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I migliori fumetti di sempre

di Luca Rasponi

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Questo numero della rubrica è particolare, perché esce a un solo giorno di distanza dal mio compleanno e soprattutto perché è l’ultimo a cadenza settimanale: da giugno infatti Parlando con le nuvole diventa quindicinale, uscirà il primo e il terzo venerdì del mese.

Questa coincidenza mi ha indotto a proporre un numero speciale e diverso dal solito, con cui divertirmi in prima persona e proporre a chi legge una domanda un po’ provocatorio: qual è secondo voi il miglior fumetto di sempre? Non secondo il tale critico o l’esperto di livello mondiale: secondo voi.

In altre parole si tratta di esprimere una preferenza commentando questo articolo, o una serie di preferenze come sto per fare io. Niente di scientifico, ripeto: semplicemente un gioco, un divertimento, sull’onda delle emozioni e dei ricordi che un titolo o un autore vi portano alla mente. Naturalmente comincio io, e lo faccio con una breve serie di elenchi a tema sul modello di quelli proposti da Fabio Fazio e Roberto Saviano nel corso della trasmissione Vieni via con me.

Per evidenti motivi legati alla mia storia personale, mi sembra inevitabile cominciare dalle serie italiane. E questo elenco non può iniziare che da lui: Nathan Never, l’agente speciale Alfa. Questo personaggio bonelliano mi ha fatto passare infinite ore di divertimento e suspense, con le sue storie complesse ma ricche di umanità. Lo consiglio a chiunque sia appassionato di fantascienza e cerchi una serie sviluppata su trame ampie e di lungo respiro. Una scoperta per me più recente ma altrettanto appassionante è Corto Maltese: del giorno in cui ho letto Una ballata del mare salato il personaggio di Hugo Pratt mi è rimasto nel cuore, con le sue avventure esotiche e l’animo inquieto dell’uomo di mare. Che dire invece di John Doe? Per me rappresenta un’epoca, quella dell’Università, e continuo a seguire le sue vicende (ormai vicine alla conclusione) con curiosità – visti gli sviluppi spesso imprevedibili – e l’affetto che si riserva a un buon amico. Pkna, invece, è la serie che per me ha fatto da ponte tra i più canonici fumetti Disney dell’infanzia e quello che sarebbe venuto dopo. Come Rat-Man, ad esempio: un personaggio straordinario per un autore che lo è altrettanto. Con le sue storie, Leo Ortolani riesce a far ridere e stupire allo stesso tempo, come sanno fare davvero in pochi.

Dopo aver conosciuto l’Italia, andiamo alla scoperta dell’America. Per me serie Usa significa soprattutto Batman. Seguo il Cavaliere Oscuro dalla tenera età di sei anni, e ancora non mi sono stancato delle sue battaglie per la difesa dei più deboli o di rileggere capolavori come The killing joke, Il ritorno del Cavaliere Oscuro, Anno Uno, Arkham Asylum e il più recente R.I.P. Ho letteralmente adorato anche due serie diametralmente opposte tra loro, ma in un certo senso più simili di quanto ci si aspetti: Sandman di Neil Gaiman, un viaggio onirico nell’umanità degli dèi, e Preacher di Garth Ennis, un trip allucinato nella divinità degli uomini.

Sull’altra sponda dell’oceano, in Giappone, tra gli autori che ho avuto la fortuna di conoscere ce ne sono tre in particolare che mi hanno stregato con le loro serie manga. Il primo è naturalmente Akira Toriyama: Dragon Ball è il primo manga che io abbia letto in vita mia, e ricordo ancora l’emozione con cui sfogliavo le pagine una dopo l’altra per conoscere la sorte dei combattimenti di Goku, Vegeta e compagni. Anni dopo ho scoperto Go Nagai e il suo fantastico Devilman: un’epopea sofferta e terribile che ha ispirato innumerevoli mangaka successivi. Tra questi c’è Kentaro Miura, autore di Berserk. Una serie oscura e introspettiva, una battaglia di resistenza a sé stessi prima ancora che al nemico.

