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Siamo 150 specie diverse di rose

di Samanta Costantini

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schermata-2013-02-19-a-17.13.08-hp-1692092_0x440 Cosa significa essere donne oggi nel 2013? Sappiamo che sarebbe meglio guardare altrove delle soubrette televisive. Perché lo spettacolo, è spettacolo. Non è vita. Ma pura disumanizzazione di bellissime ragazze, per creare bambole pubblicitarie da copiare. Perché raramente ci viene mostrato cosa ci sia al di là di un bel corpo seminudo. Come se fosse quello a determinare il valore di noi donne. Come se fossero un bel sedere, delle belle gambe, un seno prosperoso e dei bei vestiti, a farci sentire veramente viste. Vive. Tutto il resto conta poco, sembra non incuriosire l’occhio degli altri oggi. Così anche molte di noi provano a seguire lo stile barbie, accorgendosi presto però che il modo in cui si viene guardate non basta a scaldare il cuore, in realtà. Che non si è mai abbastanza belle e che la concorrenza è troppa, per sentirsi uniche. Non considerando che abbiamo molto di più da poter mostrare. Però non ci viene detto allora dove guardare meglio. Le cineprese italiane non vanno molto altre al tipico modello di donna: “Si bella e stai zitta”, titolo del libro di M. Marzano. E noi giovani a fatica ci indigniamo, anzi tendiamo a riprodurlo questo modello, senza troppa consapevolezza forse.

Ma allora chi è donna davvero oggi? Qualcuno dovrà pur dircelo. Proviamoci noi. La parola donna deriva dal latino domna, che significa signora. Un essere umano adulto di genere femminile. Già, ma la femminilità (al di là del livello biologico) che cos’è? Tantissime cose. È  amore. E poi Dolcezza. Intuito. Sensibilità. Coraggio. Indipendenza. Trasparenza. Sincerità. Consapevolezza del proprio io. Sensualità. Ma anche raffinatezza ed eleganza. Delicatezza. Ma anche sicurezza. Forza. Grinta. Intelligenza.  E soprattutto empatia. Noi donne abbiamo un sesto senso: la capacità di entrare in contatto con il sentire dell’altro, a prescindere dalle affinità. E questo è un grande dono che la natura ci ha dato, perché ci permetterebbe di fare spontanei slanci di amore, di umanità, verso l’altro. Invece oggi anche noi tendiamo a soppesare tutto in base al nostro tornaconto, anche a chi diciamo di volere bene. Per paura forse. Abbiamo tutte così tanta paura di essere fregate, ferite, usate.

Ma la vera donna è quella signora che sa amare con tutto il cuore comunque, senza prosciugarsi. Quella che sa farsi rispettare senza essere arrogante. Quella che crede in se stessa e cerca di realizzare i suoi progetti, senza pensare che siano solo essi a determinare il suo il valore. È anche quella donna che si prende cura del proprio corpo, sì, ma senza essere schiava dell’illusione della perfezione, che non dà in ogni caso maggior amore. Una donna è quella che non offende la dignità delle altre donne. È quella che sa tenere per sé le confidenze delle amiche, con cui è riuscita a tessere relazioni profonde. Vere. Di sorellanza. È quella che costudisce i propri figli. È quella che sa essere il braccio destro del proprio compagno. Non serva. Non padrona. È quella che sa stare anche da sola. È quella donna responsabile, ma che continua a sapersi divertire. È seria e pazza allo stesso tempo.

Essere donna significa esprimere la nostra femminilità a 360 gradi. Non ingabbiarsi in un singolo ruolo, in un singolo sé. Perché essere donne significa prima di tutto vivere. Vivere pienamente nel rispetto nostro e degli altri. Perché noi non siamo barbie. Ma molto di più: siamo umane e non c’è niente di più meraviglioso. Di più vivo. Di più emozionante.

Siamo 150 tipi diversi di rose, mie care lettrici. Viviamo in posti diversi, abbiamo lineamenti diversi, pensieri diversi. Eppure siamo legate tutte dallo stesso genere, che ci rende così simili. Siamo tutte rose dal bellissimo bocciolo delicato, ma dotate anche di spine e di un forte gambo, per difenderci e restare in equilibrio sotto le paurose tempeste. Perché la nostra delicatezza non è affatto debolezza, come molti pensano. Semmai è bellezza. La nostra vera bellezza femminile.

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai”. Come scriveva Oriana Fallaci. Ed è in questo incredibile viaggio che dobbiamo realizzare creativamente il nostro singolare modo di essere donna. Amandoci per tutto quello che siamo, senza paura.

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2 commenti per “Siamo 150 specie diverse di rose

  • anonimo ha detto:

    “la donna è quella che custodisce i propri figli. È quella che sa essere il braccio destro del suo compagno”. È una frase ripresa dal manifesto della donna fasciata? Questo è il massimo a cui una donna può aspirare? Penso proprio di no.

    • Samanta Costantini ha detto:

      Assolutamente no. Se hai letto tutto l’articolo e bene, ho scritto molto di più. Proprio perché la donna è molto più (o meglio non solo) di questo.

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