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Diario della Crisi -Elezioni in Grecia: la rabbia o la paura?

di Giacomo Mariotti

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Non importa quali fossero le nostre simpatie prima del voto. Non importa se avevamo pensato che altri avrebbero meglio incarnato la pancia profonda dei greci; se altre fossero le strade da seguire. Possa il neo primo ministro agire nell’interesse e per la salvezza della Grecia e dell’Europa tutta. Per un’idea e non per una moneta. Per un popolo e non per burocrati. Per gli Stati Uniti d’Europa.

 

MERCOLEDI 20

20:40 – Davanti al capo dello Stato Karolos Papoulias e all’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Ieronymos, Antonis Samaras ha giurato. Egli è ora il nuovo premier greco a capo di una maggioranza formata da ND e i partiti di Pasok e Sinistra Democratica, i quali hanno garantito l’appoggio esterno e non prenderanno parte alla squadra di governo.

16:20 – Antonis Samaras è stato incaricato dal presidente della Repubblica Greca di formare il nuovo governo. Entro domani ci sarà il giuramento e la Grecia avrà il suo governo.

13:55 – Bloomberg, secondo fonti ufficiali entro oggi Samaras giurerà come primo ministro.

11:29 – I leader di ND, Pasok e Sinistra Democratica sono riuniti per definire gli ultimi dettGli. Poi Samaras verrà ricevuto dal presidente della Repubblica che gli conferirà l’incarico di formare il nuovo governo.

 

MARTEDI 19

20:21 – Venizelos, leader di Pasok: «Domani la coalizione».

15:39 – In attesa della riunione della Fed in programma per mercoledi’, le borse invertono la tendenza e ampiamente in positivo. L’accordo tra ND e Pasok potrebbe arrivare gia’ in serata.

10:30 – Fonti di Nuova Democrazia sostengono che il Pasok, come prevedibile, accettera’ di far parte di un governo guidato da Samaras. I due partiti insieme avrebbero 162 seggi, sufficienti per governare ma si tentera’ di ampliare la maggioranza anche a Sinistra Democratica.

10:28 – Milano e Madrid nuovamente in negativo. Spread Bonos-Bund ai massini: il rendimento dei titoli spagnoli a 10 anni e’ ora oltre il 7%; a questa soglia, non sotenibile nel medio periodo,  Portogallo, Irlanda e Grecia furono costretti a chiedere aiuto all’Europa. Si prospetta un salvataggio europeo anche per la Spagna?

9:57 – Berlino: «Niente sconti alla Grecia».

 

LUNEDI 18

19:24 – Tsipras conferma che Syriza non farà parte di nessun governo di coalizione,  ma Durante gli incontri con Samaras ha insistito sulla necessità di rinegoziare gli accordi con l’Europa. In ballo ci sono 130mld di euro di aiuti.

18:00 – Monti: «Il voto in Grecia non basta, serve l’unione politica».

16:10 – Ancora male le borse, ai massimi lo spread Bonos-Bund. Le incertezze sulla formazione del nuovo governo ellenico pesano sui mercati: si ripresenterà la situazione di stallo chha seguito le elezioni del 6 maggio scorso? Anche in quel caso ND aveva ottenuto la maggioranza relativa…

14:33 – Peggiorano le borse, Milano e Madrid perdono circa il 2%. Atene azzera i guadagni

11:42 –  Affluenza definitiva al 62,47%

11:22 – Dopo un iniziale rialzo, le borse europee hanno ripiegato con Milano che perde oltre un punto percentuale. Riuscirà Samaras a formare un governo?

10: 45 – Venizelos, leader di Pasok, ha dichiarato di condizionare la sua partecipazione a un governo di unità al fatto che di questo governo faccia parte anche Syriza, che tuttavia ha immediatamente escluso ogni interesse. Personalmente ritengo la posizione di Venizelos poco credibile, tattica piu che fattuale.

10:40 – Questa mattina il presidente della Repubblica greca affiderà a Samaras, leader di Nuova Democrazia, il compito diformare il governo. Questi si consulterà con gli altri partiti per trovare una maggioranza di almeno 151 seggi. Visti i risultati, molto probabile una coalizione ND+Pasok a 160 seggi, cui potrebbe aggiungersi Dimar (Sinistra Democratica) per garantire maggiore stabilità.

