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“Ragazze è ora di diventare amiche!”

di Samanta Costantini

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sex-and-the-city-2-c Davanti ad una buona tazza di caffè e la brioche al miele alla bocca, una mia amica mi disse, in una soleggiata mattina di agosto: ”Samy da qualche parte ho letto che ogni relazione deve essere curata come una pianta. La pianta ha bisogno di acqua e a questo dovrai pensarci tu. Ma ha anche bisogno di aria e di luce del sole e in questi casi tu dovrai essere capace di farti da parte”. Mentre l’arietta marittima, mi accarezzava il viso e le canzoni di Pino Daniele aggiungevano quel tocco di pace e relax, alla dolcezza di Cioccolatitaliani, pensavo: ”Che bella frase, dovremmo ricordarcela tutti!” . Non avevo mai considerato le relazioni in questi termini. Soprattutto quelle tra donne. Guardavo la mia amica e riflettevo sulla fatica e, allo stesso tempo, sulla bellezza, che vi sono dietro i legami. Fatica perché quasi sempre confondiamo l’amicizia con rapporti simbiotici su cui scaricare tensioni, insicurezze, negatività. E bellezza perché l’intimità che si crea tra le donne è un qualcosa di straordinario. Magico. Quell’affidarsi, confidarsi, quel capirsi al volo, quel sostegno reciproco anche nei momenti più vulnerabili, è unico. Senza eguali. Oserei dire vitale, per noi, che a differenza degli uomini, abbiamo più esigenza di esprimere le nostre emozioni e di essere capite. Per questo le amiche sono importanti. Solo che spesso le concepiamo come cestini della spazzatura in cui buttare tutti i nostri pesi, pretendendo che sia sempre lì a nostra portata di mano quando ne abbiamo bisogno.

Quanto spreco di energia, quante arrabbiature inutili, crea questa sbagliata concezione di amicizia tra noi donne!
Io stessa ho fatto il diavolo  a quattro, e tutt’ora lo divento, quando sento che la mia libertà viene calpestata, e mi sembra di essere rinchiusa in un tribunale con un giudice, che sbatte forte il martello sul tavolo, urlandomi: ” Colpevole, colpevole, colpevole!”.  Perché, ne sono consapevole, noi donne siamo brave a fare ricatti morali, facendo suscitare sensi di colpa nell’altro.

Siamo quindi davvero capaci di costruire amicizie sane? E se lo siamo, perché ci arrabbiamo, come “Fidanzatine-amorose- capricciose tu tu da da”, quando non sentiamo o non vediamo per troppo tempo un’amica? Perché non poter considerare l’amicizia come una più semplice condivisione di esperienze, di uscite, di chiacchiere, come fanno gli uomini? Forse perché siamo più selettive?
A pensarci bene, giriamo sempre a gruppetti di due, tre, fateci caso. (Quando nei gruppi  ci sono più di tre, quattro, donne, di solito, ci sono anche in mezzo tanti sparlottamenti reciproci. Forse non è ben chiaro che le confidenza fatte da una, non devono essere raccontate ad un’altra). Tra donne o c’è intimità o c’è competitività. La via di mezzo è praticamente inesistente. O ci amiamo o ci odiamo o non sappiamo proprio che esista. Tanto vero che lo scrittore Alphonse Karr, scrisse, addirittura: ”L’amicizia tra due donne comincia o finisce per essere un complotto contro una terza”. Citazione che mi rizza i peli solo a riscriverla! (Anche se mi sono depilata. Mi viene fuori la ricrescita.)
Troppe amicizie femminili poi sono anche difficili da gestire, perché si creano gelosie sulle preferenze. E perché riuscire a mettere d’accordo tutte su cosa fare richiede una vera e propria esperienza da pr. (Potrebbero inventare una nuova figura professionale in effetti: “Pr per giovani-amiche”. Farebbero soldi, il costo però è un esaurimento nervoso. A voi il bilancio).

È un duro lavoro, a volte essere amiche, ecco perché le donne tendono, col passare degli anni, a restare senza amicizie, mentre i fidanzati hanno amici che si portano dietro dall’infanzia. Non c’entrano le distanze fisiche, o temporali. C’entra la nostra permalosità e possessione, emozioni che lasciamo esplodere come missili, almeno finché non si matura, o tutte hanno il moroso. In questo caso, infatti, cessano i battibecchi e le colpe, le ansie e le tensioni, ricadono tutte su quei poveretti degli uomini. E le donne diventano, allora, forti sostenitrici, pronte a condividere le lamentele sugli Xy. (Lo scrittore ha sbagliato, infatti, le vere amicizie femminili nascono dagli sfoghi sugli uomini e poi sui loro bambini. Noi amiamo lamentarci, sì).

Ragazze è ora di fare squadra”. Recita un articolo di “Natural Style”, una delle mie riviste preferite, da cui spesso prendo spunto per la mia rubrica. E io lo ripeto a voi: ”Ragazze è ora di diventare veramente amiche”. Di gettare della finestra invidia, giudizi, complotti, guerre per gli uomini, aggressività e possessività per generare quella sorellanza alla “Sex and the City“, che tanto amiamo e che tanto vorremmo vivere nella realtà. Difficile da raggiungere?! No. Basta rispettare la libertà e la diversità reciproca. Quello che davvero conta è lo stare bene insieme, quando si sta insieme. Dovremmo imparare a vedere l’amicizia un po’ come il  bel molo di Cesenatico: un nostro punto fermo in cui andare, ma da cui poi ripartire verso il libero fluire del mare, che è la vita. (Dai che l’Adriatico non è così male!) Perché a pensarci bene…Noi non siamo nemmeno delle piante, e per questo le uniche radici possibili sono quelle invisibili del cuore. P.s. sono anche quelle più forti.

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