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Cemento e sangue: la storia del Muro di Berlino

di Laura Musso

Pubblicato il

Linea del muro di Berlino

Il Muro di Berlino […] impegnava 12mila uomini con turni di 2.300 oltre a 900 cani da guardia impiegati nella striscia di controllo; questo personale aveva a disposizione 567 veicoli blindati, 156 bulldozer, 48 cannoni anticarro, 48 lanciagranate, 114 lanciafiamme più l’armamento leggero per ogni agente in servizio.

[Piero S. Graglia (2019), Il Muro. Berlino e gli altri, People, Gallarate (VA)].

Quando nominiamo Berlino la associamo immediatamente al Muro e la immaginiamo come città divisa. Se ripercorriamo la storia di Berlino scopriamo che è nata divisa. La città ha infatti origine dall’unione di una comunità slava e un insediamento germanico. Il fiume Sprea separa i due villaggi che formano la città del XII secolo: Cölln sulla riva sinistra e Berlin sulla destra. I due villaggi si uniscono nel 1307 con il nome Berlino; una posizione strategica, al centro delle rudimentali vie commerciali che permettono il trasporto dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento e l’importazione di altri beni dal vicino Baltico e dal Sacro Romano Impero.

Non ripercorriamo qui il dettaglio dei successivi secoli che vedono Berlino protagonista di tanti eventi storici e anche il suo sviluppo come importante polo sia commerciale, sia politico. Negli ultimi decenni dell’Ottocento Berlino – durante il governo di Bismarck – è una delle città più poliedriche della Germania, con la sua classe borghese formata da cittadini provenienti da varie aree dell’Europa e una classe operaia assai più consistente di quella di tutte le  altre città tedesche.

Due conflitti mondiali e ancora Berlino e la Germania tra i principali protagonisti. Gli anni del secondo dopoguerra sono caratterizzati da un lungo e tormentato periodo nella sfera sociale e soprattutto in quella politica. La Guerra Fredda porterà presto al compimento del destino di Berlino.

Uno strano destino infatti è quello di Berlino e dei berlinesi che non avrebbero mai immaginato di dover ritornare alle origini della loro città nata da una divisione. Ma questa volta non è una divisione legata alla conformazione naturale del territorio:  è una barriera eretta dall’uomo ed è espressione della paura della fuga della popolazione verso l’Ovest. La Repubblica Democratica Tedesca giustifica e presenta ai tedeschi dell’Est il Muro come necessaria protezione antifascista.             

Gli abitanti di Berlino ovest, al loro risveglio, scesero a protestare nelle strade; a Est chi aveva intenzione di fare lo stesso ne veniva dissuaso con forza dalla Polizia popolare (i Vopos) che presidiava in forze incroci e vie, mentre gli sbarramenti venivano costruiti, le linee della metropolitana venivano interrotte e le fognature venivano presidiate. […] …il Muro veniva continuamente rafforzato e reso impenetrabile: chi tentava di oltrepassarlo spesso restava ucciso, anche se di tanto in tanto qualche tentativo riusciva. Alla fine divenne (oltre che un orrore) un simbolo della Guerra fredda, un sistema che riusciva a essere allo stesso tempo assurdo, liberticida e rassicurante. Come ebbe a dire Douglas Hurd, ministro degli Esteri del governo britannico di Margaret Thatcher, «ci abbiamo convissuto piuttosto felicemente per quarant’anni».

[1989. Il crollo del Muro di Berlino e la nascita della nuova Europa. A cura di Antonio Carioti e Paolo Rastelli (2014), Corriere della Sera Storie, Milano]

La determinazione dei confini fra le rispettive zone avviene in modo piuttosto casuale, contribuendo così ad aggravare i problemi economici. La zona sovietica risulta la più ampia; quella britannica la più popolata; la zona più piccola e con la popolazione più ridotta è quella francese.

Mappa della divisione di Berlino
G. Cracco – A. Prandi – F. Traniello (1992), L’Europa e il mondo nell’età contemporanea, Vol. 3, SEI, Torino.

