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Febbraio: tra cambiamenti, tradizioni e il mio augurio per voi

di Samanta Costantini

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PariOpportunita_d0 Febbraio per me è un mese meraviglioso.

È il mese della neve. Anche se in pianura, soprattutto nel week end, non piace troppo. Lo abbiamo capito bene grazie a Facebook.

È un mese corto e un po’ strano, 28, 29, giorni ancora di freddo e poi iniziano le temperature più calde. In campagna si iniziano a vedere i primi fiori sbocciare.

Febbraio poi è il mese dell’amore. Nonostante siano in molti a disprezzare San Valentino. Un giorno in cui, semplicemente, c’è la possibilità di bloccare la routine e dedicarsi del tempo. E cosa c’è di più bello? Visto che, ormai, nemmeno 24 ore ci bastano più.

Febbraio è anche il mese di carnevale. In cui ci si maschera e si festeggia. Grazie al cielo, senza troppe critiche. Dite che non è diventata una festa commerciale anche questa?!

Febbraio poi è il mese di Sanremo. Tradizione italiana, che ormai ha fatto il suo corso. Ma che quest’anno, devo dire, mi ha colpita. Lo devo proprio ammettere. La semplicità di Fabio Fazio e la concretezza delle metafore ironiche della Littizzetto sono state un’accoppiata vincente. Mi sono piaciuti da morire.

Febbraio è anche il mese dell’elezioni, quest’anno. Ieri e oggi, infatti, siamo stati a votare. Oppure non ci siamo stati. So che alcuni hanno deciso di astenersi. Peccato che poi, continuano a lamentarsi. Tutti noi, invece abbiamo dovuto scegliere quello che riteniamo il meno peggio. E non era di certo la nostra massima aspirazione. Sopratutto non era la mia di massima  aspirazione.

Andare a votare dei ciarlatani, per i miei 22 anni, non mi ha entusiasmata troppo.

Sì, perché febbraio è anche il mese del mio compleanno. Oggi, è il mio compleanno. E mentre la felicità delirante dell’arrivo di questo giorno, diminuisce con l’aumentare dell’età. Perché come diceva la mia prof. d’arte, delle superiori: “È  un anno in più verso la morte, cosa c’è da festeggiare?!” (Era ironica, ovviamente. O forse no.) C’è una cosa dentro di me che invece cresce.

Ed è la voglia di darmi da fare.

Quest’anno la mia passione per scrivere è esplosa, come un vulcano. Puff!

Lo vivo come un dovere, non solo un piacere. Il dovere di non restare in silenzio. Di aiutare gli altri, ma anche me stessa, a riflettere. Di dare delle risposte. Creare nuove domande. Dare pace alla mente e ai cuori. Farvi sentire meno soli. Non so se sempre ci riesco, ma ce la metto tutta. Perché questo è ciò che mi fa sentire viva. Che mi emoziona ogni volta.

Cosa voglio dirvi con questo? Dato che non è di me che voglio parlare.

Voglio dirvi che è il momento per tutte noi adulte di realizzare noi stesse, perché la vita è una. Non possiamo pensare solo allo smalto, capelli, vestiti, il week-end in arrivo e poi trovare un ragazzo a cui aggrapparci. Ed è quello che accade, se non pensiamo a come far emergere la nostra vera natura.

Per questo dico che bisogna incominciare ad investire sulla nostra persona. Per portare avanti con determinazione e passione tutti i nostri progetti.E questo significa che tra amicizie, partner, e doveri, ci deve essere uno spazio tutto nostro.

Vorrei che iniziassimo a smettere di criticare gli altri. Di litigare per delle stupidaggini. Di lamentarci. Di essere troppo razionali. Di porci dei limiti. E di cadere nel comodo gioco del vittimismo. E vorrei, invece, che ci dessimo tutte da fare. Felici. Insieme. Perché l’unione fa la forza. E ognuno nel suo piccolo può fare tanto. Ma tanto davvero.

E siamo proprio noi donne, le protagoniste di queste elezioni 2013. Oltre gli “Spettacoli grilleniani”, oltre le solite dispute tra Pd e Pdl, oltre i cambiamenti di idee del Monti-che-doveva-solo-salvare-l’Italia-e-poi-andarsene.

Sono diverse le donne candidate ai vari partiti infatti.
Bersani ha sancito una soglia del 40 per cento di rappresentanza femminile per le liste elettorali. E questo perché la piena partecipazione delle donne nell’ istituzioni è un’emergenza democratica.    uomo_donna_bilancia

Io avrei una voglia matta di andare a votare anche una premier prima o poi. Più prima che poi. E sarebbe bello, poter dire  a mia figlia un giorno, magari: “Ehi guarda amore, c’è il capo del governo in tv. Veniva in classe con me. È una gran donna!”.

E lo dico chiaro e tondo. Le donne sono le uniche che concretamente possono riuscire a sciogliere il nodo del Welfare state. Saranno le uniche che potranno finalmente trovare un equilibrio tra famiglia e carriera. Evitando così che in certi settori vengano escluse a priori. Perché hanno, anche solo, la possibilità, non dico l’intenzione, di restare incinta.

Negli altri Paesi ci sono già gli obblighi per garantire la parità anche in politica. Da noi no.

Non possiamo parlare quindi di parità dei sessi, finché questa inadempienza persiste. Non possiamo parlare di parità dei sessi, finché le donne continuano ad essere uccise ogni due giorni dai loro partners. Violentate. Minacciate. Picchiate.

Solo l’empatia delle donne, la loro sensibilità, la capacità di mediazione, può salvare la crisi umana italiana. Non si tratta di esaltare le donne a discapito degli uomini. Si tratta di unire le forze ora più che mai.

Perché ricordiamocelo, abbiamo due tipi di crisi da combattere: quella economica e quella umana. E avendo toccato il fondo con 120 femmicidi, nel 2012 e con i suicidi di ragazzini, vittime di bullismo, ora bisogna risalire. Non c’è più tempo da perdere. Ci vogliono i fatti e ci vogliono idee nuove.

Il mio augurio per voi, care lettrici, e a me stessa per i miei 22 anni, è di metterci il cuore, la passione e la determinazione in qualsiasi cosa facciamo.

Per non andare  incontro ad un lento e doloroso suicidio spirituale e culturale.  Per non cadere nel brutto vizio di lavorare solo per prendersi lo “stipendietto” mensile e andare così finalmente a fare shopping.

Per non restare vittime di un rincoglionimento collettivo, che ci distoglie da quello che succede nel nostro Paese. Da quello che è essenziale, per noi e le altre persone.

Sentirsi vivi, significa far fatica per raggiungere i successi desiderati, sperati. Significa rimboccarsi le maniche, con umiltà. E per sentirsi ancora più vivi, non c’è cosa più importante che regalare il nostro calore a chi ci sta intorno, ogni giorno.

L’Italia è fatta dagli Italiani, non viceversa. E se è vero che dietro ad ogni uomo c’è una grande donna, sta a noi portare avanti una nuova rivoluzione, che nasca prima di tutto dentro noi stesse.

Questo è il mio augurio per tutte, per la nascita di una nuova Italia e di nuovi Italiani più uniti.

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