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Un’infanzia da Millennials: quando l’Altro è uguale a me

di Paola Cecchini

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Spesso ci accusano di essere una generazione nostalgica. Ma l’avere avuto un’ infanzia da Millennials non vuole tanto dire essere vissuti in un’epoca migliore (migliore di quale poi?) ma aver assimilato contesti, cambiamenti e soprattutto valori che ci hanno reso una generazione ibrida che guarda indietro, al futuro.infanzia da millennials. I film che ci hanno accompagnati nella nostra crescita

“(Lui è) nato in guerra, pieno di sangue e battaglie e rabbia e vendetta. Ti ricorda qualcuno? E’ me quando ci siamo incontrati la prima volta, e tu mi hai reso migliore” 

[dialogo tra Ten e Rose – Doctor Who]

 

Sembra una cosa banale o sciocca, ma il mondo in cui nasciamo e in cui cresciamo condiziona il nostro modo di pensare e di relazionarci con esso. Come il dottore, che quando si rigenera cambia il suo carattere in base alle esperienze che ha vissuto o alle esigenze del momento, anche noi tendiamo ad assumere il punto di vista, il carattere e la mentalità del periodo in cui viviamo.

A differenza delle generazioni precedenti, che avevano meno stimoli globali a influenzarli, uno dei nostri primi amici è stato il cinema che, poco prima, era stato reso ancora più accessibile alla massa con l’arrivo delle videocassette VHS nel ’76. Prodotti di ogni genere sono entrati nelle nostre case già dall’infanzia, intrattenendoci e formandoci al contempo. Prodotti che, figli delle evoluzioni di quel periodo, hanno iniziato a evolversi a loro volta, raccontando storie diverse e spingendoci verso nuovi valori e punti di vista.

Nuove storie, abbiamo detto, dove gli eroi non esistono davvero o, meglio, non sono più perfetti e lucenti. Stanchi di storie patinate e di protagonisti cool (perché diciamocelo, per ogni Danny Zuco e ogni Sally Olsson ci sono mille Vern Tessio, mille Donny Darko, mille Brian Johnson, mille Oliver Barrett, mille Mikey Walsh), i nuovi eroi sono persone normali, bambini normali che possono diventare i propri eroi in storie grandi o piccole nel compito più difficile di tutti: crescere.

citazione un' infanzia da millennials "I protagonisti credono in tre cose fondamentali: l'amicizia, l'accettazione dell'altro per quello che è, e il dover prendere il potere sulla propria vita senza aspettare che qualcuno venga a salvarti."

Si tratta di un cambio di registro che stravolge tutto. I protagonisti non solo solo bambini normali, spesso emarginati, ma sono anche bambini che credono in tre cose fondamentali: l’amicizia, l’accettazione dell’altro per quello che è, e il dover prendere il potere sulla propria vita senza aspettare che qualcuno venga a salvarti perché tu e i tuoi amici siete tutto ciò di cui avete bisogno. Anche quando si gioca con gli stereotipi e li si mette nella stessa stanza in punizione, ciò che ne esce è qualcosa di totalmente diverso, complesso, reale. Non esistono due persone uguali perché il background, intrecciato con il carattere, può dare vita a milioni di combinazioni differenti.

Nella nostra infanzia abbiamo visto ragazzini talmente tanto pressati dai genitori che hanno pensato, tentato (e talvolta sono arrivati purtroppo in fondo) al suicidio. Abbiamo sentito, quasi come sulla nostra pelle, le conseguenze di questo gesto su tutte le persone che li amavano e abbiamo deciso, pur in tenera età, che non avremmo mai permesso che ciò accadesse a qualcuno che amiamo. Abbiamo scoperto che essere curiosi e pensare a mille invenzioni può salvarti la vita quando devi scappare da una banda di criminali. Abbiamo capito che se siamo i primi ad arrenderci e a non crederci, non solo una fata smette di vivere ma a Fantàsia arriverà il nulla. Sì, certo, qui parliamo di mondi fantastici e che non esistono davvero (?), ma sono solo metafore, perché nemmeno il nostro, di mondo, andrà mai avanti se noi per primi ci arrendiamo al fatto che non possa cambiare. Abbiamo conosciuto persone considerate “diversi” perché non attraenti, non “normo-dotate” o semplicemente perché venivano da un altro pianeta e cercavano di tornare a casa. E mai, nemmeno una volta, abbiamo chiuso loro le porte.

E’ davvero possibile che l’aver o meno guardato alcuni film possa aver influito sui nostri valori e sulla nostra percezione del mondo? Sarebbe troppo lungo citare tutti i film che ci hanno reso la generazione che siamo, ma abbiamo scelto di proporvene qualcuno che, tra i tanti, ci ha mandato qualche messaggio fondamentale.

 

Red e Toby – 1981.

infanzia da millennials - red e tobySe i Millennials sono nati negli anni ’80 e ’90 ad aprire questo ventennio, nella nostra lista, c’è proprio Red e Toby, il film di animazione Disney tra i più teneri che siano stati prodotti. Red, la volpe, e Toby, il cane, sono amici d’infanzia finché, crescendo, non si rendono conto che dovrebbero essere nemici per natura. Vedere questo film durante la nostra infanzia da millennials ci ha insegnato che non dobbiamo accettare le cose come sono “per natura”, come non dobbiamo accettare le cose che sono così “per cultura”, “perché è sempre stato così”. Se crediamo che una cosa sia giusta, se vogliamo bene a qualcuno anche se ci dicono che non dovremmo, seguiamo l’istinto e il cuore.

