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Il Monte Colombina, terrazza naturale sul Lago d’Iseo

di Claudio Carminati

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Monte ColombinaÈ un balcone naturale affacciato sul Lago d’Iseo. Dalla sua cima si può godere di uno spettacolare panorama sul Sebino, sulle Orobie, sui più lontani rilievi dell’Adamello. È il Monte Colombina, o Valtero, rilievo modesto nell’altitudine (1459 metri) ma non certo nelle emozioni regalate ai tanti appassionati che ogni anno decidono di salire fino alla vetta, che con la propria mole domina dall’alto l’abitato di Bossico (BG) e il suo altopiano.

Proprio Bossico (860 metri) è il punto di partenza del nostro itinerario. Località turistica apprezzata già nell’Ottocento, il paese si presenta ancora oggi come un piccolo presepe: vicoli stretti e tortuosi, case addossate le une alle altre e realizzate con materiali tradizionali. Ne possiamo apprezzare la caratteristica architettura percorrendo in salita la ripida via Roma, dopo aver lasciato la macchina nei pressi del campo da calcio.

Seguiamo le indicazioni per la pineta: superato l’antico lavatoio, l’asfalto di via San Fermo ci conduce verso la parte alta dell’abitato, per poi lasciare il posto a un ripido ciottolato nei pressi della piattaforma per l’atterraggio degli elicotteri. Proseguiamo diritti su sterrato e, ignorate due strade cementate che si staccano sulla destra, ci inoltriamo in una fresca valletta all’ombra di un fitto bosco di abete rosso (Picea abies). Raggiungiamo in breve un ruscello, attraversato il quale la strada prende a salire con forte pendenza: è il primo di una serie di “gradini” intervallati da lunghi tratti in piano o in leggera ascesa che consentono di riprendere fiato.

Superato lo strappo, prendiamo a destra una strada dapprima cementata e poi sterrata: la percorriamo, tenendo la sinistra sia al primo che al secondo bivio. Qui la strada lascia il posto a una traccia erbosa ben evidente, che si inoltra tra i verdi pascoli di Onito (1030 metri), con il loro pendio dolcemente ondulato su cui fanno capolino diverse cascine tuttora abitate. Si prosegue in piano percorrendo una stretta valletta immersa in un fitto boschetto di abeti rossi e faggi (Fagus sylvatica), sino a sbucare su un’ampia strada sterrata che si inoltra nella pecceta.

Colle San FermoRaggiunta l’area attrezzata nei pressi della Chiesetta dei Caduti, proseguiamo a destra seguendo le indicazioni per Colle San Fermo (1250 metri). Gli splendidi boschi che ricoprono questi pendii ci accompagnano curva dopo curva, in meno di un’ora di cammino, fino alla caratteristica Chiesetta di San Fermo, costruita ai margini dei lussureggianti pascoli del Colle che, distendendosi a nord, guidano il nostro sguardo verso il dolomitico massiccio della Presolana (2521 metri).

Superiamo a destra la chiesetta, seguendo una strada che in piano taglia il pendio. In corrispondenza di un bivio, ignoriamo la sterrata che scende verso destra e attraversiamo invece il prato a sinistra, sino a intercettare un sentiero che in costa ci conduce fino al crinale, dove, con una brusca virata, si fa sensibilmente più ripido. È il tratto più impegnativo dell’intera escursione: si sale diritti per circa trenta minuti, seguendo il profilo della montagna, l’ultima fatica prima di raggiungere la croce in ferro, pesante sette quintali e alta 8 metri e mezzo, che dal 1951 segna la vetta del Monte Colombina.

Straordinario il panorama: aiutati dal geolabio installato in corrispondenza della cima, riconosciamo le Corna Trentapassi (1248 metri), che precipitano quasi verticali verso il Lago d’Iseo, il Pizzo del Diavolo di Tenda, quinta vetta delle Orobie con i suoi 2914 metri, il più lontano Monte Bronzone (1334 metri), dalla caratteristica sagoma ben riconoscibile anche da buona parte della pianura lombarda. Nelle giornate più limpide lo sguardo si spinge persino fino alla città di Milano, con il Duomo ben riconoscibile, e all’Appennino emiliano.

Lasciamo un saluto nell’agenda collocata nel vano sottostante al geolabio e, zaino in spalla, ci rimettiamo in marcia. Ripercorriamo in discesa il sentiero dell’andata, fino al bivio. Qui possiamo scegliere di tornare alla chiesetta di San Fermo ed effettuare a ritroso il percorso dell’andata, oppure svoltare a sinistra e completare il giro dell’altopiano. Optiamo per questa seconda possibilità, perdendo rapidamente quota dapprima con uno stretto sentiero e poi, dopo aver preso la destra in corrisponedenza di un bivio, attraverso una sterrata che ci conduce in località Monte di Lovere (1020 metri). Svoltiamo di nuovo a destra e seguiamo la strada: quaranta minuti circa e saremo a Bossico, punto di partenza e di arrivo del nostro itinerario.

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