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Avere le vertigini sul tamburo – Having the dizziness on a drum

di Paolo Meneghetti

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Nel libro Sentimento del tempo, il poeta Ungaretti è ispirato dalla Roma barocca, tramite le sue rovine. Per lui, il Colosseo diventava un enorme tamburo, dalle orbite senza occhi. Roma, la città eterna, avrebbe dovuto rifiorire magicamente, nei secoli. Qualcosa che il Barocco voleva giustificare persino esteticamente. Lì si percepiva l’horror vacui. Ammucchiati fra di loro, gli elementi della figurazione dovevano “rifiorire”, così da vincere le rovine del tempo. Il Colosseo poteva risuonare, ma paradossalmente dal vuoto di sé (come dentro la spirale d’un buco nero, nello Spazio). Nella sua fotografia, Benedetta posa in piedi. Lei si trova a Roma, innanzi al Colosseo. Anche la gonna cadrebbe “in rovina”. Molto pesante da percepire, quella sarebbe sventrata nei propri “mattoni”. Le arcate sopraccigliari s’adombrano, mentre la mano sinistra impugnerebbe una tasca “a scalpello”. Dunque Benedetta si percepirà nell’horror vacui che “rifiorisca”? Ci sono “le orbite” oscurate degli occhi, ma pure quelle scheggiate sulle spalle. Le seconde quasi “inseminerebbero” le prime. La tasca “a scalpello” andrà a “tambureggiare” sulla gonna. Il rientro “scheggiato” delle spalle dona alle braccia sia la testa sia la codetta d’una nota musicale.

In his book The sentiment of the time, poet Ungaretti is inspired by Rome in Baroque, through its ruins. According to him, the Coliseum became an enormous drum, with own orbits without eyes. Rome, the eternal city, would have been reflourished, magically, over the centuries. Something that Baroque wanted to justify even aesthetically. There we perceived the horror vacui. Piled each other, the figurative elements had to “bloom again”, so to win the ruins of time. Coliseum could resound; however paradoxically by the vacuum of itself (as inside the spiral of a black hole, in Space). In her photography, Benedetta poses standing. She is in Rome, in front of the Coliseum. Even the skirt would “go to the dogs”. That is very heavy to be perceived, and would be sliced in own “bricks”. The eyebrow arches darken, while the left hand would grip a pocket “as a chisel”. So will Benedetta be perceived in the horror vacui which “reflourishes”? There are the darkened “orbits” of eyes, but also the chipped “orbits” on the shoulders. The second elements almost “would inseminate” the second elements. The pocket “as a chisel” will go to “drum on” the skirt. The shoulders “chipped” curving inwards give to the arms both the head and a codetta of a musical note.

Benedetta Frucci - Liselotte Fleur

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

G. UNGARETTI, Vita d’un uomo: tutte le poesie, Mondadori, Milano 2005, pp. 529-536

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

La modella italiana Benedetta Frucci nasce a Siena. Attualmente lei vive a Roma, e sta per laurearsi in Giurisprudenza. Benedetta ha cominciato a posare “per gioco”, salvo poi vincere un concorso per diventare la testimonial del marchio Fruscio. Ora lei è modella per grandi case di moda e stilisti emergenti. Nella fotografia di Liselotte Fleur, Benedetta indossa gli abiti del talentuoso designer Jacopo Teodori.

The Italian model Benedetta Frucci was born in Siena. Actually she lives in Rome, and she is going to take her degree in Jurisprudence. Benedetta began to pose “by coincidence”, but then winning a contest to become the testimonial for Fruscio brand. Now she is a model for great ateliers and emerging stylists. In the shoot of Liselotte Fleur, Benedetta wears the clothes of talented designer Jacopo Teodori.

http://bfruccifb.wix.com/benedettafrucci

La fotografa olandese Liselotte Fleur nasce nel 1991. Lei ha studiato prima all’Accademia “Willem De Kooning” di Rotterdam, poi a Milano. Liselotte come fotografa lavora nel campo dei redazionali fashion e del ritratto alle modelle. Lei esteticamente è affascinata dalla perfezione, dalla luce diurna, dalle situazioni impreviste. A Liselotte piace lavorare col team più creativo, sia in studio sia in esterna.

The Dutch photographer Liselotte Fleur was born in 1991. She studied before at “Willem De Kooning” Academy in Rotterdam, then in Milan. Liselotte as photographer works in the field of fashion editorials and for portraits of models. She is aesthetically fascinated by the perfection, the daylight, the unxpected moments. Liselotte likes to work with the most creative team, both in studio and outside.

www.liselottefleur.com

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