Magazine

Good bye, Lenin! ovvero, come (provare a) tenere in piedi il Muro di Berlino

di Alessio Ottonello

Pubblicato il

Good bye, Lenin!
Un film di Wolfgang Becker, con Daniel Brühl, Katrin Sass, Maria Simon, Florian Lukas

«Quel giorno, mentre fissavo le nuvole, mi resi conto che la verità era qualcosa di estremamente vago, che potevo facilmente adattare all’abituale percezione del mondo che aveva mia madre»

Che cosa non si farebbe per proteggere i propri cari? Persino montare un’intricata messinscena per fingere che il Muro di Berlino non sia mai caduto!

La caduta del Muro di Berlino (1961 - 1989)

La caduta del Muro di Berlino (1961 – 1989)

È proprio quello che fa il giovane Alex, nella capitale tedesca brulicante di cambiamenti del 1990, per non provocare alla madre uno shock che potrebbe risultarle fatale. Lei, fervente attivista socialista, è uscita dal coma otto mesi dopo un incidente che è coinciso proprio con la riapertura dei varchi tra le due Germanie.

Good Bye Lenin è un film tedesco uscito nel 2003 che ha riscosso un grandissimo successo in patria, alimentando il fenomeno della “Ostalgie” ovvero la nostalgia per gli usi e i costumi della Germania Est, lo Stato satellite dell’Unione Sovietica durato 40 anni.

Si tratta di una commedia agrodolce, in cui si alternano il divertimento generato dalle trovate del ragazzo per impedire che la madre veda la nuova Berlino, una città ormai preda del consumismo sfrenato, con all’amarezza per le rinunce e le bugie che i familiari della fragile Christiane devono accettare per mantenerla al sicuro, dentro un mondo ormai svanito.

Daniel Bruhl è Alex, un giovane che fa di tutto per mantenere in piedi la DDR dei sogni per sua mamma

Daniel Bruhl è Alex, un giovane che fa di tutto per mantenere in piedi la DDR dei sogni per sua madre

Questa però è anche l’occasione per noi spettatori millennial, al pari di una visita al DDR Museum, per conoscere qual era la vita dei berlinesi dell’Est ai tempi della Repubblica Democratica. Una vita fatta di parate e vita sociale organizzata dal Partito, prodotti di consumo autarchici e annose attese per la consegna di una Trabant nuova fiammante!

Con le vecchie banconote ridotte a carta straccia senza alcun valore e qualità di cibi scomparse da un giorno all’altro dagli scaffali dei negozi, Alex fa parecchia fatica a mantenere l’illusione che la vita quotidiana non abbia risentito dei venti del cambiamento: va a ripescare vecchi mobili e vestiti tra le cose ormai dismesse e, per quanto riguarda i barattoli di alimenti della repubblica socialista, è costretto a recuperarli dalla spazzatura o dalle case abbandonate di chi si è trasferito a Ovest.

Una Trabant blu cielo consegnata in tre anni soltanto!

Una Trabant blu cielo consegnata in tre anni soltanto!

Possiamo soltanto immaginare quale sia stato l’effetto travolgente di questa astuta sceneggiatura e delle sue suggestioni visive sul pubblico tedesco, la metà del quale avrà riso dell’assurdità dello stile di vita filo-sovietico dei compatrioti oltre la Cortina di ferro, mentre l’altra metà avrà tirato un sospiro di sollievo oppure si sarà asciugata una lacrima per un ricordo ormai lontano.

L’abilità dell’autore/regista Wolfgang Becker è proprio quella di restare sempre in questo equilibrio ottenuto con una satira leggera e raffinata, senza mai scadere in un giudizio politico o storico.

Il revisionismo affettuoso di Alex lo porta a modificare la Storia in maniera a volte esilarante (un esempio? L’indimenticabile scena della Coca-Cola)

Anche se il momento più celebre resta quello che dà il titolo al film, in cui la madre finalmente esce di casa e, smarrita tra concessionari di BMW e gente dell’Ovest che circola liberamente per il suo quartiere, si vede arrivare dal cielo una gigantesca statua di Lenin sradicata e trasportata da un elicottero che, prima di sparire all’orizzonte, sembra voltarsi a salutarla.

Lenin: Goodbye!

Lenin: Goodbye!

Alla fine la DDR versione 1990 sceneggiata da Alex è nettamente migliore di quella reale, terminata col crollo del Muro il 9 novembre 1989, e in uno dei falsi notiziari televisivi di propaganda che fa confezionare dal collega cineamatore, il giovane sognatore fa finire la storia con una rivoluzione al contrario: l’Est apre benevolo i propri confini agli occidentali in fuga dalle false certezze dell’aspro stile di vita capitalista!

In definitiva Good Bye Lenin è una specie di favola fatta di invenzioni storiche e a sottolineare questo aspetto concorrono anche le musiche del compositore Yann Tiersen, lo stesso della sognante colonna sonora de Il favoloso mondo di Amélie.

È anche la pellicola che ha fatto conoscere al mondo il giovane attore Daniel Brühl, che proprio grazie a questo ruolo da protagonista ha portato la propria carriera a livello internazionale, comparendo in super produzioni come Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino e nell’universo Marvel in Captain America – Civil war.

Goob Bye Lenin ci fa riscoprire con cosciente leggerezza una delle travagliate pagine della storia di un popolo che, a visitare la Germania di oggi, è davvero difficile immaginare e ci fa anche un pochino riflettere sulle difficoltà di chi, come la mamma del film, si trova inerme ad affrontare lo stravolgimento del proprio mondo, l’abbattimento di un muro, sia esso materiale o piuttosto mentale.

In occasione del trentesimo anniversario della caduta del Muro, Good Bye Lenin è tornato al cinema il 4 e 5 novembre scorsi in versione rimasterizzata, e voi siete andati a vederlo o a rivederlo?

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: