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Appuntamento a Phoenix – Il viaggio clandestino di Tony Sandoval

di Enrico Cantarelli

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La copertina di Appuntamento a Phoenix di Tony SandovalIn Appuntamento a Phoenix è possibile riscontrare analogie con il simbolo della Cortina di Ferro. I miei ricordi di bambino di 9 anni sono sfocati, ma quel che mi resta è l’importanza mediatica data all’evento, cosa che mi ha fatto credere che dopo un simile avvenimento di muri divisori non se ne sarebbero visti più.

Purtroppo esistono ancora barriere che dividono con la forza le nazioni e le persone e non sono necessariamente costruite in cemento. La frontiera tra Stati Uniti e Messico affronta oggi un dramma simile a quello della Berlino della Cortina di Ferro. È di poco tempo fa la notizia della sconcertante proposta di Trump di sparare sui migranti illegali o far costruire un fossato con coccodrilli e serpenti nei pressi del muro. Tony Sandoval ci parla del viaggio disperato di tanti esseri umani verso gli Usa nel suo Appuntamento a Phoenix.

Una pagina del fumetto Appuntamento a Phoenix di Tony SandovalIl fatto che questa opera sia, come afferma l’autore, un «racconto autobiografico di una storia clandestina» la rende ancora più toccante. Il tema dei clandestini è più che mai attuale in questo travagliato periodo di migrazioni. E un muro può essere insormontabile anche quando è metaforico, non solo quando è presidiato da guardie armate. Il mare Mediterraneo ne è un esempio lampante.

In Appuntamento a Phoenix il muro è costituito da una reale barriera in lamiera o in rete metallica, ma anche dal pericoloso deserto che si estende tra la frontiera statunitense e messicana.

Sono centinaia, forse migliaia, i clandestini che ogni anno cercano di entrare illegalmente negli Usa. Ognuno di essi ha il suo motivo personale, anche se molti sono accomunati dalla ricerca di una vita migliore e da un fuga da situazioni di povertà estrema o violenza. Alcune persone giungono in Messico addirittura dall’America Centrale o dall’America Meridionale, affrontando un viaggio che spesso può rivelarsi mortale.

Il muro lungo la frontiera corre dalla regione di Tijuana verso est interrompendosi in alcuni punti lontano dai centri abitati, dove il deserto è appunto il deterrente maggiore. Altri tratti di muro sono presenti negli Stati dell’Arizona, Nuovo Messico e Texas, presso El Paso. L’amministrazione Trump vorrebbe ampliare e attivare controlli severi sulla frontiera, ma già nelle condizioni attuali in migliaia sono morti cercando di entrare negli Stati Uniti.

Una pagina del fumettodi Tony SandovalAppuntamento a Phoenix racconta la vera epopea di uno dei fumettisti messicani più affermati al mondo, oggi residente in Francia. Tony Sandoval nel 1998, all’età di appena 25 anni, ha seguito il suo sogno di diventare un illustratore famoso e per farlo doveva necessariamente arrivare negli Stati Uniti. Lo spingeva anche il desiderio di riabbracciare la sua amata Suzy, una studentessa americana che aveva conosciuto proprio in Messico, dove lei stava svolgendo un tirocinio.

Il protagonista/autore del libro sceglie quindi di mettere a rischio la propria vita per amore della sua ragazza e per rincorrere la ferma aspirazione di diventare qualcuno sfruttando il suo talento. Tra la gente che Sandoval incontra nel suo viaggio vi sono famiglie intere che fuggono dalla povertà, corrieri di droga e padri di famiglia che lavorano negli Stati Uniti per guadagnare più denaro e portarlo ogni anno alla famiglia in Messico.

Una pagina del fumetto di Tony SandovalIl giovane Tony, sognatore e idealista, si imbarca in un’impresa che si dimostra difficile dal principio. Quando vede respinta la sua richiesta di visto d’ingresso negli Usa si decide a tentare la traversata della frontiera da clandestino, presso Nogales. Solo al terzo tentativo riuscirà a raggiungere Phoenix, dove potrà riabbracciare Suzy: nel frattempo avrà imparato a resistere a pressioni psicologiche, ad affrontare situazioni pericolose e sarà divenuto più uomo di quello che la sua età dimostra.

Col tratto leggero e disincantato che lo contraddistingue, Sandoval racconta in Appuntamento a Phoenix una triste pagine quotidiana di clandestinità. Questa è la prima opera dell’autore messicano che non contiene inserti di fantasia, viaggi onirici, creature fiabesche o mostruose, come quelle del suo ultimo capolavoro Futura Nostalgia. Sandoval presenta la sua tormentata Odissea messicana con efficace realismo e fa vibrare le giuste note emotive del lettore, senza addentrarsi in moralismi o giudizi di alcun genere.

Un'immagine tratta da Appuntamento a Phoenix di Tony SandovalNon è difficile vedere nei tentativi di oltrepassare illegalmente la frontiera verso gli Usa gli sforzi che hanno segnato coloro che per 28 anni hanno combattuto contro il famigerato Muro di Berlino. Sono centinaia le persone che hanno tentato di scavalcare il Muro o oltrepassare i suoi posti di guardia e ci hanno rimesso la vita. La caduta del Muro di Berlino ha segnato non solo il principio della fine della Guerra Fredda, ma si è imposto come simbolo di una libertà che non deve mai essere perduta.

In un’epoca di globalizzazione e mobilità come la nostra, dove letterati e politici parlano spesso di flussi migratori imponenti, sembra assurdo che debbano esistere muri a dividere i popoli. Non è il caso di scendere in dettagli politici o amministrativi specifici, ma è lecito domandarsi quanto la burocrazia debba attivarsi per facilitare lo spostamento delle persone. Oppure come sia possibile aiutare i bisognosi che scelgono loro malgrado di abbandonare le proprie case per andare incontro all’ignoto.

Se il genere umano ha combattuto e gioito per la caduta del Muro di Berlino, quale bisogno ha di costruire altri muri per porre barriere che, inevitabilmente, finiranno per allontanare le persone?

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