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De (Marvel) bello civili –Tutte le declinazioni di Civil War

di Luigi Ercolani

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Se qualche latinista o qualche storico è capitato sotto gli occhi questo articolo, siamo certi abbia avuto uno attimo di smarrimento a leggerne l’intestazione. Ci sarebbe anche da capirlo: il titolo dell’epico racconto della guerra tra Cesare e Pompeo utilizzato per descrivere uno story arc fumettistico, peraltro di supereroi. Da mani nei capelli, indubbiamente.
O forse no, perché a pensarci la “Civil War” originale ha qualche punto in comune con quanto storicamente avvenuto nelle nostre terre tra il 49 e il 48 avanti Cristo: lo scontro tra i due uomini

Il rosso e il blu

Il rosso e il blu

politicamente più influenti della rispettiva nazione, e le fazioni che li sostengono; una figura forte che per contrastare azioni per lui ingiuste si trova costretta ad agire nell’illegalità, come Capitan America e Cesare; Cesare stesso ricorda tuttavia anche Iron Man, quando questi prova in tutti i modi a trovare un compromesso con il vecchio sodale, quando cerca di spiegare perché è necessaria una riconciliazione in nome del bene comune; infine, e non suoni come forzato, il ruolo della guerra civile in sé e per sé, con il vincitore che diventa sostanzialmente onnipotente (Cesare e Stark) ma cieco a quanto si muove nel sottobosco attorno a lui, .
Anzi, rettifica: dal crossover del 2006 i vincitori usciti sono due: nella narrazione Tony Stark, ma nella realtà è stata l’intera Marvel. Lo scrivemmo già più di un anno fa: “Civil War” è stato uno snodo cruciale attorno a cui si è sviluppato il rilancio dei titoli della Casa delle Idee. Si veniva da anni bui, dove si era arrivati a un passo dal fallimento anche a causa della bolla speculativa del mercato del fumetto, ci si stava lentamente rialzando e la creazione della realtà Ultimate di certo aveva portato tematiche e linguaggi inconsueti, ma comunque l’universo canonico aveva bisogno di rinnovarsi. L’ingaggio di due autori come Bendis e Millar, un meraviglioso costruttore e un cinico iconoclasta, fece il resto: “Vendicatori Divisi”, “House of M”, “Secret War”, furono le premesse lunghe due anni per arrivare allo scontro tematicamente più importante di tutti: gli eroi che sono a favore di una regolamentazione da parte dello stato contro coloro che sono per una attività libera, nell’eterna diatriba del “Pesa più l’individuo o la collettività?”.
“Civil War” peraltro ha assunto su di sé significati ideologici, nell’accezione meno oltranzista del termine, non di facile lettura. A molti di noi è stato infatti insegnato che, in linea teorica (e sottolineiamo in linea teorica), le politiche di destra sono quelle che mettono al centro l’individuo e la sua azione, e che quindi nella società industriale favoriscono l’imprenditore, mentre le politiche di sinistra focalizzano l’attenzione sulla collettività e affidano maggior potere allo stato. Seguendo questo ragionamento, saremmo dunque portati a concludere che Steve Rogers è il simbolo delle politiche di destra e Tony Stark di quelle di sinistra, eppure l’obiezione che paragona le iniziative di quest’ultimo a quelle del presidente repubblicano George W. Bush non è priva di fondamento, anzi. Quindi, Iron Man è di destra o di sinistra? E Capitan America, è lo spirito individualista americano o un Che Guevara moderno? La risposta temiamo non sia nessuna delle due. Come abbiamo detto Mark Millar è un autore iconoclasta, un anarchico, e forse proprio da questa sua caratteristica a chi a noi è parso di intuire che lo sceneggiatore scozzese abbia voluto sottolineare quanto entrambe le filosofie siano giuste se promosse con raziocinio ma sbagliate se portate all’eccesso: il senso di responsabilità di Tony Stark che sfocia nella creazione di prigioni speciali (create da Reed Richards ed Hank Pym) per gli eroi che si oppongono, l’incapacità di Steve Rogers di vedere che le azioni di guerriglia finiscono solo per ferire

