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Il genio dopo la soglia aspirata – Genius after an inhaled threshold

di Paolo Meneghetti

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Per il poeta Pessoa, l’uomo di genio vedrebbe le cose nella loro semplicità più assoluta. Egli ad esempio entrerà in una stanza, e proverà interesse per la “banalissima” maniglia. Anche là per il genio si celerà un mistero. Basta chiedersi perché esistano le diverse cose nel mondo; naturalmente questo funge da insieme maggiore per la banalissima maniglia. L’universale si percepisce nella sua semplicità. Ma bisogna meravigliarsi del mondo, per cercarne la conoscenza. La fotografia di Laurielle è in bianconero. Pare che lei si concentri, girando la maniglia d’una finestra. Le tendine quasi sarebbero state “divelte” (complice la sovraesposizione della luce). Simbolicamente, Laurielle avrà la volontà di guardare ben oltre la mera realtà. Il genio si percepisce “aspirando” la semplicità delle cose. A lui riesce la sintesi fra le “vie di fuga” dei particolari (complicati l’uno nell’altro). La fotografia di Laurielle ha più elementi “ad aspirarsi”: la finestra dal telaio “a tasti”, la tendina dalle pieghe chiaroscurali, le perline sulla “risacca” del petto.

According to poet Pessoa, a genius man would see the things in their most absolute simplicity. He for example will enter in a room, and he will be interested in the “very banal” handle. Even there according to genius man a mystery will be hidden. We only will have to ask why in the world different things exist; of course that seems a superior set for the very banal handle. The universal is perceived in its simplicity. But we need to wonder at the world, trying to know it. The Laurielle’s photography has the black and white. It seems that she is concentrated, turning the handle of a window. The little curtains almost would have been “wrecked” (complicit the light in overexposure). Symbolically, Laurielle will want to look absolutely beyond the mere reality. The genius is perceived “inhaling” the simplicity of things. He is able to summarize the “ways of escape” of particulars (complicating each other). The Laurielle’s photography has more elements “inhaling” themselves: the window with a frame “by keys”, the little curtain with folds in black and white, the beads on an “undertow” of the chest.

Laurielle Haze - Philipp Morozov

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

F. PESSOA, Il libro del genio e della follia, Mondadori, Milano 2012

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

La modella e fashion blogger Laurielle Haze è francese. Le piace autoproclamarsi La Lolita dalla “Valle delle Bambole”. Lei occasionalmente visiterà il mondo degli uomini. Nello specifico, La Lolita dalla “Valle delle Bambole” sarebbe nata negli anni ’50, per vivere negli anni ’60. Laurielle ama le canzoni rap e le margherite. Lei porta gli occhiali da sole, le croci, i calzini alti.

The model and fashion blogger Laurielle Haze is French. She likes to proclaim herself as The Lolita from the “Valley of Dolls”. She occasionally will visit the human world. Specifically, The Lolita from the “Valley of Dolls” would be born in the 50’s, to live in the 60’s. Laurielle loves rap songs and the daisies. She wears sunglasses, crosses, high socks.

www.the-freckled-doll.blogspot.fr

Il fotografo Philipp Morozov è russo. Egli lavora fra Mosca e Londra. Philipp è anche regista, sia di cortometraggi sia di video musicali. Egli aveva studiato Media, Immagine e Comunicazioni presso il Goldsmiths College di Londra. Esteticamente, a Philipp interessa molto lavorare come colorista (così da avvinarsi al mondo del cinema).

The photographer Philipp Morozov is Russian. He works between Moscow and London. Philipp is also a director, both for short films and for music videos. He studied Media, Image and Communications at Goldsmiths College in London. Aesthetically, Philipp is very interested to work as colorist (so reaching the world of cinema).

www.philippmorozov.com

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