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Lo hula hoop del limone dà l’ocra – Lemon in hula hoop leads to ochre

di Paolo Meneghetti

Pubblicato il

John Ashbery scrive che le ballate poetiche sono prodotte da un “team”, a livello persino sociale. Ciascun linguaggio “gira intorno” agli oggetti cui si riferisce, ed immediatamente questo vale per i singoli parlanti (che dialogheranno). Certo c’è la volontà di prendere una decisione! Questo però “appesantisce” la nostra vita, anche tramite le “discussioni” con gli altri… Chi gira intorno a qualcosa, paradossalmente avanza solo in via stazionaria. Per John Ashbery, sarà una “ballata” che curiosamente i bambini c’insegnerebbero ad abbandonare. Basta distorcere lo hula hoop, immaginando che questo possa aprirsi una porta verso l’esteriorità (uscendo dal corpo). Demi Lee è stata inquadrata ad una manifestazione. Dietro di lei, vediamo la fila dei gazebi. Soprattutto Demi Lee ride ed allarga le braccia, danzando con lo hula hoop. S’immagina che le sue mani fungano da “tiranti”, come per un gazebo invisibile. Qualcosa che provi ad aprirsi una porta. Demi Lee nel complesso avrebbe un corpo se non “appesantito” certo “ingigantito”. Gli occhiali rotondi (come lo hula hoop) forse distorcerebbero la loro riflessione, e dal “limone” della luce diurna all’ocra d’una lampada a canfino (che si riconfiguri pure nel gazebo).

John Ashbery writes that the poetical ballads are produced by a “team”, even at the social level. Every language “turns around” the objects referred to it, and immediately that’s something possible for the single speakers (in their conversation). Certainly there’s the will to take a decision! Something that however “adds weight” to our life, even through the “discussions” with the others… Somebody who turns around something, paradoxically moves forward himself in a way only stationary. According to John Ashbery, that’s something symbolized by a “ballad” that curiously kids would teach to abandon. It’s enough to twist the hula hoop, imagining this element able to open its door into the outside (exiting by the body). Demi Lee was framed during an Event. Behind her, we see the line of gazebos. Principally Demi Lee smiles and stretches out the arms, dancing with the hula hoop. We imagine that her hands function as “tie rods”, as for an invisible gazebo. Something that tries to open its door. Demi Lee overall would have a body maybe not “made heavier” but certainly “exaggerated”. The round glasses (like the hula hoop) maybe would twist their reflection, and from the “lemon” of the daylight to the ochre of an oil lamp (which is configured also in a gazebo).

Demi Lee Wilson & Ari Adar

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

L. KELLY, Poetry and the sense of panic, Rodopi, Amsterdam 2000, pp. 112-116

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

La modella ventiquattrenne Demi Lee Wilson è australiana. Lei ama molto lo hula hoop. Inoltre Demi cerca la meditazione attiva, tramite cui celebrare l’infinito, la natura karmica della realtà ed il ciclo della vita.

The model Demi Lee Wilson is 24 years old and Australian. She loves very much the hula hoop. Moreover Demi looks for an active meditation, which allows to celebrate the infinity, the karmic nature of reality and the circle of life.

Il fotografo Ari Adar lavora in Australia. Egli ha pubblicazioni internazionali, dirige festivals musicali e scatta per i night clubs o nel fashion. Esteticamente, ad Ari interessa molto sintetizzare la bellezza dell’infinito.

The photographer Ari Adar works in Australia. He is published internationally, he leads music festivals and he shoots for night clubs and in fashion. Aesthetically, Ari is very interested in encapsulating the beauty of infinity.

www.ariadarphotography.com.au

 

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