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Storia di un campione…che verrà

di Eugenio Petrillo

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Felipe Anderson

Siamo nel distretto di Santa Maria, Brasilia, capitale brasiliana e qui, nell’aprile del 1993, nasce un ragazzo che dopo 21 anni farà parlare di sé. Questo ragazzo è Felipe Anderson Pereira Gomes, da tutti conosciuto semplicemente come Felipe Anderson. Come ogni ragazzo brasiliano che si rispetti il giovane Felipe inizia l’attività calcistica all’età di soli 7 anni nell’Associação 14 Companhia de Polícia Militar Independente (CPMIND), squadra del distretto in cui vive, e da qui comincia la sua carriera. Dal 2000 al 2006 si trasferisce al Federal F.C. per poi accasarsi al Sport Clube Recreativo Gaminha F.C.
Migliorando di giorno in giorno, Felipe Anderson inizia a giocare per squadre ben più importanti: prima al Coritiba ed infine arriva al top del calcio carioca, il Santos, la squadra che fu di Pelè. Nel Santos trova il ruolo ideale per le sue caratteristiche fisiche: il trequartista.

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Felipe Anderson ha già un fisico estremamente longilineo che gli permette di essere un velocista come pochi altri. Ha il pregio – e non è mica poco – di essere ambidestro, molto tecnico e il suo punto di forza, oltre alla corsa, è il dribbling secco sui difensori. Il suo movimento preferito è quello in verticale, si inserisce perfettamente negli spazi mettendo in difficoltà tutta la retroguardia avversaria ed infine è dotato anche di un ottimo piede.

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A soli 17 anni Felipe Anderson lascia le giovanili  esordisce nella prima squadra del Santos. Qui alterna ottime prestazioni ad altre meno buone: dal 2010 al 2013 colleziona 100 presenze segnando infatti solamente 9 gol. Durante la sua esperienza nel campionato carioca, viene notato però dagli osservatori della Lazio e successivamente – nei primi giorni del calcio mercato estivo 2013 – viene acquistato dalla società biancoceleste.

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L’avventura nella squadra romana non inizia affatto bene, pochissimi minuti giocati e prestazioni alquanto sotto le aspettative. Fa il suo esordio con la maglia della Lazio nei minuti finali di una partita di Europa League contro il Trabzonsor, mentre in Serie A mette piede nel rettangolo di gioco dal primo minuto qualche giorno dopo la partita nell’ex Coppa Uefa.
Felipe Anderson continua a non sorprendere nessuno, né società, né mister Vladimir Petkovic, né tanto meno i supporters biancocelesti. La sua prima stagione con la Lazio finisce con 20 presenze e solamente un gol… davvero troppo poco per un giocatore del suo potenziale calibro.

Lazio - Genoa

Trova il suo primo gol in Serie A solo a dicembre dell’anno successivo nella vittoria per 2 a 1 all’Ennio Tardini contro il Parma. Quel giorno di dicembre – poco prima del mercato invernale che gli sarebbe potuto costare un trasferimento e il più totale fallimento alla sua prima grande occasione nel panorama del calcio che conta – Felipe Anderson ha deciso di non fermarsi più e mettere piede nell’Olimpo dei grandi campioni della Serie A e del calcio europeo.

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Nella stagione 2014/15 – per ora – il neo campione classe ’93 ha segnato la bellezza di 10 gol in 25 partite (1 gol in 3 partite di Coppa Italia). Cifre da capogiro se poi consideriamo la qualità espressa dal giocatore brasiliano da dicembre in poi. Ora è davvero un pezzo pregiato della squadra di Pioli ed è diventato l’oggetto del desiderio dei top club italiani, ma sopratutto di quelli europei. Insomma Claudio Lotito ha una bomba ancora non del tutto esplosa in casa. L’età è dalla parte del giocatore, può solo migliorare e , se è già davvero spaventoso ora, figuriamoci cosa sarà all’apice della sua crescita.
Ogni appassionato è in attesa di quel fatidico giorno, nella speranza che il calcio italiano si possa gustare ancora a lungo questo Fenomeno! 

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