Una menzione a parte merita la striscia, genere fumettistico per molti versi a sé stante. Come ho già avuto modo di dire, Peanuts di Charles M. Schulz è quella a cui sono più legato, dal momento che fin da bambino ho avuto sotto gli occhi le piccole grandi riflessioni di Charlie Brown, Lucy, Linus e tutti gli altri. Dopo di che non posso certo dimenticare Mafalda: la piccola rivoluzionaria di Quino è la miglior rappresentazione dell’impegno civile e politico che ogni adulto dovrebbe condividere, spesso lasciato invece ai sogni dei bambini o all’entusiasmo dei giovani.

Ultimo ma forse più importante capitolo di questa breve panoramica personale è il fumetto d’autore. Tra i fumettisti che preferisco in assoluto, oltre ai già citati Neil Gaiman (da ricordare il suo Mr. Punch) e Garth Ennis (autore di un ciclo memorabile su Hellblazer) c’è Frank Miller: opere come Ronin, 300 o Sin City non hanno bisogno di alcuna presentazione. Restando nell’ambito del fumetto anglofono, Grant Morrison meriterebbe una citazione solo per il suo straordinario lavoro su Batman negli ultimi anni, che in realtà segue tante altre opere di valore. Di tutt’altro genere è il giornalismo a fumetti di Joe Sacco, che con Palestina e Goražde area protetta ha raccontato in modo radicalmente nuovo storie complesse di guerra e confini. Frequenta le stesse tematiche anche Art Spiegelman, ma con modalità molto differenti: è lui l’artefice di Maus, vera pietra miliare del fumetto occidentale. Voglio citare anche tre autori di tre storie diversissime tra loro ma ugualmente efficaci: Craig Thompson, che con Blankets mette in scena l’amore; James O’Barr, che con Il corvo dà forma alla disperazione e alla vendetta; Don Rosa, che sulla scia di Carl Barks narra la parobola di un’icona disneyana come zio Paperone nel bellissimo The life and times of $crooge McDuck.

Ma il fumetto d’autore non è solo Stati Uniti e Regno Unito, anzi. Abbiamo già conosciuto la folgorante bravura di Marjane Satrapi, che con Persepolis e Pollo alle prugne ci ha raccontato la sua vita, l’Iran e molto altro. Come dimenticare poi le pagine intrise di storia dell’argentino Héctor Oesterheld, autore dell’Eternauta e della biografia Che, per i disegni di Alberto Breccia. Una breve parentesi sui disegnatori mi permette di ricordare, dopo il maestro uruguaiano del bianco e nero (tutti da gustare i suoi Miti di Cthulhu), la fantasia sognante di Sergio Toppi, il realismo pittorico di Alex Ross, il dinamismo supereroistico di Jim Lee e l’incredibile maestria di Dave McKean. Un discorso a parte va fatto per Jean Giraud, in arte Moebius: il compianto artista francese è il simbolo di una scuola da sempre prolifica che continua a produrre talenti, non ultimo quello di Joann Sfar (Il gatto del rabbino). E se parliamo di talenti dobbiamo citare quelli di casa nostra: Gipi mi ha particolarmente colpito con il suo S.

Bene, siamo alla resa dei conti. C’è un autore che non ho citato finora, ma la mia dimenticanza non è casuale. È Alan Moore, che considero il mio autore di fumetti preferito in assoluto. Tre opere in particolare sono in posizioni altissime nella mia personale classifica, oltre al già citato The killing joke. Si tratta di From Hell, V for Vendetta e soprattutto Watchmen. Questo è il miglior fumetto di sempre, per me. E voi che ne pensate? Dite la vostra, aspetto consigli di lettura!

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26 commenti per “I migliori fumetti di sempre

  • Lorenzo ha detto:

    I miei sono piuttosto noti dato che in fondo ne ho letti sempre in modo discontinuo: di italiani Rat Man e Dylan Dog, mentre americani forse gli X-Men (anche se la passione da piccolo andò per l’uomo ragno, anche a causa dei cartoni in tv). Di quelli giapponesi che ho avuto modo di leggere uno veramente degno di nota è quello che hai già citato tu, Berserk. Infine, se dovessi dire un opera fumettistica che in particolare mi ha colpito per il suo spessore e bellezza direi L’Eternauta (sceneggiato da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López), che ho conosciuto tramite le raccolte che fece Repubblica…

    Può essere che mi sia dimenticato qualcosa ma ecco i miei preferiti, bene o male!

