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11° turno della Serie A italiana di pallacanestro

di Luigi Ercolani

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«Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare». Charles Bukowski, come molte altre volte è accaduto, l’ aveva detta giusta. Sono le piccole del campionato le protagoniste dell’ editoriale di questa settimana, e in particolar modo quelle del Meridione: Brindisi e Caserta nello scontro diretto, ma anche Avellino e per certi versi Sassari, che ora viaggia ad alta quota ma non dimentica mai che fino al 2009/2010 era in Legadue. Il Mezzogiorno ha sempre offerto esperienze di importanza relativa al basket, preferendo di gran lunga il calcio: lo testimonia il fatto che la Juve Caserta sia stata l’ unica squadra del Sud ad aver vinto lo Scudetto, e Avellino e Napoli la Coppa Italia. Ora però sembra che le cose stiano cambiando: la presenza delle squadre del Meridione si è fatta sempre più massiccia, e conseguono risultati prestigiosi come Sassari e Brindisi. Oppure, come Avellino e Caserta, gettano il cuore oltre l’ ostacolo dei loro problemi societari, e poi portano a casa lo scalpo di grandi squadre. L’ orgoglio del Sud è vivo nella pallacanestro.

 

BANCO DI SARDEGNA SASSARI 105 – 84 TRENKWALDER REGGIO EMILIA

Sassari, eliminata proprio ieri dall’ Eurocup per mano di Orleans, prima scappa via e poi si fa raggiungere, facendo prendere una discreta sincope ai propri tifosi. Nel terzo quarto, quello del poi inconcluso recupero reggiano, Easley aveva predicato nel deserto (11 punti, per lui alla fine saranno 23) mentre la Trenkwalder si avvicinava con Taylor e Jeremic (8 e 7 rispettivamente, 22 finali per il primo e 13 per il secondo). Nell’ ultimo periodo, Ignerski (10 punti su 18 totali)e Drake Diener chiudono (anche per lui 10, su 21 complessivi) la pratica. Da segnalare per gli ospiti anche Cinciarini (16), e per i padroni di casa i 13 di Thornton e di Travis Diener.

 

CHEBOLLETTA CANTÙ 85 – 62 ANGELICO BIELLA

Cantù continua a crescere, Biella continua la sua caduta. I piemontesi sono mai stati in partita sono fino all’ intervallo, ma i 21 punti di Mavunga, gli 11 di Johnson, e i 10 di Jurak e Jaramaz sono serviti alla fine solo a riempire le statistiche. Troppo più determinata Cantù, che ha in dote i 18 punti di Leunen, i 17 di Markoishvili, i 14 di Tabu e gli 11 di Mazzarino e Brooks. Certo, non è con questo genere di avversarie che si deve misurare il valore di Biella. L’ impressione, però, è che l’ Angelico non sia una squadra omogenea come aveva abituato nell’ ultimo decennio.

 

CIMBERIO VARESE 106 – 88 SUTOR MONTEGRANARO

Recalcati contro il suo passato più recente non riesce a fare il miracolo di bloccare la capolista per la seconda volta consecutiva, dopo che domenica scorsa la Cimberio era caduta a Roma. A Masnago la squadra di Vitucci è un rullo compressore: 18 i punti di Green, 16 quelli di Sakota, Ere e Polonara, 14 invece per Banks e Dunston. I marchigiani resistono fino alla pausa, poi crollano nel terzo periodo: da sottolineare però le buone prove di Slay (18), Amoroso (17, alla seconda partita dopo il ritorno nella squadra che lo ha lanciato), Johnson (14), Daniele Cinciarini (13) e Steele (12).

 

ENEL BRINDISI 82 – 74 JUVECASERTA

La partita è tirata sino all’ ultimo, e sono verso la fine Caserta cede a una squadra che si dimostra obbiettivamente più completa. Nonostante tutti i suoi problemi, però, la Juve come al solito ci mette l’ anima, e onore a Pino Sacripanti che sta tenendo in piedi una situazione non da ridere. Sul parquet, però, la differenza si vede, e la fanno in particolare Gibson (25 punti), Viggiano (16), Reynolds (12) e Simmons (10, con 10 rimbalzi). Caserta ha invece in doppia cifra Mordente (13) e il neo- arrivato Mavraides (12).

 

SIDIGAS AVELLINO 79 – 94 ACEA ROMA

Come avete letto poche righe più su, Avellino si presenta alla sfida contro Roma senza il play Mavraides, il cui rendimento in Irpinia si manteneva comunque su livelli accettabili. Tornato Hardy, si è deciso di puntare su lui e di tenere Shakur, e nonostante i 21 punti di quest’ ultimo la mossa per il momento non ha pagato (per inciso, da segnalare anche i 13 punti di Richardson e i 10 di Dean, tornato da poco). Roma si dimostra nettamente più forte, prende in mano le redini della gara da subito e le tiene per tutta la durata dell’ incontro, soffrendo solo nel terzo periodo. Goss segna 21 punti, Datome 20, Taylor 13 e il sempre più positivo Czyk 13. E consolida il quinto posto in graduatoria, a braccetto con Cantù.

 

UMANA VENEZIA 65 – 51 SAIE3 BOLOGNA

Bene Venezia che vince finalmente al Taliercio, male Bologna che sfodera l’ ennesimo capolavoro al contrario. Solo Gigli (10 punti) si salva, mentre Hansbrouck va in doppia cifra ma solo a partita in ghiaccio per i padroni di casa. Bologna chiude il terzo periodo addirittura in vantaggio, ma nel quarto si fa recuperare da Bulleri (ne mette 6 sui 13 totali), Bowers (che segna i suoi 6 punti tutti nell’ ultima frazione) e Young. Molto bene anche Magro, che segna 10 punti tra l’ allungo iniziale e il sorpasso felsineo nei periodi centrali, contribuendo a non far scappare gli ospiti.

 

MONTEPASCHI SIENA 81 – 68 VANOLI CREMONA

Le incertezze di inizio stagione sembrano accantonate, i toscani si propongono ancora come una schiacciasassi. Cremona ci prova, e ancora bene fa Vitali (12 punti, come Johnson), così come positivi sono anche Peric e Harris (10 per entrambi). Ma Brown e Moss sono incontenibili: il primo segna 15 punti, il secondo 13, con 4 assist. Janning e Hackett, con 11 e 12 punti rispettivamente, sono gli altri artefici del successo senese.

 

SCAVOLINI BANCA MARCHE PESARO 70 – 72 EMPORIO ARMANI MILANO

Una partita che Milano non meritava di vincere e che Pesaro non meritava di perdere. L’ hanno condotta per la maggior parte del tempo, i padroni di casa, con un Barbour eccezionale (21 punti), e al seguito Mack (16), Hamilton (13), e gli 11 del leader Cavaliero. Purtroppo, la differenza tra Milano e Pesaro ora come ora è data dalla qualità degli interpreti: uno come Langford, che ha chiuso la partita allo scadere con una penetrazione da urlo i marchigiani non ce l’ anno. Così come non hanno Hairston (11), Bourousis (12) o Gentile (10, ma con due falli tecnici fischiati contro). Ciò non toglie che Markovski abbia stravinto il duello in panchina con Scariolo. Anche se non ha portato a casa i due punti.

 

 

 

 

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