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Più del nulla implorano le mani, già al ventre

di Paolo Meneghetti

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La fotografia si percepisce attraverso una triangolazione acuta. Questa avrà i vertici compresi fra il seno (in alto), le mani (strette assieme, a sinistra) ed il costume (a destra, quasi “attirato” dalla parete verticale). Il profilo del braccio svelerebbe una bisettrice, dividendo l’addome in due spicchi. Il pittore Kandinsky ricorda che, dato un triangolo rettangolo, la diagonale armonica ha l’ipotenusa fra un vertice in alto a destra ed un vertice in basso a sinistra. Con tale inclinazione, la figura si percepisce in maniera più stabile (riposante). Il nostro occhio cadrà principalmente sui cateti. Nello scatto d’Elena, il braccio riprodurrebbe una diagonale armonica. Qualcosa che Kandinsky studiò pure fra le “freccette”. Il braccio d’Elena andrebbe a conficcarsi, ma tramite un’energia “moderata”, (dalla percezione “armonica” della sua inclinazione). Citiamo un’ode di Pessoa, per il quale nulla implorano le mani, già cose. Una persona senza vita, quantunque raccolta in se stessa, visivamente ci pare solo materiale. Pessoa aggiunge che le labbra immote non convincono più, e che forse, il sorriso con cui amavamo può imbalsamare. Nello scatto d’Elena, esteticamente la luce avvolgerà il corpo, arrivando sia davanti (rispetto all’addome), sia dietro (dopo la testa), sia a sinistra (sul seno), sia a destra (con l’inarcarsi della schiena). Qualcuno immaginerà che la modella sorrida… Certo il suo corpo si farà “imbalsamare” dalla luce. Pessoa ha scritto che le labbra immote appartengono all’afa sotterranea dell’umida terra imposta. La fotografia d’Elena si percepisce più positivamente. La sua bocca abbozzerà un sorriso, e la “pesantezza” dello sfondo nero a sinistra “si riscalderebbe” nelle mani, con una fiamma di luce già “rivitalizzante”. Ma la fenomenologia dell’imposizione può valere! Pare che la luce rivitalizzante paradossalmente vada ad “ammanettare” Elena. Là, in chiave simbolica vale la visione “riposante” della diagonale sul braccio. Le mani si raccolgono all’altezza del ventre. Noi ne percepiremmo un ingrossamento? La fotografia così avrà il simbolismo della maternità. Il nascituro sempre “ammanetterebbe” il ventre che lo nasconde, “stringendo” per uscirne. Di certo, alla madre noi riconosciamo “l’onore” d’armonizzarsi sul figlio.

Elena Galliano - Fabio Mercanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia consultata:

W. KANDINSKY, Punto linea superficie, Adelphi, Milano 2005, pp. 131-171
F. PESSOA, Fantasie di interludio, Passigli Editori, Firenze 2002, p. 189

 

 

 

Nota biografica sugli artisti recensiti:

 
La modella Elena Galliano è torinese. Sempre lei ha bisogno di sentirsi libera, contro gli equilibri più instabili e favorendo al massimo la sua creatività. Anche per questo Elena ci ricorda d’essere soprattutto una ballerina. Lei entrò nel mondo dello spettacolo apparendo in campagne pubblicitarie e programmi televisivi. In genere Elena piace in quanto simpatica, autoironica, determinata. Lei è apparsa su CentoVetrine, Donnavventura, Ciao Darwin. Elena ha poi lavorato da conduttrice, per i canali di Sky, soprattutto nel mondo del calcio. Lei è stata protagonista di alcuni reality-show (come Appuntamento al buio, Tamarreide, Tacco 12). Elena ama anche recitare, sia in teatro sia per i cortometraggi. Di recente, lei ha coronato il sogno d’entrare in Rai, conducendo un programma prima sulla danza (La danza per tutti) e poi sulla cultura (Generazioni alla prova).

 
https://it-it.facebook.com/ELENAGALLIANOBLEMA

 
Il fotografo Fabio Mercanti è nato nel 1979, e lavora a Bastia Umbra (PG). Egli ha studiato alla NUCT di Roma. Ora Fabio lavora come fotografo, presso l’agenzia pubblicitaria Gruppo Bento. I suoi scatti sulla donna già sono stati messi in mostra.

 
www.gruppobento.com

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