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Le fantastiche quattro al ballo finale – Sintesi del primo turno di playoff della Serie A di pallacanestro

di Luigi Ercolani

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Abbiamo trattato la scorsa settimana delle Final Four, evidenziando come purtroppo per l’ennesimo anno non ci fosse, alla manifestazione di Berlino, una rappresentante del nostro paese. Esclusi (per demeriti nostri, beninteso) dalla massima kermesse continentale di pallacanestro, possiamo almeno consolarci con le Final Four “homemade”. Sì, perché i quarti di finale dei playoff hanno decretato che a giocarsi il poker di primi posti saranno le quattro squadre che potremmo considerare le “grandi” del campionato: Milano, Venezia e Reggiana (per budget) a cui va aggiunta Avellino per continuità di rendimento (ma non certo a corto di mezzi lei stessa). Il guaio è il come è arrivata questa finale a quattro, ovvero con tre 3-0 e un 3-1, cancellando dunque possibile suspance, qualsiasi fattore mina vagante che da sempre è l’anima e lo stimolo della post season. Il campionato sembra (sembra) essersi livellato verso il basso, lasciando pochi a giocarsi le posizioni più importanti. Un altro brutto segnale, per il nostro basket. Come se non ne avessimo già abbastanza.
Di seguito un recap di quello che è stato il primo turno.
QUARTI DI FINALE

EA7 Emporio Armani Milano – Dolomiti Energia Trento

La prima contro l’ottava testa di serie ha regalato ben poche sorprese, al di là del fatto che le compagini si siano trovate di fronte più volte in stagione e che i trentini non abbiano mai sfigurato, portando anzi a casa il risultato più prestigioso (il derby nei quarti di Eurocup). Ma nei playoff è stato tutto diverso e Milano ha legittimato quel ruolo di rullo compressore le imponeva a inizio anno, e che

Alessandro Gentile a canestro contro Trento

Alessandro Gentile a canestro contro Trento

purtroppo è stato confermato solo entro i confini italiani.
E dire che la prima gara sembrava poter regalare una serie vivace: la partenza a razzo bianconera, il recupero milanese che non riesce mai a staccarsi l’avversario di dosso. Poi però il americano Lafayette – Sanders produce uno strappo che non può essere ricucito e il sogno di Trento del colpaccio sfuma. La serie di fatto svolta lì, perché in gara-2 la storia si ripete: vantaggio Aquila all’intervallo e sorpasso Olimpia nel terzo periodo, stavolta con Simon e Macvan sugli scudi. Gara-3 segue lo stesso copione: vantaggio Dolomiti Energia, recupero biancorosso e canestro di Alessandro Gentile a meno di un secondo dalla sirena. Gioco, partita, serie.

Olimpia Milano vince la serie 3 – 0(86-74; 79-71; 61-62)

 

Vanoli Cremona – Umana Venezia
Meritava un lieto fine, la stagione di Cremona, e questo ci sentiamo di dirlo pur rispettando il valore della Reyer, che ha meritatamente raggiunto le semifinali. Ma noi, vecchi romantici, avremmo voluto una conclusione dove Davide battesse Golia, dove il Povero avesse la meglio sul Principe. Non sarà così e pazienza, la stagione lombarda è stata straordinaria anche a prescindere dall’eliminazione contro gli uomini in maglia oro-granata.

Cesare Pancotto, Allenatore dell'Anno

Cesare Pancotto, Allenatore dell’Anno

La serie per la Vanoli si era messa subito male: sconfitta tra le mura amiche in Gara-1, con il neo-veneziano Jeremy Pargo in ambasce ma con i connazionali Green e Jackson a farne le veci e Ortner a martellare ulteriormente in area. La gara successiva vede la Vanoli prevalere grazie a uno straripante McGee, ma solo nell’ultimo parziale quando Venezia cala pur avendo tenuto le redini per gran parte dell’incontro. L’inerzia è Umana e si vede al Taliercio: Pargo, finalmente a suo agio, sciorina tutto il suo talento, Green si limita a servire assist per lui, Ejim e Bramos, cosicché Venezia fa suo il terzo episodio. Nell’ultima gara al greco subentrano in fase realizzativa Ortner e Krubally, i biancoazzurri tengono un tempo poi la voglia veneta di rivincita verso Milano è troppo forte. Passa la Reyer, ma tutti gli onori agli uomini di Cesare Pancotto, nominato non a caso Allenatore dell’Anno.

Reyer Venezia vince la serie 3 – 1 (73-79; 77-67; 77-61; 87-76)

 

Sidigas Avellino – Giorgio Tesi Group Pistoia

James Nunnally, MVP della stagione regolare, in azione

James Nunnally, MVP della stagione regolare, in azione

Qualcuno aveva definito Avellino la squadra più in forma in questo momento. Bene, quel qualcuno aveva ragione, e il “momento” sta diventando piuttosto continuo. Gli irpini ci mettono tre gare a scrollarsi di dosso la pur coriacea Pistoia, e lo fanno con una intensità disarmante, che per inciso sta assaggiando anche Reggio Emilia in questi giorni. Prima l’MVP della stagione regolare James Nunnally insieme a Joe Ragland, poi Marques Green, Acker e infine Buva mettono da subito sotto i toscani fino alla fine dell’incontro, terminato con un -17 che non ammette repliche. O meglio, ne ammette, appena due giorni dopo: stessi protagonisti, tranne Green non ispirato, vittoria biancoverde stavolta di 13 con un risultato ancora una volta mai in discussione.
A Pistoia la musica sembra cambiare: Knowles e Kirk giocano con il coltello tra i denti, Czyz pure e la Giorgio Tesi a un certo punto ha la testa avanti: niente da fare, Avellino torna sopra, i padroni di casa impattano, si va al supplementare dove a risolverla da par suo sarà James Nunnally, con 8 dei 10 punti segnati dalla Sidigas. Che passa e va. Come un treno.

Scandone Avellino vince la serie 3 – 0 (93-76; 83-70; 90-92)

Reggio Emilia – Sassari

Logan contro Kaukenas, vecchie volpi a confronto

Logan contro Kaukenas, vecchie volpi a confronto

“Ah, ma questa non era la finale, l’anno scorso?”. Ecco, appunto.
Le due contendenti del 2015 si ritrovano l’una contro l’altra nel primo turno di playoff, e la vincitrice della passata stagione è la vinta di questa. Vinta, e senza neanche troppo l’onore delle armi, dato che due punteggi su tre sono finiti con scarti superiori alla doppia cifra. Ma rivangare gli errori della Dinamo sarebbe in fondo sparare sulla Croce Rossa, in una stagione nata male e finita peggio. Ci piace viceversa sottolineare il cuore da campione di David Logan ultimo ad arrendersi, l’energia di Joe Alexander e Jarvis Varnado, e il talento un po’ scapestrato ma sempre illuminante di Rok Stipcevic, e chissà se da qualcuno di questi elementi non si possa ripartire, in vista del 2016/2017.
Il resto, che sarebbe poi la Reggiana, è una squadra solida, compatta, completa: la bussola punta verso il nord lituano di Kaukenas e Lavrinovic, il cuore pulsante è quello italiano di De Nicolao, Della Valle, Aradori, Polonara, Stefano Gentile, tanto che Derek Needham proveniente dalla Bundesliga sembra, per una volta, una risorsa in più e non l’ago della bilancia. Non male, con i tempi che corrono.

Pallacanestro Reggiana vince la serie 3 – 0 (85-68; 82-75; 99-85).

 

SEMIFINALI

Olimpia Milano – Reyer Venezia

Pall. Reggiana – Scandone Avellino

 

 

 

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