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Perché amo maledettamente Jamie Oliver

di Veronica Frison

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Ho capito in questi giorni il mio viscerale amore verso la Gran Bretagna.

La prima volta che vi misi piede avevo 17 anni, e mai avrei immaginato che ci sarei tornata per oltre 6 anni così tante volte. Gran parte dell’ attrazione che provo verso questo paese,la passione per il cibo e la curiosità nei confronti di quello di altre culture le devo a Jamie Oliver, senza ombra di dubbio.

Il primo pensiero felice che mi appare nella mente quando sto per prendere l’aereo é proprio quello del cibo, dei colori, e dei profumi di spezie e delle differenti culture che solo nelle grandi città puoi “rubare” alle cucine dei ristoranti mentre passeggi sul marciapiede.

Non esiste in Italia a mio parere qualcuno paragonabile a quello che Jamie Oliver é per l’Inghilterra a livello di personalità. Nessuno prima di lui era riuscito a trasformare le abitudini culinarie degli inglesi.

Jamie Oliver è un fenomeno della cucina internazionale, uno dei personaggi televisivi inglesi più famosi e amati in Gran Bretagna e nel mondo.

Classe 1975, nato a Claverind, nell Essex, sin da adolescente lavora nel pub che i genitori gestiscono, “The Cricketers”. Comincia dal “Westminster Catering College”  la sua carriera da chef, che non si focalizza solamente sull’apprendimento della cucina inglese, ma lo porta a viaggiare in Francia, a lavorare nei migliori ristoranti italiani e a possedere soprattutto quello che io trovo l’ingrediente fondamentale di tutti i grandi geni, la curiosità.

Questo é ciò che non può passare inosservato: l’entusiasmo e la curiosità.

Al di la delle sue competenze da chef, ciò che mi ha sempre colpito, sono stati i suoi progetti.

Nel 2002 Jamie ha dato vita a un progetto ambizioso: ha selezionato 15 ragazzi cresciuti in famiglie economicamente svantaggiate, senza prospettive, che non avevano mai messo piede in una cucina, e li ha trasformati in cuochi professionisti. Oggi “Fifteen” é una catena di ristoranti in tutto il mondo che possiede un obiettivo sociale importante, ovvero aiutare all’ introduzione nel mondo del lavoro giovani con problemi personali, come ex tossici o ragazzi provenienti dalla strada.

Un altro progetto a mio avviso rilevante, partito dalla Gran Bretagna per poi essere esportato in America, é stato quello di cambiare le abitudini alimentari delle persone, a partire dalle scuole. Nel 2005 Jamie Oliver é riuscito a ottenere dal governo denaro per riformare le mense scolastiche inglesi.

Il progetto consisteva semplicemente nell’introdurre cibi sani nella dieta dei bambini,  partendo dalle mense scolastiche, dove i bambini formano le loro abitudini alimentari. Questo progetto si é poi trasformato in una serie televisiva, sponsorizzata dall’emittente televisiva ABC, con il fine di combattere l’obesità in America e aiutare le persone nella scelta di cibi sani per una vita migliore.

Non da ultimo – ma questo non é traducibile in parol e- occorrerebbe seguire Jamie durante uno dei programmi televisivi e vederlo all’opera.
La passione che trasmette é inspiegabile.
Il modo in cui descrive il suo paese, il cibo e le città é qualcosa di incredibile.

La mia visione della Gran Bretagna e anche del mio stesso paese (Jamie é perdutamente innamorato dell Italia) é stata piacevolmente influenzata dai suoi pensieri, dalle sue scoperte e dalle sue fotografie. È bello talvolta lasciarsi spiegare e trasportare da chi vede le cose che tu vedi tutti i giorni, con occhi da viaggiatore.

È un grande comunicatore, un uomo di marketing, e ogni sua iniziativa merita di essere sempre seguita con grande entusiasmo.

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