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You cannot be serious! Elogio alla follia nel tennis

di Roberto Rossi

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Sono tante le caratteristiche che deve avere un tennista al giorno d’oggi per poter anche solo sperare di diventare un campione. Sicuramente è indispensabile il talento per questo sport, accompagnato da un’immensa passione e ad una preparazione fisica che ormai deve rasentare la perfezione se un giocatore vuole diventare il migliore in questo sport. Dal mio punto di vista però è essenziale un’altra caratteristica per sfondare in questo mondo, ma soprattutto per rimanere impressi nel cuore degli appassionati: la follia.

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E’ una caratteristica che rende indimenticabile un tennista: o lo si ama o lo si odia proprio a causa del suo essere genio e allo stesso tempo sregolatezza, e il signore nella fotografia poco sopra ne è un esempio lampante. John Mcenroe è uno dei tennisti più vincenti della storia del tennis: ha vinto tre volte il torneo di Wimbledon, quattro volte gli Us Open, è stato numero uno del mondo e ha vinto cinque volte la Coppa Davis con gli Stati Uniti, insomma ha vinto quasi tutto quello che c’è da vincere per un tennista. Ma anche se non avesse vinto tutto ciò, John non sarebbe mai stato dimenticato da nessuno di noi, perchè ogni volta che scendeva in campo eravamo sì impazienti di vederlo giocare, ma anche sotto sotto speravamo di vedere una delle sue famigerate scenate contro l’arbitro, il pubblico, il cielo o qualsiasi altra cosa gli passasse per la testa in quel momento. Mac però è uno dei rarissimi esempi di come una follia così grande si conciliasse anche con dei risultati eccellenti nel mondo tennistico. Altri folli, purtroppo per loro, non sono riusciti e non riescono ad avere questi risultati proprio a causa della loro follia, che li perseguita tarpandogli le ali.

I due personaggi nelle foto sono al giorno d’oggi secondo me gli esempi perfetti della follia eccessiva, ma che personalmente adoro. Fabio Fognini e Ernests Gulbis sono due dei tennisti con maggiore talento all’interno del circuito ATP, ma affianco ad un talento sconfinato si trova una follia altrettanto sconfinata. Per quanto riguarda il tennista ligure, le sue scenate in campo sono ormai famosissime e article-2650691-1E8738A600000578-605_634x487purtroppo sono proprio questi cali di concentrazione durante i match che non gli hanno fatto fare il definitivo salto di qualiSONY DSCtà portandolo tra i migliori tennisti al mondo. Per Gulbis bisogna fare un discorso diverso, perchè il tennista lettone fa sì scenate durante i propri match, ma, a detta di tutti gli esperti, ciò che gli impedisce di compiere il definitivo salto di qualità è la sua poca professionalità: si impegna poco, si allena quando capita, e adora divertirsi ( infatti spese in una sola sera al casinò tutto il montepremi guadagnato al Roland Garros di quest’anno!). Insomma due ragazzi talentuosissimi, con una follia sconfinata che, al contrario di Mcenroe, purtroppo non permette loro di compiere il definitivo salto in classifica che entrambi meriterebbero per il loro talento.

Credo però che questi esempi vi stiano leggermente sviando dal significato che secondo me la follia assume nel mondo del tennis: la follia secondo me è magia. Ogni volta che uno di questi campioni esegue un colpo straordinario, vince un match epico, o porta a termine uno scambio infinito si può vedere la magia nell’aria, la magia di questo sport, ma soprattutto si può capire quanto questi atleti siano folli anche solo a pensare di compiere gesti del genere. Il mio discorso vi potrà sembrare assurdo re comprendo il vostro stupore, ma forse il modo migliore per spiegarmi e mostrarvi quello che intendo. Quindi chiedo aiuto aiuto al Re, Roger Federer. Guardate il video qui sotto e ditemi se questa non è follia.

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