    • Luca Rasponi ha detto:

      Anche io apprezzo Dylan Dog, pur preferendo una serie con trame più articolate nel tempo com’è Nathan Never, senza considerare che per quanto mi piaccia l’horror, sono una fan accanito della fantascienza 🙂

      Tra i Marvel anche a me piacciono molto gli X-Men, soprattutto per le tematiche che sono in grado di portare nelle loro storie (inclusione, discriminazione, ecc). Ti consiglio, se non l’hai già letto, “Dio ama, l’uomo uccide” di Chris Claremont e Brent Anderson.

      “L’Eternauta” è semplicemente un capolavoro, resta tra i miei fumetti preferiti per quelle atmosfere uniche che sa creare, di paura e mistero, oltre alla riflessione politica più profonda che contiene.

  • Alessandra ha detto:

    Nono…non so scegliere il mio fumetto preferito…però in questa rassegna [in cui per molte cose mi rispecchio…] mancano le opere di Paco Roca [Rughe e Le strade di sabbia sono imperdibili] e poi…ti sei scordato Guy Delisle e gli italiani…dove sono Gipi e Luca Enoch, tanto per dirne qualcuno? [di Thompson consiglio vivamente anche Habibi!]

    • Luca Rasponi ha detto:

      Eheh, scegliere è sempre difficile, io l’ho fatto sull’onda delle sensazioni senza pensarci più di tanto 🙂

      Ricordo che mi avevi consigliato Paco Roca ma purtroppo non ho avuto occasione di leggerlo… lo farò sicuramente, soprattutto se hai qualcosa di suo da prestarmi 😉 Stesso discorso per Habibi: è tra la lista di cose da leggere, spero di farcela prima o poi…

      Gipi nell’articolo c’è, tra l’altro citato per un fumetto che mi hai prestato tu 🙂 Quanto a Enoch… mi piace, sì, ma come ho detto tante volte a Laura non mi fa impazzire, se non altro per il fatto che le sue ambientazioni sono sempre ricchissime e particolareggiate ma le trame non riescono quasi mai a convincermi del tutto (un po’ quello che mi è successo con “American Gods” di Neil Gaiman).

      Guy Delisle me lo sono un po’ scordato, è vero… e non è l’unico!

  • Il lato Nerd di Eddy ha detto:

    Ci metterei un giorno intero a scrivere qualcosa che esprima i miei fumetti preferiti e Luca hai fatto un’introduzione ottima per molti di loro (mi prendo un vecchio merito per PKNA).

    Senza star qui a ricitare JD, Watchmen, 300 e blabla… aggiungo alla lista “Kick Ass” e ti IMPONGO di leggere Wanted, entrambi di “Mark Millar” (scrittore di Civil War della Marvel).

    “Whose Side Are You On?”

    • Luca Rasponi ha detto:

      Il merito per Pk è tutto tuo, Eddy 🙂

      Kick ass era già sulla lista delle cose da leggere e Wanted lo aggiungo adesso… grazie per il consiglio!

      E comunque io sono dalla parte di Cap: i principi prima di tutto!! 😀

  • Matteo ha detto:

    Lo sai che io son cattivo nelle critiche. Ma liquidare il manga, da sempre prolifico oramai quanto i comics americani con tre fumetti buttati lì, mi pare un oltraggio.Perchè senza scomodare per forza Tezuka ed il suo Astroboy e fra i comics non mi city Hellblazer che è in giro dai primi anni 90! Senza poi dimenticare fra i più classici del classico dei manga, cyborg 009 e lone wolf and cub, passando per Kagemaru Den di Shirato o Fantaman, Ryu e Babyl Junior per citarne prorpio solamente 3!