10:34 – Quanto ai seggi ottenuti da ciascuna forza politica:

129 ND
71 Syriza
33 Pasok
20 Anel
18 Alba Dorata
17 Dimar
12 KKE

10:30 – Risultati (quasi) definitivi:

ND 29,78%
Syriza 26,82%
Pasok 12,37%
Anel 7,48%
Alba Dorata 6,91%
Dimar 6,17%
KKE 4,52%

 

DOMENICA 17

23:38 – Pasok, il partito socialista ora terza forza del paese, sarà decisivi per la formazione del nuovo governo. Il suo leader, Venizelos, afferma che parteciperà a un governo di coalizione solo se questa comprenderà anche Syriza.

23:00 – Tsipras: “Ci si sono opposti i poteri di ieri, da dentro e da fuori la Grecia. noi saremo presenti e vigili come primo partito di opposizione”.

22:42 – Nuova Democrazia ha vinto le elezioni politiche. Nei prossimi giorni vedremo se riuscirà a mettere insieme una coalizione per formare un governo.

22:00 – Samara, leader di ND: “ND onorerà gli impegni con l’Europa”. La vittoria del suo partito si avvicina…

21:13 – Proiezioni Singular Logic: ND 29,5%, Syriza 27,1%

20:55 – Proiezioni ufficiali del ministero dell’interno greco: ND  29,53%, Syriza 27,12%, Pasok 12,2%. Con questi numeri possibile maggioranza ND+Pasok con 151 seggi su 300,

20:22 – Le prime proiezioni assegnano a ND un vantaggio di circa il 2%

20:00 – Legislative Francia, per gli exit poll Hollande pot rebbe avere la maggioranza assoluta del parlamento.

19:45 – Secondo exit poll: ND 30-28,6%, Syriza 27-28,4%

19:30 – Per Rischio Calcolato ND in vantaggio di 2-3 punti

19:25 – Voci parlano di un risultato finale a favore dei conservatories: ND 31%, Syriza 28%

18:40 – Pub Issue: Syriza 31-25%, ND 30-25%

18:18 –  Skai TV: Syriza 28%, ND 27,5%.

18:00 – Urne chiuse. Si profila un avvincente testa a testa.

17:10 – Gli exit poll ufficiali direbbero: ND 29,6%, Syriza 27,9%, Pasok 10%.

16:09 – Prime indiscrezioni sugli exit poll trapelano da qg di Pasok: ND 29%, Syriza 27%, Pasok 12%. Questi numeri sono in linea col sondaggio segreto di giovedì scorso.

11:44 – Elezioni Egitto, i Fratelli Musulmani sostengono di essere al 69%.

11:21 – Il 40% degli elettori voterà diversamente rispetto alle scorse elezioni del 6 maggio.

10:20 – Tsipras dimentica i documenti e non riesce a votare..

6:00 – Seggi aperti.

SABATO 16

22:44 – La Grecia passa a sorpresa ai quarti di finale degli europei, vincendo per 1-0 contro la favorita Russia!

 

Finalmente ci siamo. Domani sera o al più tardi lunedì mattina conosceremo i risultati delle elezioni in Grecia e sapremo cosa i greci hanno deciso per il proprio destino, se l’estrema sinistra di Syriza o i conservatori di Nuova Democrazia (ND); se la rivolta contro l’auserity imposta da Berlino oppure la preoccupazione per un ritorno alla vecchia valuta; se la rabbia o la paura appunto. Per seguire gli sviluppi, per conoscere indiscrezioni, exit poll, proiezioni e infine per seguire le fasi post voto aggiornerò questa pagina man mano che avrò notizie.

Come ormai sappiamo, i possibili scenari che si apriranno lunedì sono tre: qualora dalle urne esca una solida coalizione di governo pro memorandum, allora assisteremmo a un rialzo iniziale dei mercati, trascinati dai titoli bancari che già questa settimana hanno goduto del salvataggio europeo verso il sistema finanziario spagnolo. Se invece a formare un governo sarà una coalizione guidata dal leader di Syriza, il trentottenne Tsipras, a fronte di un’iniziale arretramento degli indici, molto dipenderà da quanto l’Europa sarà disposta a concedere in termini di allentamento dell’austerity. Infine se si verificasse il peggiore degli scenari e cioè un parlamento incapace di esprimere un governo esattamente come alle elezioni del 6 maggio scorso, dovremmo aspettarci qualunque possibilità e dunque pure Grexit, come si è cominciato a chiamare l’uscita della Grecia dall’euro. È infatti necessario agire in fretta dal momento che si stima che Atene abbia fondi sufficienti a coprire le spese per stipendi e pensioni soltanto fino al prossimo 20 luglio.