War on war

War on war

la società civile, l’alleanza di entrambi gli schieramenti con soggetti fino a quel momento considerati criminali: tutte questi elementi sembrano puntare il dito contro la politica stessa, che specchiandosi in sé stessa e nelle sue convinzioni della prima o dell’ultima ora spesso dimentica che il suo compito prioritario è salvaguardare la popolazione.
Da qualunque parte i lettori fossero schierati, ad ogni modo, “Civil War” è stato fiore all’occhiello che ha permesso alla Marvel di riprendersi quella posizione dominante se non smarrita, quantomeno pesantemente messa in discussione sul finire del secolo scorso. Il crossover ha poi portato ad altri eventi concatenati tra loro, da “Secret Invasion” a “Dark Reign”, da “Assedio” all’ “Età degli eroi” fino a “Fear itself” e a tutte quelle storie che hanno portato a “Secret Wars” e infine al nuovo universo Marvel. E proprio da questi ultimi due punti si è deciso di riprendere in mano gli avvenimenti del 2006, il primo dei quali ha condotto a una sorta di futuro alternativo della guerra tra supereroi: quando Dio Destino ha creato la sua Battleworld, tra gli universi paralleli che ha assemblato c’era anche quello in cui il conflitto tra le due fazioni è mai terminato a causa di un ordigno che ha spazzato via la città di Saint Louis. I contendenti, scossi dall’accaduto, si sono divisi in due territori, uno a Est e uno a Ovest del cratere dove prima era situata la città: da una parte il Ferro, dove Tony Stark è presidente e l’Atto di Registrazione in vigore, dall’altra il Blu, comandata da Steve Rogers. Quando Miriam Sharpe (in origine madre di un bambino morto nell’esplosione a Stamford) sarà uccisa nel tentativo di portare i due leader a discutere una possibile pace, i rancori riaffioreranno e il conflitto scoppierà nuovamente, mentre un terzo elemento si muove nell’ombra per trarre vantaggio dallo scontro. Non diciamo di più, nel caso qualcuno fosse stuzzicato dall’idea e volesse andare a leggere quanto accaduto, in un evento uscito proprio di recente in Italia nell’ambito di “Secret Wars”.

Civil War II is coming...

Civil War II is coming…

Ancora più interessante, per certi versi, quanto è stato pianificato per il 2016: a dieci anni esatti dal primo story arc, dalla Casa delle Idee hanno infatti annunciato per quest’estate una “Civil War II”, che vedrà scontrarsi due gruppi di eroi, uno capeggiato da Iron Man e l’altro da Capitan Marvel (Carol Danvers). Questa volta materia del contendere sarà la capacità di poter prevedere i crimini, con una parte che sostiene la necessità di intervenire preventivamente e un’altra che, viceversa, sostiene che non la punizione non può precedere il misfatto, in una sorta di “Minority report” in chiave Marvel.
Last but not least, non possiamo chiudere la panoramica sulla guerra civile dei supereroi (e le sue successive declinazioni) senza citare l’imminente uscita nelle sale cinematografiche di “Captain America: Civil War”, terzo film dedicato alla Leggenda Vivente. Incentrato appunto sulla promulgazione dell’Atto di Registrazione, e i relativi eventi, le prime recensioni lo hanno descritto come un film che “tiene lì” lo spettatore, che sorprende nel finale, in cui si inizia stando da una parte si finisce dall’altra, un film maturo per essere un cinefumetto, con le nuove entrate Uomo Ragno e Pantera Nera che si dimostrano all’altezza dei veterani. In attesa del 4 maggio, data di uscita della pellicola, noi abbiamo già scelto una parte, e vi invitiamo a fare altrettanto. Poi, beh… facciamoci stupire.

 

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