    • Luca Rasponi ha detto:

      Matt tu puoi essere cattivo quanto vuoi nelle critiche, ne hai la facoltà vista l’esperienza molto più vasta della mia 😉
      Però tengo a precisare che questo articolo è una panoramica delle mie letture preferite, che in quanto tale non può contenere i fumetti che non ho letto… per intenderci, purtroppo non conosco buona parte dei titoli che citi, a parte Astroboy e Fantaman di cui mi hai parlato tu e Lone wolf and cub che ho sulla lista delle cose da leggere da un po’.
      La mia esperienza personale mi ha portato a non essere un grande esperto di manga – che pure mi piacciono – e solo per questo ne ho citati meno rispetto ai fumetti di altre nazioni… lungi da me però l’intenzione di oltraggiare il Sol Levante! 🙂
      E poi Hellblazer nell’articolo c’è: è solo citato tra i meriti di Garth Ennis, ma la citazione non è casuale… e poi aspetta che leggo tutti quelli che mi hai passato, che magari ti faccio un articolo dedicato esclusivamente al buon JC! 😉

  • Arianna Beccaletto ha detto:

    Da ignorante completa, nonché tua discepola visto che gli unici fumetti che ho letto sono stati quelli che mi hai consigliato tu :-), posso solo dire che ho apprezzato in modo particolare Maus, per l’idea geniale dell’autore nella rappresentazione dei personaggi, ma non solo. I dialoghi sono pregni di una vita all’insegna dei soprusi e del dolore e ben rendono il clima degli anni del Nazismo.
    E poi, beh..c’è il mio primo vero amore: V! 😉

    • Luca Rasponi ha detto:

      Credo che per la capacità di combinare le tematiche che tratta con le peculiarità espressive del medium fumetto, Maus sia il più maturo tra i fumetti che ho citato.
      Lo ritengo all’altezza di molti capolavori letterari, e proprio per questo quando devo iniziare una persona al fumetto – soprattutto se scettica rispetto alle sue potenzialità – spesso propongo Maus.
      La bellezza delle cose però sta anche nell’affidarsi alle coincidenze: tu hai cominciato con V, e non poteva esserci un inizio migliore! 🙂

  • Luca ha detto:

    Scott Pilgrim ha riacceso il mio amore per il fumetto, che dopo il picco toccato con Dylan Dog (sappiamo tutti quale sia la fascia di albi dylaniati che ancora oggi valga la pena rileggere) era ridotto a letture episodiche.
    Negli ultimi mesi, comunque, la scoperta più folgorante è stata sicuramente The Walking Dead. Non ne avevo mai sentito parlare prima della serie tv, e sebbene abbia macinato horror in tutte le salse per la mia intera vita di lettore e non solo, i cicli della prigione e di Negan in particolare mi hanno regalato momenti di puro raccapriccio.

    • Luca Rasponi ha detto:

      Dal momento che non conosco Scott Pilgrim né The Walking Dead se non per sentito dire, mi fa assolutamente piacere ricevere due nuovi consigli di lettura!

      Quanto a Dyd, ho comprato la Grande Ristampa ma mi sono fermato al numero 100 della serie regolare, perché ricordo dalle mie letture sparse in gioventù che effettivamente dopo un po’ era calato, e tu sei tra i molti che lo confermano, mi par di capire.

      Ho sentito che però ultimamente si è ripreso grazie a nuovi sceneggiatori come il bravissimo Roberto Recchioni, che ho seguito su John Doe… possibile?

      • Luca ha detto:

        Non saprei: a partire dal numero 200 ho comprato solo qualche numero sparso, senza mai esserne particolarmente colpito; l’ultimo risale del resto a due o tre anni fa, quindi non so dirti nulla su eventuali sceneggiatori entrati a far parte della redazione in tempi recenti.

        Visto che sei di gusti aperti ed eterogenei, credo che Scott Pilgrim potrebbe piacerti, anche se leggendo alcuni blog mi è parso di capire che per qualche motivo si sia procurato anche una legione di haters (il disegno, nella fattispecie, non sembra soddisfare i marveliani).

