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Anne Frank, la biografia a fumetti

di Luca Rasponi

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Sono trascorse meno di due settimane dal Giorno della Memoria. Un tempo brevissimo, eppure sufficiente a far sembrare distanti le commemorazioni dedicate alle vittime della Shoah, già assorbite dal frenetico via vai della vita quotidiana.

Il fumetto, come ogni altra espressione artistica, ha dimostrato in più occasioni di poter offrire il proprio contributo al rinnovamento del ricordo, fuori da ogni retorica celebrativa. E lo ha fatto soprattutto con Maus, capolavoro tornato qualche mese fa nelle librerie americane in occasione del venticinquesimo anniversario della sua pubblicazione.

Quest’anno prendiamo in esame un’opera più tradizionale: l’adattamento a fumetti di un classico letterario, il Diario di Anne Frank. Testimone diretta dell’ascesa del nazismo e della follia perpetrata contro il popolo ebraico, la giovane ci ha lasciato quella che probabilmente è la più preziosa – e sicuramente la più celebre – testimonianza diretta della Shoah.

Le pagine intense e commoventi del Diario sono state trasformate in fumetto da due veterani dei comics a stelle e strisce: Sid Jacobson ed Ernesto Colón. I due si sono cimentati con successo nella delicata e complessa impresa grazie al bagaglio d’esperienza maturato in lunghi anni di lavoro nel mondo delle vignette e alla costruttiva collaborazione instaurata con la Casa di Anne Frank di Amsterdam.

Già all’opera insieme per The 9/11 Report: Graphic Novel Adaptation, sempre su impulso dell’editore Hill and Wang, Jacobson e Colón hanno prodotto qualcosa di più di un semplice adattamento a fumetti del Diario. Anne Frank. La biografia a fumetti è infatti un’opera strutturata e completa, che ricostruisce la vita della protagonista dalla nascita a Francoforte fino alla morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.

Per riuscire nell’impresa, gli autori hanno integrato il racconto di Anne con fonti ad esso complementari, dalle testimonianze dei compagni di prigionia e deportazione ai ricordi del padre Otto, unico sopravvissuto della famiglia all’Olocausto. La Storia, con i suoi tragici sviluppi dall’ascesa del nazismo alla Soluzione Finale, fa capolino non solo attraverso le vicende della famiglia Frank, ma anche con “istantanee” di una pagina o due con cui gli autori fanno il punto della situazione storico-politica anche quando questa non coinvolge direttamente i protagonisti del racconto.

Quest’ultima caratteristica, unitamente al rigoroso rispetto delle fonti mantenuto da Jacobson e Colón, conferisce al racconto un andamento didascalico, quasi saggistico, che lo rende più simile ai graphic novel giornalistici di Joe Sacco che non a Maus di Art Spiegelman.

L’opera sembra realizzata più con un intento didattico/divulgativo che con l’obiettivo di offrire una prospettiva “fumettistica” sulle vicende di Anne Frank. Del resto, la grandezza di Maus sta proprio nella capacità, tuttora ineguagliata, di raccontare con toni prettamente fumettistici e assolutamente peculiari la tragedia dell’Olocausto, senza per questo perdere in efficacia e pathos autentico della narrazione.

Un rischio che forse Jacobson e Colón forse non si sono sentiti di prendere, vista la delicatezza e la notorietà pressoché universale del materiale su cui si apprestavano a lavorare. Un limite questo, evidenziato peraltro da diverse recensioni, che non deve però trarre in inganno: nella sua staticità narrativa e grafica, oltre al rigore dei contenuti l’opera riesce a trasmettere inalterato il flusso prepotente delle emozioni che colpiscono al cuore il lettore.

La vicenda di Anne Frank ne esce intatta e ugualmente densa di significato: certo la Biografia non aggiunge un punto di vista particolarmente “fumettistico” al racconto, ma ha il merito di rispettarlo in ogni suo dettaglio, fornendo al contempo informazioni supplementari che restituiscono un efficace quadro complessivo della vicenda (compreso il ritrovamento e la pubblicazione del Diario, dopo la guerra, da parte di Otto Frank).

Questo senza dimenticare, naturalmente, il valore documentale di quest’opera: come lo spettacolo teatrale, il film e il documentario tratti dal Diario di Anne Frank, anche la biografia a fumetti ha l’obiettivo principale di salvaguardare e diffondere la memoria dell’Olocausto e della Shoah, in particolare alle giovani generazioni cui la trasposizione a vignette pare essere destinata.

Senza la pretesa di stupire ma con l’intento innanzitutto di ricordare e far ricordare, Jacobson e Colón hanno prodotto un’opera interessante per chi ha già letto il Diario, dato che arricchisce di dettagli il racconto e la vicenda editoriale del libro, ma anche e soprattutto per chi si avvicina la prima volta alla vicenda di Anne Frank, grazie alla capacità di preservare inalterata l’efficacia della testimonianza e delle sensazioni che essa è in grado di suscitare.

La vicenda è nota, ma colpisce sempre duro. Perché gli autori la raccontano con capacità e dovizia di particolari. E seppur qualche limite s’intravede, alla chiusura del libro ci si rende conto che il messaggio di Otto Frank è arrivato ancora una volta a destinazione: «Il compito che Anne mi ha lasciato mi dà ancora la forza per combattere per la riconciliazione e per i diritti umani in tutto il mondo».

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2 commenti per “Anne Frank, la biografia a fumetti

  • Enrico Mambelli ha detto:

    bellissimo, uno dei libri più belli che abbia mai letto, nella sua semplicità: commovente.
    l’idea del fumetto può essere geniale, ho voglia di leggerlo 🙂

    • Luca Rasponi ha detto:

      Commovente è la parola giusta. Colpisce come un pugno allo stomaco, io non sono riuscito a trattenere le lacrime.

      Non sto neanche a dirti che il fumetto ce l’ho perché lo sai già, la prossima volta che passi da queste parti te lo presto più che volentieri!

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