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Mind the gym between the maze and the branch

di Paolo Meneghetti

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Nella città contemporanea, si possono praticare lo skatebording (che ci aiuta a percepire quanto a volte si dipende dalle barriere architettoniche), il parkour (per imparare a districarsi, pure in caso d’emergenza), il vertical running (coi benefici dell’allenamento fisico) ecc… Esteticamente, sarebbe la Natura che provi ad urbanizzare se stessa. Lo skatebording, il parkour, il vertical running ecc… si percepirebbero nella “ramificazione” dei movimenti corporei. Qualcosa che letteralmente “infoltisca” il geometrismo dei vuoti architettonici (fra le strade, le scale, i seminterrati ecc…). Beatrice è stata inquadrata dentro la metropolitana. Lei guarda verso di noi, con un’aria quasi “indagante”. Dietro a Beatrice, le teste di tre passeggeri si possono congiungere, nel salto d’uno skateboard. I colli nudi fungeranno da “ruote”. I tre passeggeri visivamente “si districano” fra i pali di sostegno. Noi abbiamo l’impressione che Beatrice esca dal quadro fotografico, così ad “infoltirlo”. Una soluzione estetica che conferisce un’anima all’apparente routine di saltare dalla banchina, sul vuoto della carrozza.

Beatrice Brondino & Gabriele Adami

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia consultata:

R. FINOCCHI e D. GUASTINI, Parole chiave della nuova estetica, Carocci, Roma 2011, pp. 239-241

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti:

 

La modella Beatrice Brondino viene da Fossano (CN). Lei è iscritta a Business and Management presso l’Università di Torino. Beatrice ha poi vinto la borsa “Erasmus” per studiare a Westminster.

Il fotografo Gabriele Adami è nato a Trento nel 1995. Adesso egli studia Fashion management, presso l’Università delle Arti a Londra.

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