        Con The Walking Dead penso invece di muovermi su un terreno sicuro. Fino ad ottobre, inoltre, recuperare rispetto alla serie tv è ancora questione di pochissimi albi.

        • Luca Rasponi ha detto:

          Io non sono affatto un marvelliano, quindi se avrò occasione di leggere Scott Pilgrim lo farò volentieri… e lo stesso vale per The Walking Dead. Grazie ancora per i consigli! 🙂

  • Antonio ha detto:

    Adoro la maggior parte dei fumetti da te citati. A questi però aggiungerei dei pilastri del fumetto italiano che non mi sembra siano stati citati: Tex Willer e Zagor!

    due serie assurdamente longeve, rinverdite nel fascino dai nuovi autori che le stanno curando.

    aggiungerei altri gioiellini targati bonelli:
    Storia del west di Gino D’Antonio
    Ken Parker di Giancarlo Berardi
    Un uomo un’avventura

    • Luca Rasponi ha detto:

      Effettivamente non ho incluso Tex e Zagor nella ‘playlist’ perché – al di là di qualche eccezione come Corto Maltese – non ho mai amato molto il genere dell’avventura classica, ancor meno se in salsa western o affini.

      Questo, che naturalmente è il mio gusto personale, non toglie che i personaggio che citi siano pietre miliari del fumetto italiano, in particolare Tex: non conosco gli sviluppi più recenti ma ho avuto occasione di leggere la saga di Mefisto e non mi è affatto dispiaciuta.

      Non conosco “Storia del west” e “Un uomo un’avventura”, mentre ho letto qualcosa di Ken Parker e mi è piaciuto moltissimo… spero di aver occasione di approfondire leggendo l’intera serie perché da quel poco che ho visto mi è parso che meriti sul serio!

      • massimiliano ha detto:

        a mio parere Ken Parker è uno dei migliori esempi dell’avventura a fumetti. Sia perchè rispetta il genere western e il mondo avventuroso del periodo fine 800 americano, sia perchè riporta messaggi e problemi che vi erano nella società di quel periodo e si confrontano e si rivivono nei nostri giorni.
        Inoltre Ken non è un supereroe, un superman che risolve tutti i problemi con la pistola o con i superpoteri, ma è semplicemente un uomo qualunque con i suoi difetti i suoi pregi i suoi principi morali che ognuno di noi vorrebbe avere e condividere. Vi sono altri bellissimi fumetti di grandi autori e personaggi meravigliosi della scuola franco belga e sud americana non li elenco perchè non ci sarebbe spazio a sufficienza. Inoltre dici bene che ognuno ha le sue preferenze e i suoi generi l’importane è che ci fanno sognare e riflettere quindi viva il fumetto sempre e comunque sia italiano americano europeo o giapponese

        • Luca Rasponi ha detto:

          Grazie per questo bellissimo commento Massimiliano, il tuo elogio appassionato del fumetto meriterebbe di essere messo in cornice!

          Raccolgo anche il tuo invito a leggere Ken Parker: con me, ripeto, sfondi una porta aperta. Si tratta solo di trovare il tempo, ma sono sicuro che ne varrà la pena!

  • Enrico Mambelli ha detto:

    Bellissimo! i gusti poi son gusti, e da grande estimatore del genere immaginavo che avresti incluso una parentesi DC, logico, manca il mio mito, a parte questo, ARTICOLO STUPENDO! 😉

    • Luca Rasponi ha detto:

      L’articolo è scritto per offrire una serie di consigli di lettura ovviamente a partire dal mio punto di vista, ma è anche presente un invito a chi legge e commenta di fare altrettanto… quindi se vuoi bilanciare con un po’ di Marvel – e Hulk in particolare – le porte non sono aperte, sono spalancate!

      In ogni caso, grazie mille per i complimenti… è stato un articolo divertentissimo da scrivere, sono contento che sia altrettanto piacevole da leggere 😉

  • Nunzio ha detto:

    Bellissimo articolo, ma manca Will Eisner. Imprescindibile.

