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GRAN PREMIO DI GERMANIA F1 2016: LEWIS DOMINA, ROSBERG AFFONDA

di Andrea Vittorio

Pubblicato il

Il Gran Premio di F1 2016 di Germania ad Hockenheim è stato piuttosto lineare nel suo svolgimento. Hamilton vince a mani basse, le due Red Bull si piazzano sul podio e Rosberg si deve accontentare del quarto posto, perdendo molti punti in ottica mondiale. Le Ferrari non riescono ad arrivare oltre al quinto e sesto posto, confermando la profonda crisi tecnica che stanno vivendo.

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La gara, in realtà, può essere riassunta in poche righe, dato che tutto avviene alla partenza. Rosberg, in pole, sbaglia tutto e viene superato da Hamilton, Verstappen e Ricciardo. Hamilton prende il largo, controllando agevolmente gli avversari; Verstappen e Ricciardo lottano a turno con Rosberg, riuscendo a prevalere sul tedesco. Dietro al quartetto si collocano Vettel e Raikkonen che a causa della mancanza di ritmo non sono mai stati vicini alla lotta per il podio. Dietro tenace lotta tra McLaren e Force India, con il solito Bottas che riesce ad arrivare a punti.

 

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Rosberg ha sbagliato tutto durante la gara, consegnando di fatto la vittoria e l’ipoteca sul campionato al suo compagno di squadra: la partenza è stata ancora più lenta di quella dell’Ungheria, perdendo nello spazio di 250 metri la bellezza di tre posizioni. Inoltre, nel tentativo di superare Verstappen, ha ripetuto lo stesso errore del gran premio d’Austria, spingendo l’avversario fuori dal tracciato e venendo, quindi, sanzionato per la scorrettezza. Hamilton, in fin dei conti, ha dovuto soltanto mantenere un distacco di circa dieci secondi dal suo diretto inseguitore, senza essere mai impensierito. La Ferrari, invece, è partita dalla terza fila ed è arrivata esattamente quinta con Vettel e sesta con Raikkonen: Arrivabene afferma che i problemi sono noti, ma allo stato attuale non si capisce nemmeno chi sarà a gestire lo sviluppo per recuperare il secondo posto nel mondiale costruttori, perso a favore della Red Bull. Il direttore tecnico, James Allison, è andato via dalla Scuderia per esigenze familiari, a causa del grave lutto di inizio stagione; al suo posto è stato nominato Mattia Binotto, cioè il direttore del reparto motoristico della Ferrari. Altro segnale, preoccupante, di sbando della Ferrari, è stato quando, durante la gara, il muretto box ha comunicato a Vettel di entrare ai box per fare un “undercut” ai danni di Verstappen, distante ben otto secondi e che il pilota tedesco non “vedeva” nemmeno sui rettilinei. La vera beffa si compie poi qualche attimo dopo quando, poco prima di entrare ai box, al tedesco viene controcomunicato di non rientrare ai box, denotando tutta l’insicurezza del team nel gestire la gara. Speriamo che il resto del campionato non diventi una Via Crucis per la Ferrari e per i piloti.

 

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Ora ci saranno le vacanze e per almeno due settimane (delle tre) nessuno potrà effettivamente lavorare sui progetti delle auto.

PAGELLE GRAN PREMIO DI GERMANIA DI F1 2016:

HAMILTON: vince in scioltezza. Guadagna tantissimi punti in ottica mondiale, senza avere un vero avversario: Verstappen è lontano in classifica, Rosberg si sta sgretolando come un castello di sabbia al sole. Sostanzialmente, il quarto titolo mondiale sta arrivando regalato. VOTO 10: COME VIERI A FORMENTERA?

