Rubriche

Speciale miniserie X-Files stagione 10

di Alessio Ottonello

Pubblicato il

miniserie x-files stagione 10Miniserie X-FilesI sei episodi evento che (non) attendevamo da quindici anni.

In un periodo culturale come questo, in cui l’effetto nostalgia prevale numericamente sulla produzione di nuove idee soprattutto in campo cinematografico, molte menti brillanti pigre hanno visto la possibilità di sfruttare ancora il successo di vecchie serie di culto riportandole in vita per un numero limitato di episodi.

Era già successo lo scorso anno per 24 con un ulteriore, serratissimo giorno insieme a Jack Bauer e ora ci riprovano, quindici anni dopo l’ultima puntata e mai abbastanza dall’ultimo film, con gli X-Files, il serial, come lo chiamavamo allora, che per ben nove stagioni, dal 1993 al 2002, ha alimentato l’immaginario dello spettatore patito di misteri e “sci-fi” con le indagini paranormali degli agenti del I protagonisti agli esordiFBI Fox Mulder e Dana Scully, tra rapimenti alieni, cospirazioni terrestri e l’innegabile chimica creatasi tra i due. Ai tempi, il successo che la serie ha generato era senza precedenti, i due fino ad allora sconosciuti protagonisti David Duchovny e Gillian Anderson sono diventati star, ed anche dopo la chiusura dello show hanno continuato a lavorare in produzioni televisive sempre con buoni risultati. Gli “X-Files” sono anche approdati sul grande schermo in un paio di occasioni, il primo film del 1998 era inteso come ponte tra due stagioni della serie ed era anche ben fatto, perché sapeva dare spettacolarità all’intrigo senza snaturare lo spirito originale, mentre il secondo, realizzato molti anni dopo, era inspiegabilmente disastroso, con una trama assurda che non sapeva rievocare nulla dei fasti precedenti, ma aveva il solo merito di mostrare come erano andate avanti le vite dei protagonisti.

the x-files-mulder-scullyAnche stavolta, con la miniserie X-Files che però conta di fatto come “stagione 10”, il piacere più grande è sempre quello di rivedere sul piccolo schermo i due vecchi amici Mulder e Scully che avevamo perso di vista da tanto tempo: tutto sommato entrambi sono invecchiati bene, più lei che lui a dire il vero, ma riescono subito a riprendere i propri ruoli, il visionario pronto a credere a qualsiasi prodigio irrazionale e la scettica che deve analizzare l’inspiegabile, con evidente gradimento di entrambi e ancora l’indubbia chimica tra i due che ha fatto la fortuna dello show.

Ma purtroppo, dopo un episodio pilota che promette di svecchiare la magia degli X-Files portandola nell’era delle serie tv attuali, con dischi volanti sepolti nel deserto e i due agenti alle prese con gli smartphones e YouTube, le puntate successive si avvitano su se stesse proponendo misteri poco appetitosi o rigiocando troppe carte consumate: l’episodio divertente, in cui si stravolge la seriosità del canone, era una consuetudine nei telefilm degli anni ’90, chi guardava Buffy sa di cosa sto parlando, ma rifarlo adesso, nonostante l’autoironia beffarda dimostrata da Duchovny, è più bizzarro che spassoso.

Robbie Amell e Lauren Ambrose sono rispettivamente l'Agente Miller e l'Agente Einstein, è evidente come sembrino le versioni giovani di Mulder e Scully.

Robbie Amell e Lauren Ambrose sono rispettivamente l’Agente Miller e l’Agente Einstein, è evidente come sembrino le versioni giovani di Mulder e Scully.

Gran parte del senso di queste operazioni di “revival” sta appunto nel rivedere comparire i vecchi personaggi, come il direttore Skinner, il redivivo “uomo che fuma”, persino i tre “pistoleri solitari” che si intravedono una scena onirica generata da funghetti allucinogeni; ma qui si tendono allo spettatore anche alcuni colpi bassi, come giocare con la sorte del figlio scomparso della coppia di agenti senza mai svelare nulla (e magari ci sta), ma soprattutto introducendo due personaggi-fotocopia di Mulder e Scully in versione giovane, gli agenti Miller ed Einstein interpretati da Robbie Amell e Lauren Ambrose, tanto studiatamente uguali agli originali nell’aspetto e nei modi da credere più ad una presa in giro che ad un piano di alternanza lungimirante studiato dai produttori in caso i due interpreti principali si dovessero stancare di nuovo.

Dalla visione complessiva dei sei episodi si capisce però che la vera cospirazione è quella del creatore Chris Carter che, senza avere un granché di nuovo da raccontare, ha spinto al massimo il pedale della nostalgia riproponendo una ricetta vincente degli anni ’90, darlin_x-files-locandineche di certo ha deliziato gli appassionati come me, ma non abbastanza da non chiedersi se ne sia valsa veramente la pena di riaprire il caso e rimettere in gioco i mitici Mulder e Scully. Senza la pianificazione di una vera struttura narrativa nella brevità temporale della miniserie, il tutto sembra ridursi ad un tentativo di rinascita andato a vuoto: i brividi che ancora sa evocare la sigla lasciata inalterata, un paio di emozioni e qualche risata non bastano a soddisfare fino in fondo il pubblico di nostalgici e nemmeno ad attirare nuovi fan. Ed il finale “cliffhanger” dell’ultimo episodio, che si interrompe sul più bello dopo aver messo in moto una catena catastrofica di eventi e di spunti narrativi, oltre ad aver fatto urlare di rabbia ed incredulità il sottoscritto, non promette nulla di buono!

Se mai ci sarà un seguito, vogliamo ancora crederci? La verità è là fuori, ma magari non scomodiamola soltanto per ragioni economiche.

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: