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Stroncature – Dracula Untold

di Marco Frongia

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Dracula Untold - PosterDracula Untold

di Gary Shore, con Luke Evans, Charles Dance, Sarah Gadon, Dominic Coooper, Art Parkinson

Se siete previdenti – come lo sono io – vi sarà già capitato di pensare a quali regali di Natale acquistare per i vostri cari.
Ma se siete anche attenti – come lo sono io – vi sarete accorti che siamo ad agosto e che dunque è decisamente troppo presto.
Se oltre a tutto questo foste anche degli irrecuperabili procrastinatori – come lo sono io – avete ottime possibilità di arrivare al 24 dicembre senza avere impacchettato assolutamente nulla.

Che fare, dunque? Tranquilli, esiste una soluzione dell’ultimo minuto: comprate una sciarpa.

Difficilmente può essere brutta, può tornare utile a chiunque ed è sempre meglio che presentarsi a mani vuote. Ha un solo difetto: non è una scelta particolarmente memorabile.  

Ecco: Dracula Untold è una sciarpa da 70 milioni di dollari: non è del tutto da buttare, ma è originale quanto un uovo al tegamino.

Ha sicuramente i suoi lati positivi, a differenza di altri film sui vampiri che abbiamo trattato in questi anni, come ad esempio Dylan Dog o Dracula 3D: le scene d’azione sono dirette e coreografate bene, la fotografia è più che accettabile e gli effetti speciali sono convincenti, anche grazie alla scelta di preferire – quando possibile – l’utilizzo del trucco rispetto alla computer grafica. A patto di accompagnarlo con la giusta illuminazione.

Dracula Untold - Facebook

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Altro punto a favore sono le scelte di casting, o almeno dei due personaggi più importanti: non si fatica a vedere nel Vlad di Luke Evans un principe guerriero pronto a sacrificarsi per il proprio popolo, mentre Charles Dance incarna il Maestro vampiro con la solita strabordante classe (ben nota anche al pubblico de Il trono di spade, serie in cui interpretava Tywin Lannister).

Dracula Untold - Art ParkinsonGli altri comprimari sono invece del tutto dimenticabili; primo fra tutti Ingeras, figlio adolescente di Vlad, caratterizzato semplicemente come un bambino frignone, abbastanza inutile e vessato fondamentalmente da chiunque. È interpretato da Art Parkinson, anche lui nel cast de Il trono di spade nei panni di Rickon Stark: un bambino frignone, abbastanza inutile e vessato fondamentalmente da chiunque.

Ma Dracula Untold ha anche un grosso difetto: annoia piuttosto in fretta. I primi trenta minuti sono molto validi e gli ultimi si reggono in piedi senza troppa fatica. Il problema è nel mezzo.

Andiamo con ordine: Vlad ottiene temporaneamente i poteri e le debolezze dei vampiri dopo aver bevuto il sangue del Maestro. Il suo piano è quello di utilizzare queste capacità sovrumane per sconfiggere i turchi e salvare il proprio popolo una volta per tutte, ma deve portarlo a termine entro tre giorni e senza bere altro sangue: in caso contrario, diventerebbe un vampiro per l’eternità. Per tutto questo tempo, la sua voglia di azzannare una giugulare si farà sempre più opprimente.

Proprio non me lo aspettavo.

Proprio non me lo aspettavo.

Tuttavia questa tremenda tentazione di nutrirsi è confinata a una sola, debole scena. Inoltre, fin dal titolo sappiamo già che Vlad diventerà il nosferatu per eccellenza. Quale sorpresa dovrebbe esserci quando finalmente abbraccia il suo destino e si trasforma definitivamente in vampiro?

Per questo motivo, Dracula Untold è una specie di film supereroistico spettacolare ma noioso, reso ancora meno interessante dall’invincibilità del protagonista: nemmeno la ripetuta esposizione ai raggi del sole pare scalfirlo più di tanto, e persino la supposta sensibilità all’argento sembra assumere contorni più simili a un’intolleranza al lattosio.

Nelle intenzioni della casa di produzione – gli studi Universal – Dracula Untold sarà il capostipite di un nuovo corso. Proprio in questi giorni è in lavorazione un altro film collegato a questo: il reboot de La mummia, in cui Tom Cruise dovrà affrontare una Sofia Boutella imbalsamata. Nel cast è previsto anche Russell Crowe, in qualità di nuovo dottor Jekyll.

Come in Van Helsing, insomma, tutti i mostri classici del cinema confluiranno in un unico Universo condiviso. Idea originalissima.

Il risultato finale sarà probabilmente molto simile a un ben più collaudato Universo condiviso (ormai in circolazione da parecchi anni) in cui personaggi apparentemente senza alcun legame tra loro sono messi in condizione di poter interagire grazie a una motivazione altrettanto ben costruita alla base.

House of Mouse - Il Topoclub

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Il Topoclub.

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