Come andrà a finire? È impossibile prevedere al momento l’esito di queste elezioni: gli ultimi sondaggi disponibili (la diffusione è per legge vietata in Grecia a partire da due settimane prima del voto) descrivevano una situazione too close to call, come direbbero gli anglosassoni. Grande incertezza insomma su quale dei due partiti di testa riuscirà a portare a casa il premio di maggioranza necessario per cercare di formare un governo; il quale, comunque vada, non sarà monocolore dato che nessuno raggiungerà la maggioranza assoluta dei seggi. Tuttavia giovedì si è sparsa la notizia di un sondaggio “segreto” secondo cui ND si attesterebbe al 29% seguita da Syriza al 26%. Sebbene sia stato commissionato dal partito conservatore e – pare – proprio quest’ultimo abbia alimentato i rumors a riguardo, tanto è bastato ai mercati per invertire la tendenza ribassista e tornare in positivo negli ultimi due giorni della settimana. Spinto dal settore bancario, l’indice Ase di Atene (Bloomberg, ASE:IND) ha chiuso giovedì in rialzo di oltre il 10% portandosi dietro tutte le altre piazze europee che hanno virato in positivo continuando la tendenza anche venerdì.

Quanto peso dare a queste voci è difficile da valutare. Da un lato è evidente un certo credito da parte del mercato e degli investitori. Dall’altro è innegabile che la tempistica sia quantomeno sospetta: l’impatto che questo genere di notizie ha sull’elettorato infatti è storicamente non trascurabile e il dubbio può sorgere legittimo. Certo è che – apro una piccola parentesi – il divieto ormai diffuso di pubblicare i sondaggi nelle settimane antecedenti le elezioni sta creando sempre più un problema di asimmetria nell’informazione per cui mentre la stragrande maggioranza degli investitori rimane all’oscuro e in balia di voci incontrollate, i grandi fondi e le banche d’investimento dispongono di dati estremamente rilevanti. Essi possono infatti accedere a fonti privilegiate a conoscenza dei sondaggi “segreti” e – è il caso di alcuni hedge fund – addirittura commissionarne loro stessi.


Comunque la si voglia pensare riguardo la veridicità di questi rumors, un fatto è indiscutibile:
la rabbia nei confronti dell’Europa, che negli ultimo mese aveva fatto decollare Syriza oltre il 30% nelle preferenze dei greci, ha in parte lasciato spazio alla paura per le conseguenze di una possibile uscita di Atene dall’euro (Diario della Crisi – La crisi greca e il futuro dell’euro). Lo si può capire dal recupero di ND, ma non solo: lo stesso Tsipras, leader di Syriza, ha recentemente ammorbidito le proprie posizioni affermando che una sua vittoria non significherebbe l’abbandono della moneta unica e che del memorandum chiede non più l’abolizione ma «una revisione dei termini in sede europea». Tant’è che alcuni analisti sostengono addirittura che il giovane Tsipras sarebbe ben più “pericoloso” come leader dell’opposizione piuttosto che come capo di governo, in quanto è ormai chiaro a tutti che la maggioranza dei greci teme e non accetterebbe di essere portata fuori dall’euro; di questo chiunque governerà dovrà tener conto. Allo stesso modo, Samaras, leader di ND, oltre a far leva sul timore di conseguenze drammatiche in caso di vittoria dell’avversario, può ora promettere una rinegoziazione delle misure di austerity, puntando sul cambiamento di linea politica in Europa avvenuto a seguito della vittoria del socialista Hollande alle scorse presidenziali francesi. Considerati tutti questi fattori, sebbene nulla di definitivo si possa dire fino a lunedì, è necessario osservare che il momentum è ora dalla parte dei conservatori di ND.

I due partiti rappresentano le anime e le speranze di un popolo in conflitto. Syriza rappresenta per greci la voglia di riscatto, il desiderio di cambiamento e la rabbia verso le misure recessive imposte dalla Trojka che hanno finora portato recessione, disoccupazione e miseria. Nuova Democrazia è invece la stabilità, la sicurezza e incarna la paura che le conseguenze di un rifiuto dei patti con l’Europa possano portare a una situazione ben peggiore di quella odierna. Ma non dimentichiamoci che ND è fatta dagli stessi uomini che, con anni di politiche dissennate, hanno portato la Grecia nel baratro in cui si trova ora. E così Syriza viene accusata forse non a torto di fare demagogia proponendo irrealistici programmi di spesa e di assunzioni, di stipendi minimi rialzati e statalismo in varie salse. Entrambi i partiti sono l’espressione del popolo al quale domani chiedono il voto, con i chiari e gli scuri che questo popolo si porta dietro. Ha concluso la sua campagna elettorale sulle note di “Bella Ciao” Tsipras; Samaras su quelle di “Pirati dei Caraibi”.

