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Alice nel paese del mercurio

di Edward William Gnudi

Pubblicato il

Alice nel paese delle meraviglieSe vi state chiedendo cosa accomuni la svampita e dispersa Alice con il mercurio, allora il titolo ha sortito l’effetto desiderato. Se poi vi anticipiamo che parleremo anche del famoso scienziato Newton, non vi resta che proseguire e leggere questo articolo!

Partiamo dal protagonista. Il mercurio è un elemento chimico con numero atomico 80 e il cui simbolo è Hg, ma è indubbiamente più noto a tutti (sin da tenera età) per essere il liquido argentato contenuto nei termometri. Per quanto possiamo averlo adorato per averci tenuto a casa in giorni di verifiche in classe o scomode interrogazioni, il mercurio cela dietro al suo bell’aspetto un lato oscuro e indubbiamente pericoloso.

Già gli antichi conoscevano le particolarità di questo metallo liquido: i greci lo chiamavano “argento vivo” per la rapidità con cui si frazionava in gocce sempre più piccole tanto da farlo sembrare animato; stessa motivazione che spinse i romani a chiamarlo “mercurio”, come il veloce dio messaggero degli dei. Nella Roma Antica sapevano che il mercurio aveva proprietà nocive per l’uomo, così erano soliti mandare i loro criminali a estrarlo dalle miniere. Il mercurio si ricava, infatti, da un minerale rossiccio recuperabile nei pressi dei vulcani: il solfuro di mercurio (o cinabro).

Anche se erano accorti nella sua estrazione, non erano altrettanto attenti nell’uso che ne facevano dopo averlo lavorato. Il mercurio era difatti utilizzato per creare i cosmetici e gli unguenti per i nobili cittadini romani.

Anche dall’altra parte del mondo erano però attratti da questo metallo liquido. I cinesi, infatti, vedevano in esso delle capacità mistiche in grado di allungare la vita e curare le ferite: la leggenda vuole che lo stesso imperatore Qin Shi Huangdi impazzì e in seguito morì per aver ingerito delle pillole che dovevano garantirgli la vita eterna e che, più probabilmente, erano composte da mercurio.

Ma anche se la storia spesso insegna, non è detto che l’uomo impari. Nella speranza di ottenere la tanto agognata pietra filosofale, molti alchimisti hanno fatto brutte fini lavorando notte e giorno ai loro composti di zolfo e mercurio.

Isaac NewtonPer quanto possa suonare strano, tra questi troviamo anche uno dei padri del pensiero scientifico: Isaac Newton. Sembrerebbe infatti che durante i 18 mesi in cui si rinchiuse in casa per evitare un’epidemia di peste che colpì Londra, non solo elaborò le sue più famose formulazioni scientifiche, ma effettuò un gran numero di esperimenti alchemici. Durante il secolo scorso, grazie alla vena collezionistica di un importante economista britannico di nome John Maynard Keynes, furono analizzati alcuni scritti di Newton fino all’epoca ritenuti senza valore, ma che rivelarono questa particolare passione del famoso scienziato. In almeno 108 occasioni diverse, il curioso Isaac racconta i suoi esperimenti con il mercurio e commenta i suoi preparati definendoli “dolciastri” o “salati”. Non ci stupiamo quindi del fatto che Newton era solito soffrire di deliri, melanconia e inappetenza: tutti sintomi di un’intossicazione cronica da mercurio. Tutti questi problemi scomparvero definitivamente dal momento in cui, diventato direttore della Zecca a Londra, fu obbligato a lasciare il suo laboratorio e, di conseguenza, a cessare i suoi esperimenti alchemici.

Questo avvenimento gli allungò di certo la vita. Ma non tutti coloro che sono entrati in contatto prolungato con il mercurio sono stati così fortunati: quelli che scampavano alla morte dovevano, presto o tardi, fare i conti con comportamenti deliranti e controindicazioni inattese.

Cappellaio MattoI cappellai del XIX secolo utilizzavano per la fabbricazione di cappelli di feltro proprio il mercurio (tramite un processo definito “carotatura“), ed è proprio questa la causa per la quale molti di loro sono ricordati come persone “bizzarre”: il più matto di tutti è proprio lo strano personaggio che incontrò Alice durante il suo viaggio nel paese delle meraviglie. Non sappiamo se è proprio questo il motivo su cui si è basato Carroll per creare il suo personaggio, ma resta un’ipotesi verosimile, tra l’altro vagliata anche da Johnny Depp per l’interpretazione del cappellaio più matto del mondo nel film diretto da Tim Burton.