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RICCIARDO: arriva secondo e riesce a stare davanti al ragazzino terribile. Nulla può contro la superiorità della Mercedes. VOTO 9: LUI SI’ CHE VENDE SOLIDE REALTA’

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VERSTAPPEN: l’olandese sorpassa all’esterno della prima curva il suo compagno di squadra, poi con il gioco delle strategie arriva terzo. La Red Bull dovrà presto gestire la rivalità interna con Ricciardo. VOTO 9: NIBELUNGO

 

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ROSBERG: sbaglia tutto e rischia di entrare in un blocco psicologico. Ha dissipato l’enorme vantaggio di punti di inizio stagione e non riesce più a fare un sorpasso pulito su un diretto avversario. Penalità meritata. Per lui l’unica buona notizia è il rinnovo per altri due anni in Mercedes. VOTO 4: ROSOLATO A FUOCO LENTO.

VETTEL: non c’è molto da dire. Vedendo come sta andando ora la Ferrari e ripensando alle parole di Alonso quando se ne è andato sbattendo la porta, lo spagnolo sembra aver ragione. Si spera che la Ferrari riesca a trovare il bandolo della matassa e regali al talento tedesco un’auto degna delle prima fila. VOTO 7: HA IL NUMERO 5, ERGO ARRIVO QUINTO.

RAIKKONEN: ha mantenuto lo stesso ritmo di Vettel, pur avendo un problema alla sosta. Dare del bollito al finlandese equivale a darlo a Vettel. Si spera che all’Università della F1 (Spa) Kimi possa confermarsi Professore. VOTO 7: AUTO SCADENTE. RISULTATO CONSEGUENTE.

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HULKENBERG: il tedesco, nel Gran Premio di casa, agguanta una buona posizione per la sua Force India. Ha ritmo, ciò gli garantisce il settimo posto finale. VOTO 8: PERICOLO INDIANO

BUTTON: l’inglese riesce ad arrivare ottavo in sordina. Gestisce bene le gomme, dà continuità ai risultati della McLaren. VOTO 8: JENSON, FAI ANCORA UN ANNO

BOTTAS: il finlandese riesce a garantire alla Williams qualche punticino mondiale, in diretta lotta con la Force India. Strategia conservativa. Anche troppo. Se dovesse arrivare qualche offerta per lui, forse la deve prendere in considerazione. VOTO 7: FREE WILLI…AMS

PEREZ: il messicano agguanta l’ultimo posto a punti beffando sul finale un campione come Alonso, in crisi con le gomme. Al netto della fortuna, ha meritato il decimo posto. VOTO 6: GRATTA (LE GOMME) E VINCI

GUTIERREZ: buona gara, condotta bene, condita da qualche bel sorpasso (Magnussen). Con prestazioni del genere, merita la riconferma. VOTO 6: SPINGI DI PIU’ ESTEBAN

ALONSO: lo spagnolo “rema” per tutta la gara e viene beffato negli ultimi giri da Perez durante il doppiaggio a causa delle gomme usurate Sicuramente quello che ha gridato sotto il casco, non si può ripetere. VOTO 5: FLINSTONE

GROSJEAN: bilanciamento errato. VOTO 4: NAUFRAGATO

SAINZ: l’errore in qualifica condiziona l’intera gara. Non riesce a recuperare. VOTO 4: GARA DA DIMENTICARE

KVYAT: crisi psicologica profonda. Non merita il trattamento ricevuto. Deve però convertire la delusione in risultati. VOTO 4: NON DEMORDERE DANIIL.

MAGNUSSEN: altro talento in crisi. Sembrava poter essere il capitano della Renault, invece il pasticcione Palmer è più “reattivo”. VOTO 4: SI STA SCIOGLIENDO COME IL BURRO DANESE

WERHLEIN, ERICSSON, HARYANTO, PALMER: S.V. Solo il tedesco della Manor è consistente. Jolyon sta seguendo piano piano le orme di Maldonado.

NASR, MASSA: i due brasiliani si ritirano. Francamente, allo stato attuale, il loro contributo allo spettacolo è molto, ma molto basso. S. V. ULTIMI APPELLI?     

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