E.T. – 1982. 

infanzia da millennials ETE.T. è un extraterrestre, ma potrebbe essere uno straniero, qualcuno che viene da un altro luogo. E.T. ci insegna a metterci nei panni dell’altro, a cercare di comunicare e scoprire che, per quanto in apparenza diversi, in realtà siamo più simili di quanto crediamo. Perché anche noi, nei suoi panni, avremmo voluto una cosa sola: tornare a casa.

La Storia infinita -1984.

La morte di artax nella storia infinita è una delle scene più tristi della nsotra infanzia da millennials

Credere. E non nascondersi dietro alla scusa del “ma sono solo una persona normale, non posso cambiare nulla da solo”. Questi sono due degli insegnamenti che abbiamo ricevuto nella nostra infanzia da millennials guardando la Storia Infinita. Questi e mille altri in realtà, perché la Storia Infinita meriterebbe un articolo tutto per sé. Quella che sembra una favola è, in realtà, un compendio della vita reale trattando temi come il bullismo, la perdita di un amico caro (tranquilli, non vi crede nessuno se dite di non aver mai pianto per la morte di Artax), il superare le proprie paure e, secondo alcuni, anche la depressione che, man mano che noi smettiamo di credere in noi stessi e di poter cambiare la nostra situazione, si impadronisce di noi come il Nulla.

I Goonies – 1985.

Film cult di tutti quelli che hanno avuto un’ infanzia da Millennials, i Goonies sono un gruppo di ragazzini strampalati che, per cercare di salvare la famiglia dei Walsh si ritrova sulle tracce di un antico tesoro dei pirati. Oltre ad averci insegnato che non bisogna mai arrendersi (e che il viaggio è spesso più importante del risultato), i Goonies ci hanno insegnato che non tutto ciò che è diverso è cattivo, anche quando all’inizio fa paura. Quando Chunk viene catturato dalla banda Fratelli e imprigionato insieme al “mostro” Lotney, il ragazzino è inizialmente terrorizzato. Eppure anche qui basta cercare di non rimanere incastrati negli schemi mentali ed essere più aperti a ciò che è diverso. Lotney, che è stato sempre rifiutato per il suo aspetto “mostruoso”, non è cattivo (a differenza della sua famiglia), e l’amicizia che nasce tra i due è qualcosa di speciale. Non fermarci alla prima impressione ma approfondire sempre, ecco una degli insegnamenti dei Goonies.

Breakfast Club – 1985.

Un gruppo di ragazzi viene messo in punizione e deve passare un pomeriggio nella stessa stanza. Ognuno rappresenta uno stereotipo: il bullo, il giocatore di football, il secchione, la principessina e la ragazza dark. Eppure, durante il racconto, ci rendiamo piano piano sempre più conto che gli stereotipi spesso non esistono. Che ognuno è diverso ed è ciò che è per tutte le influenze che ha durante la sua vita. In modo differente dai Goonies, anche Breakfast Club ci insegna ad approfondire sempre perché dietro alla copertina c’è una storia che vale la pena leggere

Stand by Me – 1986.

Film sul passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza, Stand by Me ci insegna il valore dell’amicizia e l’inizio della consapevolezza della morte, dell’imperfezione degli adulti, della crudeltà del mondo. I protagonisti di Stand by Me sono ragazzi che provengono da famiglie problematiche per varie ragioni e, durante la ricerca del cadavere di un ragazzino loro coetaneo, iniziano un percorso di maturità personale e di confronto con i propri fantasmi. Crescere è obbligatorio, come si cresce è qualcosa che può dipendere da noi.

L’attimo Fuggente – 1989.

Uno dei film più belli di Robin Williams, L’Attimo Fuggente ci ha insegnato a vedere le cose da un’altra prospettiva perché basta cambiare quella per cambiare tutto. Allo stesso tempo il film ci ha messi davanti a un tema forte come quello del suicidio. In modo differente da Il suicidio delle Vergini Suicide (che è uscito una decina di anni dopo), l’attimo fuggente ci ha insegnato che alle volte, nonostante tutti i nostri sforzi, il mondo non cambia e che qualcuno più in difficoltà può arrendersi perché non vede altra via. Non è giusto, e bisogna fare tutto ciò che possiamo per evitare che accada, ma a volte succede, a qualcuno accanto a noi, e bisogna fare i conti anche con questo. Raccogliere i pezzi, assimilare il giusto e continuare a lottare per cambiare le cose, ecco gli insegnamenti più importanti che ci siamo portati dietro durante la nostra infanzia da millennials.

IT – 1990.

Può un club di perdenti sconfiggere un mostro? Anche IT, come La Storia Infinita meriterebbe articoli tutti per se (e lo abbiamo fatto. Ultimamente ne abbiamo parlato qui, qui e qui). Uno degli insegnamenti che più abbiamo preso da questo film è che l’unione fa sempre la forza. Che quando si è insieme si può sconfiggere qualunque cosa e che non importa quanto tu sei un perdente, non sei l’unico, non sei solo.

Casper – 1995.

Avendo cercato ci concentrarci, in questo Speciale Magazine, dei Millennials nati tra i primi anni ’80 e i primi anni ’90 (perché i ragazzi nati negli ultimi anni ’90 hanno più tratti in comune con la generazione successiva visti tutti i cambiamenti globali di questi anni), abbiamo deciso di chiudere questa sull’infanzia da millennials con Casper, che è uscito nel 1995. Casper, come la maggior parte degli altri film citati, ci ha insegnato che “diverso” non vuol dire malvagio, che l’amicizia è importantissima e che vale più di tutto. L’amicizia, quella vera, è un sentimento così forte che possiamo rinunciare a qualcosa che inseguivamo da sempre per la felicità del nostro amico.

 

Perciò tornando alla nostra domanda. E’ davvero possibile che l’aver o meno guardato alcuni film possa aver influito sui nostri valori e sulla nostra percezione del mondo? Secondo noi sì. E voi che ne pensate?

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