Se avessimo conosciuto già da piccini tutti i pericoli che si celano dietro il mercurio, forse avremmo visto con occhio diverso il termometro che spesso era sinonimo di “mattinata a letto”. Infatti, l’esposizione a una piccola quantità di mercurio può causare sintomi come inappetenza, discorsi cervellotici, traspirazione eccessiva, apatia, nervosismo ed estremità e gengive gonfie e rossastre.

Ovviamente questi sintomi possono non far pensare subito a un’intossicazione da mercurio, per cui rimane sempre valido il consiglio che prevenire è meglio che curare. Evitate dunque di utilizzare l’aspirapolvere per liberarvi da un’eventuale fuoriuscita di mercurio, poiché le goccioline del metallo liquido, separandosi, potrebbero diffondersi nell’aria. Se invece proprio non potete farne a meno, eliminate subito il sacchetto (buttandolo tra i rifiuti tossici!).

Per la sua pericolosità, dal 2009 l’Unione Europea ha deciso di bandire la vendita di termometri al mercurio, che sono così stati soppiantati dall’innocuo termometro al galinstan (composto da una lega di indio, stagno e gallio).

Ma se dobbiamo stare attenti ai vapori di mercurio, dobbiamo fare ancora più attenzione a un composto assai più pericoloso: il dimetilmercurio.

Nel 1956 nella baia di Minamata, Giappone, questo composto causò un disastro ambientale oggi ricordato come Sindrome di Minamata. Proprio in quell’occasione, infatti, fu scoperta una particolare malattia neurologica causata da avvelenamento da mercurio che provoca atassia, parestesia, indebolimento del campo visivo e dell’udito, fino a poter portare la vittima alla paresi o alla morte. Un’industria chimica che utilizzava il mercurio per produrre acetilene, sversava le acque di scarto nel mare della baia, basandosi sul fatto che questo metallo liquido non è solubile in acqua. In effetti sarebbe potuto non capitare nulla se taluni organismi marini non avessero convertito il mercurio in dimetilmercurio, che è invece solubile in acqua e quindi assorbibile dai pesci che componevano la dieta degli abitanti del luogo causando il decesso di numerose persone da lì sino agli anni ’90.

Nonostante non sia stato provato che il mercurio nella sua forma solida possa essere pericoloso per la salute umana, il mondo odontoiatrico è ancora diviso su uno degli impieghi del mercurio per la cura dei nostri denti: l’amalgama utilizzata per le otturazioni dentali deriva difatti proprio dal mercurio.

Il dibattito, ancora oggi acceso, è nato poiché si è notato che il mercurio potrebbe essere metabolizzato dal paziente a livello della mucosa nasale o dell’apparato bronco-polmonare. Allo stesso tempo, la corrosione per via dell’usura delle otturazioni, potrebbe causare un’ingestione del mercurio.

Non essendoci una definitiva dimostrazione scientifica dei danni che potrebbe provocare l’amalgama dentale, paesi come la Norvegia, la Svezia e la Danimarca hanno deciso di vietare l’uso di questo materiale, mentre in Italia (e altri paesi) ne è semplicemente sconsigliato l’uso in casi particolari come gravidanza, allattamento o bambini.

MercuriocromoSe scegliamo di diffidare delle amalgame dei dentisti, dovremmo evitare di utilizzare anche la merbromina, un organometallo a base di mercurio meglio noto con il nome con cui lo chiamavano le nostre mamme ogni volta che ci si sbucciava un ginocchio, ovvero il mercurocromo. Dal 1998 ne è vietata la distribuzione negli Stati Uniti, per sospetta tossicità da mercurio e per lo stesso motivo, dal 2001 non è più usato neanche in Brasile. Al suo posto potremmo quindi provare di usare il Neomercurocromo a base di eosina, un colorante che in soluzione funge da disinfettante.

Per chiudere il cerchio, vi informiamo che oltre agli usi già citati, il mercurio trova applicazioni anche per la creazione di interruttori elettrici o batterie.

Ora che abbiamo visto quanti usi (o abusi) si possono fare del mercurio, fate una visita all’amico più pazzo che conoscete e proponetegli una visita di controllo per l’intossicazione da mercurio. Male che vada, se dovesse prenderla a male, potrete sempre ripiegare festeggiando un sempre valido “buon non compleanno”!

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