UNA CITTÀ, UN MURO, QUATTRO SETTORI

Nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961 ha inizio la costruzione del Muro di Berlino, prima le barriere in filo spinato e poi le opere in muratura. Ai cittadini residenti nell’area Est è vietato spostarsi ad Ovest: da un giorno all’altro i berlinesi si trovano divisi e imprigionati.

Dal 23 agosto 1961 ai berlinesi dell’area Ovest è proibito visitare la parte orientale della città.

13 agosto 1961: la costruzione del Muro; foto: Presse- und Informationsamt der Bundesregierung
13 agosto 1961: la costruzione del Muro; foto: Presse- und Informationsamt der Bundesregierung
Foto del Muro di Berlino davanti alla Porta di Brandeburgo (1961)
foto: Presse- und Informationsamt der Bundesregierung

Nelle prime ore del mattino del 13 agosto 1961 vengono eretti sbarramenti provvisori ai confini del settore sovietico verso Berlino Ovest e tolti tratti di pavimentazione sulle strade di collegamento, che vengono così interrotte. Nelle settimane e nei giorni seguenti, gli sbarramenti di filo spinato ai confini con Berlino Ovest sono sostituiti da un muro di lastre di cemento e blocchi forati, costruito da operai edili di Berlino Est sotto gli occhi implacabili delle sentinelle di frontiera della RDT. Molte abitazioni sono coinvolte nelle fortificazioni di confine: per questo vengono murate le entrate delle case e le finestre al piano terra. Gli abitanti possono accedere ai propri appartamenti solo passando dalla parte dei cortili che si trovano a Berlino Est. Vengono tagliate e separate strade, piazze e case, i collegamenti del traffico urbano sono interrotti.

https://it.euronews.com/2014/10/29/la-nascita-del-muro-di-berlino

La sera del 13 agosto il sindaco di Berlino ovest Willy Brandt, davanti al parlamento della città e a nome dell’Amministrazione (Senat) cittadina, denuncia a tutto il mondo “le misure illegali e inumane di chi divide la Germania, opprime Berlino est e minaccia Berlino ovest (…)”.

Nei giorni successivi notiziari e quotidiani diffondono la notizia, qui di seguito la prima pagina de La Stampa:

http://www.archiviolastampa.it/

Nel periodo successivo gli impianti di sbarramento sono ampliati e il sistema di controllo perfezionato. Il muro all’interno della città, che divide Berlino est da Berlino ovest, ha una lunghezza di 43,1 chilometri. Lo sbarramento che separa il resto della RDT al confine con Berlino ovest, aveva una lunghezza di 111,9 chilometri. Tra il 1961 e il 1989 vengono eseguiti quattro interventi di rifacimento di alcune parti della struttura muraria.

Oltre 100.000 cittadini della RDT cercarono di fuggire attraverso il confine tra le due Germanie o il Muro. Più di 600 persone furono uccise dalle sentinelle di frontiera della RDT oppure morirono nel tentativo di fuga; solo al Muro di Berlino tra il 1961 e il 1989 si contano più di un centinaio di morti.

STRUTTURA DEGLI IMPIANTI DI CONFINE DEL MURO DI BERLINO

Legenda

  1. Parete in lastre di cemento con o senza tubo
  2. Recinto metallico
  3. Striscia di controllo (Kontrollstreifen KS)
  4. Impianto di illuminazione
  5. Sbarramenti anticarro
  6. Linea della limitazione anteriore delle sentinelle di frontiera
  7. Strada per i pattugliamenti
  8. Cavo guida per i guinzagli dei cani
  9. Apparecchi di segnalazione
  10. Torre di osservazione
  11. Recinto di contatto

LA BRECCIA NEL MURO DI BERLINO

Il 9 novembre 1989 Il nuovo governo appena insediato della DDR, guidato dal riformatore Hans Modrow, apre le frontiere con l’Occidente. Il responsabile dei rapporti con i media della Sed, Günter Schabowski, in una conferenza stampa conferma il provvedimento ma a causa di un equivoco la notizia si diffonde e una folla immensa si precipita verso il Muro:  le autorità perdono il controllo della situazione.

http://www.archiviolastampa.i

Poco dopo mezzanotte vengono aperti i varchi tra le due Berlino. È la fine del Muro.

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