    • Luca Rasponi ha detto:

      Assolutamente! Grazie Nunzio per il commento e per aver ricordato un autore davvero imprescindibile, che mi sono permesso di non citare solo perché purtroppo non ho ancora avuto modo di approfondire a dovere, limitandomi a qualche lettura superficiale in gioventù… una lacuna cui devo senza meno porre rimedio al più presto! 😉

  • Robby ha detto:

    Complimenti, con questo articolo hai instaurato un discorso coi lettori che sarebbe bene approfondire in una sorta di classifica aggiornata in base ai nostri commenti… è solo un’idea. Per i manga consiglio Jiro Taniguchi (curiosità il mangaka preferito da Veltroni) minimalista e intimo, per il comic Spawn e in particolare gli spin off sperimentali di Sam&Twitch, che a volte sfociano nel fotoromanzo horror e per l’Italia Ranxerox, il fumetto alternativo che tutti ci invidiano! ciao

    • Luca Rasponi ha detto:

      Ciao Robby, ti ringrazio per il suggerimento, direi che è sicuramente un’ottima idea… provo pensare a come realizzarlo nella pratica!

      Grazie anche per i tuoi consigli di lettura: conosco e apprezzo Taniguchi, ma non sapevo fosse il mangaka preferito di Veltroni! Spawn è un altro titolo che mi piace molto, sicuramente il mio preferito tra i personaggi Image, anche se conosco più che altro i primi numeri della serie, poi non ho più seguito (non amo particolarmente Sam & Twitch, ma forse non mi sono mai applicato per capirlo come si deve).

      Invece non ho mai avuto occasione di approfondire Ranxerox, che conosco solo di fama… ecco un altro titolo da aggiungere alla mia lista di letture! 😉

  • gabo ha detto:

    i fumetti che sono più rimasti nel mio ventiduenne cuore -e che sento di consigliare a tutti- sono senza dubbio preacher, hellblazer (non solo il ciclo di ennis), punisher di Ennis e collana MAX, watchmen, the extremist (p.milligan), è forse poco noto ma era parecchio interessante e innovativo visti i temi trattati e l anno di pubblicazione, Sandman, immancabile rat man, il nuovissimo “Saga” (vaughan) è riuscito a farmi commuovere in diversi momenti, Bone, The boys, Lobo, authority (i volumi di garth ennis che vedono protagonista lo sfigatissimo Kevin)…e che mi viene in mente ora “5 ronin” (hulk, deadpool, wolverine, frank castle e psylocke che si pestano di brutto nel giappone feudale! maaa loool!)… mi vengono in mente solo questi ora come ora, ma sicuramente ho tralasciato titoli meritevolissimi…chiedo a tali titoli di perdonarmi a priori e scusare la mia scarsa memoria. magari fatemeli notare voi 😉 ciao!

    • Luca Rasponi ha detto:

      Ciao Gabo e grazie per il commento!

      Conosco e apprezzo diversi dei fumetti che hai citato, da Preacher a Hellblazer, da Sandman a Rat-Man, passando naturalmente per Watchmen. Sto completando la lettura di The Boys, che finora mi è piaciuto molto, mentre non mi fa impazzire Punisher in generale (ho un’altra concezione di “eroe dei fumetti”) e quindi anche il ciclo di Ennis in questo caso non fa eccezione. Lo stesso discorso, più o meno, vale per Lobo, che però conosco davvero poco. Da tempo mi piacerebbe approfondire sia Bone che Authority, mentre non avevo mai sentito né The Extremist né Saga, e nemmeno 5 Ronin, non essendo un Marvel-fan.

      Nessuno deve scusare nessuno, visto che l’idea alla base di questo articolo era che ognuno proponesse i fumetti che più lo appassionano: hai aggiunto diversi titoli alla discussione, quindi grazie ancora per il contributo! 🙂

      ps: chi come Robby (che aveva commentato lo scorso 21 settembre) fosse interessato a un seguito di questo articolo non ha che da aspettare qualche mese… restate sintonizzati e ne vedrete delle belle! 😉

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