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Friday, “il calciatore più forte che non avete mai visto”

di Eugenio Petrillo

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La storia del calcio ci ha da sempre regalato personaggi che affiancano al loro immenso talento la più grande sregolatezza.
Il nome simbolo di questo tipo di calciatore è senza dubbio il nord-irlandese George Best, poi si passa al “Pibe de oro” Diego Armando Maradona, poi ancora Erik Cantona e i talenti dei giorni d’oggi come il bad boy italiano Mario Balotelli.
Ma noi in questa rubrica parleremo di un calciatore che in pochi, quasi nessuno, conosce: l’inglese Robin Friday.
Gli esperti che lo conoscono lo considerano “il più forte calciatore che non avete mai visto“.

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Robin Friday nacque ad Acton, nella periferia ovest di Londra, in una casa popolare nel luglio del 1952.
Sin da piccolo fu un ragazzo problematico: andava male a scuola e successivamente anche nel lavoro.
Nonostante ciò mostrò un enorme talento calcistico. A 12 anni iniziò la sua carriera nelle giovanili del Crystal Palace, poi nel Queen’s Park Ranger (QPR), poi nel Chelsea ed infine nel Reading.
La sua bravura però venne messa in secondo piano dal suo carattere complicato che non gli permise di sviluppare le sue doti calcistiche.
Verrà messo in riformatorio dopo essere stato colto mentre commetteva un furto e qui ha affinato ancora di più il suo talento e il suo fisico.
Uscito dal riformatorio mise incinta una ragazza di colore – Maxime – e venne ingaggiato da una squadre semi-dilettante del Walthamston Avenue ottenendo lo stipendio irrisorio di 10 sterline a settimana.

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L’esperienza nella sua prima squadra non durò molto – anche se segna all’esordio entrando a partita in corso – in quanto mettendo in mostra il suo talento di alcolista, drogato e donnaiolo.
Nel 1971 l’Hayes lo ingaggiò triplicandogli lo stipendio ma anche qui farà parlare di sé più per i fatti fuori rispetto a quelli dentro al campo. 
Dopo aver rischiato la vita sul posto di lavoro – per arrotondare il suo misero stipendio lavorava in cantiere – ritornò in campo e sfoggiò la sua netta superiorità.
Continua però a mostrare anche il peggio di sé, si racconta di una buffa e bizzarra storia: l’Heyes iniziò una partita in 10 uomini perché Friday era al pub dello stadio completamente ubriaco. Quando arrivò – a pochi minuti dalla fine – entrò in campo in un pessimo stato tanto da essere completamente ignorato dai difensori avversari. Quest’atteggiamento difensivo però costerà caro ai rivali: prese palla e segnò il gol vittoria per l’Hayes.
Sono note altre storie di Friday in questa squadra, come per esempio l’aggressione all’allenatore avversario e il record di sette espulsioni stagionali. Tuttavia era sempre superiore – calcisticamente parlando ovviamente – a tutti.

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Passò dunque al Reading, scalando così categorie su categorie.
I primi allenamenti furono difficili e venne messo tra le riserve dove darà spettacolo mentre la prima squadra arrancava in fondo alla classifica.
Alla luce di questa situazione il mister si convinse a riportarlo tra i titolari e non sbaglierà: Robin Friday segna gol su gol e diventa l’idolo dei tifosi.
Il suo comportamento fuori dal campo però non migliora e l’inglese continuò la sua vita da non professionista.
Rissoso nei pub – si racconta che una volta si tolse il cappotto e sotto era completamente nudo – e confusionario in casa – amava ascoltare a tutto volume canzoni heavy metal sotto l’effetto di LSD durante la notte tenendo così sveglio l’intero vicinato.

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Dopo due stagioni altalenanti – si alternavano prestazioni superlative ad altre inguardabili – riuscì a trascinare il Reading ad una storica promozione in terza categoria segnando la bellezza di 20 reti.
Il gol più bello fu uno in rovesciata da 30 metri il quale stupì tutti.
Per festeggiare la promozione baciò in bocca un poliziotto ma poi affermò di essersene pentito in quanto lui “odiava” le forze dell’ordine.
Dopo la festa si sposò con Liza – nel frattempo aveva divorziato dalla precedente moglie – in un matrimonio tutto in stile Friday: rissa tra gli invitati sotto l’effetto di cannabis, e furto di regali tra cui scatole piene di marijuana.
Venne scaricato dal Reading e approdò al Cardiff City in seconda divisione.
Subito si face arrestatare in stazione per aver viaggiato senza biglietto e la notte prima dell’esordio si dice che scolò una dozzina di pinte di birra.
All’indomani ridicolizzò una delle colonne difensive della storia del calcio inglese Bobby Moore segnando una doppietta e strizzandogli i testicoli per “esultare”.
Continuò la sua stagione nel Cardiff tra risse con avversari, compagni e sconosciuti nei pub, svenimenti in hotel e altri disastri. Provò a chiedere al Reading di ritornare a casa ma gli venne negata questa possibilità.
Il Cardiff lottò per la salvezza e in una delle ultime partite della stagione contro il Luton – che viaggiava in acque ben migliori – Robin Friday sfoggiò ancora una volta la sua bravura: il match è duro e nervoso e il nostro talento colpisce con una scarpata il portiere avversario, si scusa ma l’estremo difensore gli nega la stretta di mano. Friday si fa forza, ruba palla al difensore e insacca la palla in rete: nell’esultanza si gira verso il portiere e face segno V con la mano in segno di vittoria.

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La stagione successiva sarà da incubo: resterà a lungo fuori per un virus di cui nessuno riuscì a capire le vere cause.
Ritornò contro il Brighton & Hove Albion e venne espulso dopo una scarpata in faccia a Mark Lawrenson. Uscì così dal campo e si diresse immediatamente nello spogliatoio avversario e defecò nella borsa del rivale.
A sopresa al termine della stagione 1977/78 all’età di soli 25 anni annunciò il suo ritiro dal calcio.

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Tornò a Londra dove poté condurre la vita come voleva lui, divorzia per la seconda e terza volta. Si drogò e si ubriacò come se non ci fosse un domani e declinò offerte che gli arrivano dal Brendford e dal Reading.
Alternò la vita in una casa popolare a quella in carcere fino a che non venne trovato morto il 22 Dicembre del 1990.
La storia di Robin Friday va raccontata perché aveva molto più talento di tantissimi altri. Eppure non ha mai giocato nella prima divisione, non ha mai sollevato nessun trofeo e non verrà mai ricordato per quello che ha fatto in campo.
Un talento dunque frenato solo dal suo carattere impossibile e un campione inespresso per volere suo.
Lui è voluto diventare “il più forte calciatore che non avete mai visto”, Robin Friday.

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