra alla prima da titolare) e porta la nostra nazionale ad un passo dal baratro.

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POI REAZIONE  Il momento di nullità viene poi compensato con sprazzi di grande gioco e dinamismo.
L’ultima mezz’ora di Italia-Spagna è stata un monologo di color azzurro: l’Italia crea tantissime occasioni e azioni ben costruite.
Non è un caso infatti che il pareggio sia arrivato proprio al 37′ da Daniele De Rossi su calcio di rigore.
Poi non contenta, l’Italia ha provato a vincere. Non ci è riuscita, ma ci è arrivata davvero tanto vicina.
A Skopje invece, la reazione è stata più rabbiosa. Dopo il 2-1 (quasi 3-1) dei padroni di casa, i nostri, prima agguantano il pari e poi nel recupero passano in vantaggio. L’autore di questa grandissima rimonta è Ciro Immobile con una stoica (e storica) doppietta.
Va bene, sono arrivati 4 punti (tra Spagna e Macedonia) quando non si è arrivati lontani dal farne 0, ottime queste reazioni dopo che si è in balia delle sabbie mobili e perfetto l’utilizzo di una rosa giovane. Ma non basta.
Quel che va detto è che non sempre si riuscirà a reagire come in queste due partite e bisogna ammettere che per gran parte dei 180′ la squadra di Ventura non ha espresso il miglior gioco possibile, anzi.

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LA MANO DELLA DISCORDIA  Sinceramente ci si aspettava molto di più da questa nazionale, ma siamo ancora all’inzio, proviamo a dare del tempo…
La rabbia è stata tramutata in gioia e gli errori, per nostra gran fortuna, non sono stati pagati quanto forse ci meritavamo.
L’unico che ha pagato appieno una sua ingenuità è stato Graziano Pellé.
Al 60′ di Italia-Spagna, quando Giampiero Ventura decide di sostiturlo con Ciro Immobile, l’ex Southampthon ha la fantastica idea di andarsene negli spogliatoi con un nervo per capello, non stringendo nemmeno la mano al C.T.
Morale della favola: esclusione dalla nazionale e saluti immediati al ritiro azzurro.
Una piccola provocazione però è lecita farla: se De Rossi o Barzagli si fossero comportati allo stesso modo, la pena disciplinare sarebbe stata la stessa?

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ALCUNE NOTE TATTICHE  È giusto, inoltre, fare anche qualche considerazione più tattica e tecnica di quel che si è visto nei due impegni.
Innanzitutto, prima per via della squalifica e poi per infortunio di Chiellini, Alessio Romagnoli ha fatto il suo debutto con la nazionale maggiore: buonissime le sue due prestazioni, poche sbavature e 180′ meritatissimi per il giovane del Milan.
Un altro spunto importante, forse il più importante, è il cambio generazionale che mister Ventura sta dando al reparto offensivo: Pellé e Eder (coppia fissa per Conte) sono sostituiti – egregiamente direi – da Ciro Immobile e Andrea Belotti.
Si è visto anche un bel giro di esterni del consolidato 3-5-2. Mattia De Sciglio è partito titolare in entrambe le occasioni a sinistra, mentre sul lato destro si sono alternati Florenzi e Candreva.
In ultimo, il grave infortunio di Riccardo Montolivo contro la Spagna ha costretto Ventura ad optare per Bernardeschi da interno (scelta un po’ azzeccata e non riuscita) poi egregiamente sostituito da Nicola Sansone.
A novembre ci attende il Liechtenstein e l’amichevole di lusso con la Germania. Speriamo ed esigiamo di vedere qualcosa di decisamente migliore rispetto a quello che ci è stato proposto finora.

 

 

 

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