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Cavallina: quando una valle si fa birra

di Claudio Carminati

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CavallinaLa “Cavallina” deve il proprio nome alla bella vallata prealpina in cui viene prodotta. Se non ci siete mai stati e vi trovate nei dintorni di Bergamo, vi consiglio caldamente una visita da quelle parti: troverete gente accogliente, un bellissimo lago, panorami suggestivi e ottime birre.  Sarebbe riduttivo, però, dire che si tratti di un semplice omaggio al territorio: quel nome racconta di questa ale velata e paglierina molto più di quanto si potrebbe credere.

Vegani e vegetariani stiano tranquilli, con questo non voglio dire che nella ricetta ci siano ingredienti di origine equina, ci mancherebbe. Il fatto è che, messa alla prova, la Cavallina dimostra di saper trottare con facilità estrema: una falcata sciolta e rotonda che senza incertezze la fa scivolare via dal bicchiere. Il merito va a Renato Carro – mastro birraio e proprietario del Birrificio Valcavallina – che ha saputo domarne la bizzarra indole anglosassone con una maltatura armoniosa e dosando i luppoli con gentilezza.

Già versandola appare evidente come il legame della Cavallina con la zona d’origine non si esaurisca nel nome. Dalla schiuma candida, compatta e persistente si leva infatti un profumo delicato e piacevolmente erbaceo, in cui ritrovi l’aroma garbato del fieno ancora fresco che nei pascoli della vallata matura lentamente al sole. Difficile non lasciarsi incuriosire da un aroma così singolare: e allora assaggiamola, e vediamo che succede.

Succede che in bocca prevalgono dapprima sentori mielati – chi scrive ci ha trovato anche una fine componente di pere sciroppate, ma forse è solo autosuggestione – cui subentrano con gradualità le stesse impressioni erbacee che avevano sedotto il naso: abbandoniamo ogni pudore e azzardiamo pure il paragone con erbe di campo e radicchio selvatico. Il tutto avviene in modo fluido, senza scossoni: come detto, alla Cavallina piace trottare, e lo fa anche nel finale, in cui ad libitum riecheggiano prolungate note maltate.

La vogliamo far passeggiare tutta sola questa docile puledra? Beverina com’è, la Cavallina in effetti si gusta con soddisfazione anche lontano dai pasti, con gradimento crescente man mano che ci avviciniamo – forse – alla stagione calda. Per ritrovare la stessa gamma aromatica potete comunque provare ad accompagnarla con i formaggi – buoni davvero anche quelli, ve lo assicuro – della vallata, oppure con pesci grassottelli come quelli che abitano il Lago d’Endine, che si sdraia pittoresco proprio dirimpetto al birrificio.

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