Comunque, quale che sia il risultato di queste elezioni, i leader del vecchio continente sappiano che l’Europa richiede passi importanti e non più rimandabili; che la soluzione del “problema greco” non può essere la sola austerity. Sappiano che, Grecia o non Grecia, ora dovranno affrontare e risolvere i problemi sistematici di questa Europa. E che l’Unione richiede unione bancaria, fiscale e poilitica (Eurobond: ultima chiamata per l’Unione).

Quale che sia il risultato di queste elezioni, auguriamoci che l’Europa non finisca proprio là dove tutto ha avuto inizio. In Grecia.

 

Di Giacomo Mariotti, mariottig@me.com

 

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8 commenti per “Diario della Crisi -Elezioni in Grecia: la rabbia o la paura?

  • simone ha detto:

    Alcune domande:
    1) incredibile l’accuratezza di questi sondaggi. Ma dove li avevi letti?
    2) quando parli di tempistica sospetta delle diffusione di tali sondaggi quale pensi ne sarebbe la causa?
    3)In questo link del sole 24 ore in cui si parla dei possibili futuri scenari economici http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2012/06/scenari-possibili-grecia-mercati.pdf?uuid=2af22a96-b877-11e1-b4fa-b65c459e4753 si fa riferimento alla casistica: “I contributi europei
    passano attraverso lo Stato” vs “i contributi vanno direttamente alle banche”. Ti spiacerebbe approfondirla?
    Grazei

    • Giacomo Mariotti ha detto:

      Ciao Simone!

      Ti rispondo sommariamente – tanto so che non c’e’ bisogno di tanti fronzoli! 😉

      1) Mi sono accorto del sondaggio quando giovedi’ ho “subito” (XD) un rinbalzo del mkt che ha invertito repentinamente la tendenza ribassista. Frugando in giro ho trovato questa notizia, non ricordo bene dove ma mi sembra sul sito di un qualche giornale inglese..\

      2) Nel mio articolo Le Paure Degli Investitori (http://www.dissonanzegiornale.it/rubrica/2012/06/02/diario-della-crisi-intervista-le-paure-degli-investitori/) alla fine del primo paragrafo accenno a questo fatto. Qual e’ la differenza tra le due modalita’?
      Nel primo caso deve essere il governo di un paese a fare richiesta degli aiuti: questo rappresenta un’ammissione di fallimento, un’umiliazione se vogliamo; inoltre il debito ricade direttamente sullo stato facendo cosi’ scattare le misure di austerity imposte dai trattati in quelle situazioni; e non e’ da sottovalutare una quantomeno parziale perdita di sovranita’.
      Nel secondo, lo stato sarebbe ben piu’ svincolato e l’onere del debito cadrebbe sulle banche (che sono in massima parte private!) eliminando tutte le “controindicazioni” del primo caso.

    • Giacomo Mariotti ha detto:

      Mi ero scordato della seconda domanda!
      Diciamo che un sondaggio favorevole motiva i tuoi elettori, li entusiasma. Inoltre il fattore “saliamo sul carro dei vincitori” puo’ aiutare a convincere gli indecisi.
      Da non sottovalutare inoltre che l’ipennata dei mkt a seguito della pubblicazione di questo sondaggio potrebbe aver influenzato l’opinione pubblica greca verso ND e contro la sinistra radicale una cui vittoria sarebbe apparsa palesemente come invisa al mkt e quindi possibile responsabile di un ulteriore peggioramento della situazione del paese.

  • simone ha detto:

    tra l’altro ho letto che i socialisti non sono disposti ad allearsi con ND. In tal caso non si formerebbe un governo?

    • Giacomo Mariotti ha detto:

      Venizelos ha dichiarato di volere anche Syriza in un eventuale governo di unita’. Io ritengo che non sia credibile che Pasok si defili e ache alla fine partecipera’.
      Se tuttavia la sua “minaccia” fosse reale, allora non sarebbe possibile formare un governo dato che ND conta su 129 seggi, mentre per governare ne servono almeno 151 (sui 300 totali).

      • simone ha detto:

        sul sole avevo letto che questa potrebbe essere una mossa per indebolire il leader di ND e favorire l’inserimento di un governo tecnico come è successo in Italia

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