Rubriche

Olga si toglie il cappello innanzi “all’ola” dell’Universo – Olga takes her hat off to the “ola” (mexican wave) of Universe

di Paolo Meneghetti

Pubblicato il

Lo scrittore Elemir Bourges, nel libro denominato La nef, immaginava che di notte, più sfere colossali s’attirassero l’una con l’altra. L’Universo andava percepito in chiave sempre forsennata. Le sfere colossali, attraendosi, finivano a roteare. Nel libro La nef, Bourges cita il mito di Bellerofonte. E’ l’eroe greco che, in groppa al cavallo alato Pegaso, riuscì ad uccidere la Chimera. Bourges immagina che Bellerofonte venga dal mondo in cui si torce il “serpente ardente” del fulmine. Qualcosa che avesse acceso l’elmo bronzeo del guerriero, incollandolo al cervello “ribollente”. Tornava la suggestione estetica delle sfere in rotazione, di tipo universale. Gli occhi dell’eroe Bellerofonte sarebbero schizzati come le orbite. Per il filosofo Bachelard, è la fenomenologia estetica d’un possibile urano-tropismo. In questa fotografia, la modella Olga ci guarda con un’aria apparentemente fra il sorpreso e lo stizzito. Si vede molto il braccio, che configura una sorta di rombo, contro il fianco. La schiena potrebbe inarcarsi, se non altro tramite la complicità del volto, che sembra in rotazione. Tutta la pregnanza del gomito (urtante il nostro sguardo!) sarà bilanciata dal riflesso luminoso, lungo il fianco. Adoperando uno specchio, innanzi all’inquadratura, il fotografo favorisce la percezione rotante del busto. Ma recuperiamo la suggestione estetica di Bourges, su Bellerofonte. I “giochi” sullo specchio visualizzano l’incrocio di più “sfere”. Immaginiamo che il busto si doti d’una “corazza”. Vale la grande “pesantezza” percettiva della configurazione a rombo. Là, il gomito fungerebbe da visiera, aprendo una calotta “a coppo” (intersecando le “sfere riflettenti”). Più in generale, quando la triangolazione del braccio ha la mano sul fianco, pare l’avvisaglia d’un piccolo “nervosismo”. Qui però “l’elmetto”… della testardaggine è stato calato (fra il gomito ed il fianco), svelando la bellezza del volto, sempre piacevole da vedere.

The writer Elemir Bourges, in his book called La nef, imagined that at night, some colossal spheres were attracted each other. The Universe had to be perceived in a key always frantic. The colossal spheres, being attracted each other, ended to rotate. In the book La nef, Bourges mentions the myth of Bellerofont. He’s a Greek hero who, riding the winged horse Pegasus, was able to kill the Chimera. Bourges imagines that Bellerofont comes from a world where the “ardent snake” of lightning is twisted. Something that lit a bronze helmet of the warrior, gluing it on “boiling” brain. The aesthetic suggestion of spheres in rotation (in a universal way) returned. The eyes of hero Bellerofont would be squirted as the orbits. According to philosopher Bachelard, it’s the aesthetic phenomenology of a possible uranus-tropism. In this photography, model Olga watches us having an air apparently between the surprised and the grumpy. We well see the arm, which configures a sort of rhombus, against the side. The back could arch, at least through the complicity of face, which seems in rotation. All the importance of elbow (bumping into our look!) will be balanced by bright reflection, long the side. Using a mirror, in front of framing, the photographer favours the rotating perception of bust. However, we recover the aesthetic suggestion of Bourges, about Bellerofont. The “effects” on mirror show a crossing of some “spheres”. We imagine that the bust gifts with an “armour”. It’s important the great “heaviness” perceiving the configuration of rhombus. There, the elbow would function as a visor, opening a spherical cap “in roof tile” (where the “reflective spheres” are intersected). More in general, when the triangulation of arm has the hand on a side, it seems a first sign of a little “irritability”. But here the “helmet”… of a stubbornness has been lowered (between the elbow and the side), unveiling the beauty of face, always pleasant to see.

 

Kalinina - Kvasov - Belonogova

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia consultata – Annotated bibliography:

G. BACHELARD, Psicanalisi dell’aria, Red Edizioni, Milano 2007, pp. 195-196

 

Nota biografica sugli artisti recensiti – Biographical sketch about the two artists:

The Russian model Olga Belonogova was born in 1990, in the Siberian city of Irkutsk. She has studied journalism and public relation at University. Olga likes to pose in photo sessions, for hobby. Now, she works as PR-specialist, having also new projects for a TV online. In her free time, Olga will continue to pose, as model.

La modella russa Olga Belonogova è nata nel 1990, presso la città siberiana di Irkutsk. Lei ha studiato giornalismo e pubbliche relazioni, all’Università. Olga ama posare nei servizi fotografici, per hobby. Ora, lei lavora come PR-specialist, avendo pure un nuovo progetto, per una TV-online. Nel suo tempo libero, Olga continuerà a posare, come modella.

The Russian photographers Ksenya Kalinina and Andrey Kvasov are the creative owners of White Studio. It opened in 2011, in the Siberian city of Irkutsk, having immediately an excellent success. Ksenya Kalinina and Andrey Kvasov take part together in their photo sessions. Always, they look for an interesting project. Before the opening of White Studio, Ksenya Kalinina was a top-manager in a big company, shooting only for hobby. But now she has become a very professional photographer. Ksenya Kalinina can be inspired by the cinema, the music and also the urban streets. Andrey Kvasov at the beginning was a model for photo sessions. Then, he tried to shoot, only for a personal pleasure. But now also Andrey Kvasov has become a professional. He likes to teach in his photo-school.

I fotografi russi Ksenya Kalinina ed Andrey Kvasov sono i due proprietari del creativo White Studio. Questo aprì nel 2011, presso la città siberiana di Irkutsk, riscontrando subito un eccellente successo. Ksenya Kalinina ed Andrey Kvasov lavorano assieme, nelle loro sessioni di scatti. Queste risponderanno sempre ad un interessante progetto. Prima d’aprire il White Studio, Ksenya Kalinina faceva la top-manager, presso una grande compagnia, scattando solo per hobby. Ma adesso lei è diventata una fotografa davvero professionale. Ksenya Kalinina può ispirarsi tramite il cinema, la musica e le strade cittadine. Andrey Kvasov all’inizio faceva il modello per le sessioni fotografiche. Poi, lui provò a scattare, solo per il piacere personale. Ma ora anche Andrey Kvasov è diventato un professionista. A lui piace insegnare nella sua scuola fotografica.

http://whst.ru/

http://andrewkvasov.ru/

 

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: