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Lo smartphone è l’acquerello dei rispecchi(amenti)

di Paolo Meneghetti

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Il filosofo Saponaro, volendo realizzare un acquerello, dapprincipio deve osservare i colori sulla tavolozza, laddove questi già avrebbero una loro “anima” (prima di raffigurarli in qualcosa, sulla tela). Ad esempio, il blu si percepirà nel proprio risucchiarsi, e favorevolmente perché noi “vi riposiamo”. La fenomenologia insegna che uno non vede, bensì va incontro a ciò che di preciso vede. I colori hanno un’astrazione continuamente “all’interno” di sé, se quelli “rubano” lo spazio alla forma circostante. Non sarà facile per noi andar loro incontro… Sempre, il colore puro a noi pare invisibile! Sonia è stata inquadrata a Versailles, dentro la Galleria degli Specchi. Lei ha lo smartphone in mano. Sonia si vede al di là d’una vetrata. La fotografia ha avuto una postproduzione “sporcante”, sino a percepirsi come un acquerello. Molti contorni delle persone paiono “grondanti”. La percezione dell’acquerello favorisce il “risucchio” dell’immagine reale. La fotografia ha un tono tendenzialmente “blu”; ma sarà “riposante” solo “l’incontro”… continuamente invisibile con l’interlocutore allo smartphone! Il primo piano sulla vetrata può rafforzare la percezione rientrante in sé dei vari “aloni”.

Sonia Rainero

 

Bibliografia consultata:
G. SAPONARO, Husserl – Kandinsky, Bibliosofica, Roma 2001, pp. 30-31

 

 

Nota biografica sull’artista recensita:

 
La modella Sonia Rainero (nel suo autoscatto) è originaria di Fossano (CN). Lei ha studiato Economia, presso gli atenei di Torino e Madrid. Adesso Sonia lavora a Parigi, da manager, per il marchio Molli. Nel 2013, lei vinse anche un premio letterario, al concorso Con i piedi per terra – Università “Cattolica”. A Sonia interessano le tematiche dell’ambiente e dei diritti umani.

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