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Non è te che aspettavo – Neogenitori e trisomia 21

di Simone Galli

Pubblicato il

Non è te che aspettavo non è un libro facile da leggere. E immagino non lo sia stato nemmeno da scrivere.

Fabien Toulmé, ingegnere francesce classe 1980 ci racconta del suo percorso, del muro fatto di pregiudizio e paura che si era frapposto tra lui e la figlia Julia. Fabien è un giramondo e dopo i suoi ultimi viaggi in Benin, Guiana e Guadalupa è stanziato in Brasile, dove la moglie Patricia si accorge di essere incinta. Per loro è la seconda gravidanza, dopo aver avuto Louise che è già in età scolare.

Non è te che aspettavo si apre con un flashback sul finire degli anni ’80, quando un Fabien poco più che bambino ha il suo primo incontro con la trisomia 21. Ed è proprio questa sindrome che lo spaventa a morte quando si ritrova a dover diventare padre per la seconda volta. In Brasile effettuano un primo test che darà esito negativo. La bambina è sana, e c’è solo una possibilità infinitesimale che ci si possa essere sbagliati, le probabilità sono le stesse di vincere la lotteria. Confortati da questo la famiglia si sposta in Francia dove nasce la piccola Julia. Dopo un qualche primo giorno di tensione per l’aspetto non consueto della piccola il timore, il presagio che aveva accompagnato Fabien dall’inizio della gravidanza trova fondamento. Julia ha la sindrome di Down ed il mondo crolla addosso a Fabien.

Sarà un percorso di dolore ed accettazione per Fabien e sua moglie Patricia. Toulmè ci descrive la realtà cruda che si trova ad affrontare, i pensieri più meschini che gli passano per la testa. I disegni, dal tratto quasi umoristico, sono in piena contrapposizione con la storia che ci viene raccontata, come a smorzare il dolore che viene rievocato dalle tavole colorate, che cambiano tinta predominante ad ogni capitolo. Uno dei temi più interessanti e toccanti del libro è il rapporto che Louise, la sorellina di Julia, ha con questa.

Lei non vede la malattia, lei non vede la diversità, vede solo la sorella, nella sua eccezionale particolarità. Forse è questo uno degli elementi più importanti nell’aiutare Fabien a scavalcare il muro posto tra lui e l’ultima arrivata.

Non è te che aspettavo è il graphic novel di esordio dell’autore, che prima aveva pubblicato solo illustrazioni e fumetti su riviste e serie antologiche.

Bao Publishing porta in Italia un altro fumetto di qualità, che evita per tutto il tempo della lettura la trappola della facile retorica in cui si potrebbe cadere parlando di disabilità infantile.

Non è te che aspettavo è un graphic novel potente, che prima spaventa e disorienta ma che poi ti porta, non a scavalcare il muro verso la piccola Julia, ma a sfondarlo insieme a Fabien.

L’edizione italiana è un compatto volume brossurato di circa 250 pagine da cui vi sarà difficile staccarvi una volta iniziata la lettura.

Consigliato a chiunque ami il fumetto d’autore e a chiunque abbia voglia di emozionarsi leggendo questa stupenda e durissima storia d’amore paterno.

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