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Go Down Goes Underground: di cosa si tratta

di Ilaria Virgili

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La Go Down Records è una famiglia.
I legami di parentela che la caratterizzano sono fatti di produzioni discografiche, studio di registrazione, tecnici, distribuzione dischi, organizzazione concerti, promozione in Italia e in Europa. Nei vasi sanguigni dei familiari scorrono garage, stoner, psichedelia, rock and roll. La famiglia è tenuta unita da un interminabile e indescrivibile sentimento. Quale? «È la passione», risponde sempre Leonardo Cola, fondatore dell’etichetta insieme a Max Ear, quando gli si chiede di parlare delle attività della Go Down o del Sidro di Savignano sul Rubicone, il live club più attivo della bassa Romagna, situato esattamente sotto la sede dell’etichetta, la sala prove e lo studio di registrazione. La stessa passione che ha generato la nascita della Go Down Records 10 anni fa, e che mantiene vivissima ed altrettanto vegeta questa famiglia, nonostante i tempi che cambiano, i supporti che mutano, le risorse che mancano.

go downIn perfetta linea con la passione e vocazione dell’etichetta, di conoscere e promuovere buona musica, si colloca la sua ultima iniziativa in ordine di tempo: Go Down Goes Underground, un concorso che mette in palio la produzione del disco d’esordio da parte della Go Down Records a una band o artista emergente che, in quanto tale, non ha mai avuto in precedenza lavori editi da etichette discografiche. Lo scopo del concorso, oltre a conoscere nuovi gruppi affini all’attitudine e allo spirito che muovono la Go Down Records, è tornare a fare una cosa molto umana: recuperare il contatto con la realtà.
Decine di mail e messaggi quotidiani arrivano alla casella di posta elettronica dell’etichetta. Molti di questi sono spediti da band che si propongono all’etichetta, non conoscendone la realtà, il contesto, lo spirito e i generi musicali che tratta in maniera privilegiata. Le difficoltà dei giovani musicisti, inesperti e privi di sufficienti risorse, di trovare spazi e di farsi conoscere, e le difficoltà dell’etichetta, che fatica a valutare e barcamenarsi in tale proposta sempre più ampia e meno mirata, creano un cortocircuito. Da qui, la necessità di dare una regola alla quantità di note musicali e biografiche, e darsi un metodo di approfondimento, allo scopo di scavare nella giusta direzione per raggiungere l’underground.
Nasce così il concorso, che sin dal principio prevede un piccolo sforzo: andare a conoscere di persona la famiglia Go Down. Per iscriversi, infatti, i musicisti sono chiamati a portare il loro demo di almeno quattro canzoni inedite ad una tra le Go Down Nights – serate in cui suonano artisti dell’etichetta, abitualmente organizzate in territorio nazionale – individuate appositamente per questo scopo. Le prossime occasioni utili per iscriversi a Go Down Goes Underground saranno domenica 20 aprile, al Sidro Club, in occasione del concerto dei Lords of Altamont, con The Clamps a supporto, e la sera successica al Maximum Fest di Sant’Alberto di Zero Branco (Treviso), con lo stesso programma. A seguire, una data a Torino e una a Milano ancora da definire.
Data la concentrazione di date al nord, viene data possibilità ai gruppi provenienti dall’Italia centrale e meridionale di iscriversi inviando via posta il proprio demo di almeno quattro brani inediti, entro il 30 aprile.

Foto di Pietro Bondi http://pietrobondi.blogspot.it/

Il Sidro Club in una foto di Pietro Bondi http://pietrobondi.blogspot.it/

Le modalità del concorso prevedono che, tra tutti coloro che avranno presentato la domanda, verranno selezionati dieci band o artisti che accederanno alla selezione live finale del concorso presso il Sidro Club di Savignano sul Rubicone. Infatti, parte fondamentale di quel recupero del contatto con la realtà di cui sopra, è conoscere gli artisti davvero, dal vivo, sul palco, nella realtà più vera della loro attività. E in maniera del tutto naturale, il luogo prescelto per le esibizioni è il Sidro Club. Qui sono passati i Fuzztones, ho visto gli Arbouretum elettrizzarsi davanti a un vecchio manifesto di un concerto degli Hormonauts, Umberto Palazzo debuttare come produttore discografico, e giovanissimi dalle grandi speranze e aspettative. 
Sempre qui, una giuria formata dallo staff della Go Down Records sceglierà la band o l’artista che registrerà un album al Go Down Studio, e lo pubblicherà attraverso Go Down Records.  Importante precisare anche che tutti i selezionati al concorso parteciperanno con un brano alla compilation stampata in vinile titolata come il contest stesso, “Go Down Goes Underground: Collection”.
Inoltre, in questo modo si entra a far parte in maniera innegabile e non rinnegabile della famiglia Go Down. Ma questa non è l’unica ed esclusiva modalità per farlo. Come tengono a precisare Leonardo e Max, esistono quattro semplici norme per entrare a far parte della famiglia:
«You must own at least one record by Go Down Records (e-mule downloads DO count);
you must like at least one record by Go Down Records;
you must loathe at least one record by Go Down Records.
You must love good music».

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