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Un anno di addii (3/3)

di Luca Rasponi

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Ultima tappa per il nostro viaggio in ricordo dei grandi del fumetto che ci hanno lasciato nel 2011. Con la conclusione torniamo negli Stati Uniti per salutare Jerry Robinson e Joe Simon, creatori di un grande cattivo e di un altrettanto grande eroe che hanno fatto la storia del fumetto di supereroi.

Jerry Robinson, nato nel 1922 a Trenton (New Jersey), è morto il 7 dicembre 2011. La sua scomparsa ha colpito profondamente tutti i fan della Dc comics e in particolare di Batman, dal momento che il disegnatore statunitense è il creatore del Joker, vera e propria nemesi dell’Uomo Pipistrello. L’inizio della carriera di Robinson appartiene alla leggenda del fumetto: si narra che Bob Kane (co-creatore di Batman) lo abbia incontrato diciassettenne che vendeva gelati in un chiosco nel 1939. Incuriosito dai disegni che decoravano il suo giubbotto, Kane gli chiese chi li avesse fatti: era stato lo stesso Robinson. Che da quel momento in poi entra nella scuderia Dc abbandonando il sogno di una carriera da giornalista. Negli anni febbrili della Golden Age, però, la creatività degli artisti raramente veniva premiata con un adeguato compenso economico: il disegnatore Bob Kane, ad esempio, si era accaparrato tutti i diritti d’autore sul personaggio di Batman e sui suoi comprimari, mentre a Bill Finger, co-creatore del Cavaliere Oscuro, non era stato riconosciuto alcun merito. Lo stesso successe a Jerry Robinson, spesso fondamentale nel processo creativo che ha portato alla nascita di alcuni storici personaggi di casa Dc. È stato Robinson, per esempio, a suggerire il nome Robin per la spalla dell’Uomo Pipistrello. Sempre lui ha contribuito a creare il maggiordomo Alfred Pennyworth e il supercattivo Due Facce. Ma è con il Joker che, nell’ormai lontano 1940, Robinson mette a segno il suo colpo migliore. L’ispirazione arriva dal jolly delle carte e dal film muto L’uomo che ride (1928), in cui Conrad Veidt interpreta divinamente il protagonista dell’omonimo romanzo di Victor Hugo (1869). Grazie anche ai suggerimenti di Kane e Finger, Robinson disegna un uomo dalle fattezze di un clown, con il sorriso perenne di Veidt-Gwynplaine e un’indole incorreggibilmente folle: è il Joker, l’incarnazione della pazzia e del caos, che si contrappone inesorabilmente a Batman, portatore di ordine e legge.

La carriera di Robinson continua per molti anni con la Dc e da indipendente, ma l’epoca dei sogni chiamata Golden Age è passata, per lui come per i comics made in Usa. Non per questo il disegnatore rinuncia a migliorare ancora una volta il mondo del fumetto: è infatti grazie al team composto da Robinson e Neal Adams (altro grande disegnatore di supereroi, ma anche avvocato) che Jerry Siegel e Joe Shuster vincono nel 1975 la loro battaglia contro la Dc per il riconoscimento del loro diritto d’autore sulla creazione di Superman. Si tratta di una sentenza epocale per il mondo dell’editoria fumettistica, che non solo si ritrova a dover riconoscere a pieno i meriti degli autori ancora al lavoro, ma anche a tornare sui propri passi per tributare il giusto compenso anche ai creatori di personaggi storici. Una grande vittoria anche per Robinson, che pur senza abbandonare il mondo del fumetto disegnato è diventato un punto di riferimento e supporto per tutti i fumettisti, prima come presidente della National Cartoonists Society (1967-69), poi fondando la Cartoonists & Writers Syndicate/CartoonArts International nel 1978.

L’ultimo grande addio dell’anno scorso è stato quello di Joe Simon. Nato a New York nel 1913 e scomparso il 14 dicembre 2011 all’età di 98 anni, Simon è stato per la Marvel qualcosa di molto simile a quello che Robinson è stato per la Dc: un pilastro delle fondamenta. È dalla mente di Simon e dalla matita di Jack The King Kirby, infatti, che nel 1941 è nato Capitan America, l’eroico patriota che ha esordito nel mondo del fumetto colpendo in pieno volto Adolf Hitler. Oltre al personaggio a cui è naturalmente legato il suo nome, Joe Simon è il creatore anche di alcuni eroi per la grande rivale della Marvel. A seguito del mancato pagamento dei diritti d’autore per l’ideazione del Capitano, infatti, Simon si accasa alla Dc e crea insieme all’inseparabile Kirby numerosi personaggi, tra cui il primo Sandman (da non confondersi con l’omonimo protagonista della serie anni ’80-‘90 firmata da Neil Gaiman). I due intraprendono insieme anche la strada editoriale, e negli anni ’60 portano in tribunale la battaglia con la Marvel per i diritti su Capitan America. La contesa tra i creatori dell’eroe e Stan Lee, che aveva recuperato per la Casa delle Idee il personaggio sviluppato quando ancora la casa editrice si chiamava Timely comics, si è conclusa solo pochi anni fa con un accordo tra le parti. La morte di Capitan America nel 2007 aveva lasciato Simon molto contrariato, anche se il Capitano è tornato molto presto a difendere il suo Paese, come spesso accade nel mondo del fumetto di supereroi.

Il parallelo tra Robinson e Simon restituisce diverse similitudini, pur nella complessità di due storie diverse: entrambi monumenti della Golden Age, creatori di un personaggio memorabile e in prima linea per il riconoscimento del diritto d’autore. Due artisti speculari, un disegnatore Dc e uno sceneggiatore Marvel, scomparsi a breve distanza l’uno dall’altro: senza di loro l’epoca d’oro del fumetto sembra ancora più lontana.

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