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Il faro nero del girocollo – The black headlight of a crew-neck

di Paolo Meneghetti

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Luzi immagina liricamente che sulla barca, le ondate scavalchino i pontili deserti. Il marinaio più esperto, mandato a dirigere il faro, tranquillamente a riva, non smetterebbe di lavorare nemmeno sotto la tempesta. Soprattutto egli stesso salperà con la sua barca, a cercare i colleghi in difficoltà. Bisognerà approfittare del primo segnale in cui la tempesta s’attenui. Per Luzi positivamente la Luce della salvezza appare sempre. Jessica è stata inquadrata col volto di profilo. Sullo sfondo immaginiamo la presenza d’un “ponte girevole”, che s’apra per consentire il passaggio dell’intero mezzobusto. I capelli di Jessica si percepiscono a scrosciare, ma quelli sarebbero “cavalcati” dal cappello. Dunque la fotografia avrà una sorta di “faro nero”? Quantomeno il “pontile” di sinistra pare ad alzarsi, e la punta ad anello ne favorisce un giro (dal primo piano allo sfondo, o viceversa). Jessica ha un’espressione riposante. Resta però la metafora del “faro nero”, adatta a chi sappia di non potersi sottrarre ad un dato impegno… Il girocollo si percepisce ad attenuare l’ingresso della testa sul petto. Spesso una responsabilità è accettabile nel “realismo” della sua inevitabilità. Il volto di Jessica ivi emana interamente una luce, “spalmando” lo “scroscio” dei capelli. E’ una fotografia molto dialettica.

Luzi imagines lyrically that on the boat, the waves climb over the deserted jetties. The most expert sailor, sent to direct the headlight, calmly onshore, would not stop to work, not even under a storm. Principally he in first person will set sail with his boat, looking for the colleagues who have problems. It will be necessary to take advantage of the first signal for which the storm lessens. According to Luzi positively the Light of salvation always appears. Jessica was framed in profile. On the background we imagine that a “swing bridge” is present, opened to allow the entire head and shoulders to pass through. Jessica’s hair are perceived beating down, but those would “be ridden” by the hat. So will the photography have a sort of “black headlight”? At least the “jetty” on the left seems getting up, while the point “at ring” favours its rotation (from the foreground to the background, and vice versa). Jessica has a relaxing expression. However the metaphor of a “black headlight” remains; it’s appropriate to somebody who knows that he can not evade a certain task… The crew-neck is perceived attenuating how the head goes in the chest. Often we accept a responsibility in the “realism” of its inevitability. The Jessica’s face here emanates entirely a light, “spreading” the “beating down” hair. That’s a photography very dialectic.

Mattia Zoppellaro & Jessica Choay

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

G. OCCHIPINTI, Metodologia e didattica della scrittura creativa, Rubbettino Editore, Catanzaro 2003, pp. 82-83

 

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

 

La designer francese Jessica Choay nasce a Parigi. Dopo aver studiato Arti visive ed Economia, nel 2006 lei s’avvicina per lavoro al mondo del fashion. Nel 2009, Jessica si diploma allo I.E.D. di Milano. I suoi abiti devono percepirsi in via molto seduttiva, quasi fossero “una seconda pelle”. Ma a Jessica interesse anche curare l’eleganza.

The French designer Jessica Choay was born in Paris. After she studied Visual arts and Economics, in 2006 she became interested to work in the field of fashion. In 2009, Jessica took a degree at I.E.D. in Milan. Her clothes have to be perceived in a very seductive way, almost they were “another skin”. However Jessica is interested also in taking care of elegance.

www.jessicachoay.com

 

Il fotografo italiano Mattia Zoppellaro nasce a Rovigo. Professionista, egli s’è diplomato allo I.E.D. di Milano. All’inizio Mattia ha lavorato soprattuto in Veneto (per “Fabrica” – Benetton e REM – Rivista culturale polesana). I suoi scatti sono già stati portati in esposizione. Mattia, molto interessato alla musica, oggi lavora per l’agenzia di fotografi Contrasto.

The Italian photographer Mattia Zoppellaro was born in Rovigo. As professional man, he took a degree at I.E.D. in Milan. At the beginning Mattia worked especially in Veneto region (for “Fabrica” – Benetton and REM – Cultural magazine in Polesine). His shoots were already brought to exhibitions. Mattia, who is very interested in music, today works for the agency of photographers Contrasto.

www.mattia-z.com

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